Cuore di ferro


Autore: Alfredo Colitto

Tipologia: Trhiller storico

Luogo: Bologna

Filo conduttore: La morte di un templare

Ambientazione: La Bologna del 1300

Protagonista: Mondino dè Liuzzi, medico

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che un conto è buttare nel testo qualche citazione, un altro è riuscire a ricreare con intensità un periodo storico

Giudizio nero:  Fantasia al potere(Guida ai giudizi)

Mondino de Liuzzi è un medico bolognese del 1300. E’ un uomo del suo tempo, combattuto tra ricerca scientifica e religiosità. Effettua esperimenti notturni sui cadaveri, correndo il rischio di cadere tra le grinfie dell’Inquisizione. E quando un suo studente si presenta allo studio con il cadavere di un templare con il cuore trasformato in ferro, la sua curiosità sovrasta il senso morale. Per questo Mondino non denuncia l’accaduto, anzi, si mette a indagare sul delitto, cercando di scoprire il segreto alchemico che sta alla base del “cuore di ferro”.

Ho letto il romanzo di Colitto in due giorni. Una scrittura sintetica, senza fronzoli, che va dritto al sodo. La ricostruzione della Bologna medioevale è stupefacente. Le chiese, le vie, le taverne, i suoi abitanti, tutto è ricostruito con grande efficacia. Quello però che mi ha colpito è come l’autore sia stato in grado di ricreare anche il modo di pensare e di agire dei personaggi. In molti romanzi storici la pecca più grande è che i personaggi, alla fine, si comportano secondo i canoni di pensiero odierni. I personaggi di questo romanzo no. Mondino è combattuto tra la brama di ricerca scientifica e la paura dell’Inquisizione, l’inquisitore domenicano si comporta in modo brutale e “politico”, utilizzando sotterfugi che farebbero impallidire il più navigato dei politicanti italiani. Il giovane templare, ancora indottrinato e fedele ai voti monacali, si ritrova ad affrontare i suoi stessi fratelli, che si comportano in modo vile e poco edificante, e questo lo porterà ad avere crisi di coscienza profonde e senza ritorno.

Un romanzo dunque da leggere assolutamente, sia per l’intensità della storia, per la qualità della scrittura e anche per conoscere un pezzo di storia, narrata attraverso gli occhi e i pensieri di Mondino dé Liuzzi, uno dei personaggi più originali dell’intero panorama noir italiano. Bologna si riconferma dunque la città più fresca del noir in Italia.

Perchè leggerlo: Per l’ambientazione, per come l’autore ha ricreato il modo di pensare, vivere e morire del tempo

Perchè non leggerlo: Se non vi piacciono i romanzi lunghi

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Voglio leggere anche gli altri

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Un caffè con Alfredo Colitto

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