Il noir al femminile secondo Francesca Battistella


Noir Italiano: Ciao Francesca e bentornata su Noir Italiano. Come stai? Cosa posso offrirti di buono?

Francesca Battistella: Ciao Noir Italiano, molto bene, grazie. Prendo volentieri la solita Menabrea.

Ni: Molte autrici mi hanno scritto lamentandosi del fatto che do poco spazio al noir al femminile (Per questo ho deciso di dedicare questo mese al tema ndr). Ma alla fine, il noir non è noir e basta? Non dovrebbe essere classificato solo perché scritto da una donna, un uomo o un cavallo. Dovrebbe essere distinto in scritto bene e scritto male, eppure molti giudicano la validità di un’opera dal sesso dell’autore. Perché?

FB: Rispondo partendo dalla fine. E’ vero, c’è chi si comporta così, giudica un’opera letteraria partendo dal sesso di chi l’ha scritta. Ma queste stesse persone immagino lo facciano un po’ per tutto, che non si limitino solo alle opere scritte, ma applichino lo stesso principio a tutti i campi dello scibile umano: è un medico donna? Non può essere brava! Un’avvocatessa? Figuriamoci. Un pilota d’aereo? Per carità. E via andare. Credo sia un abito mentale che lentamente sta scomparendo (grazie al cielo!). Mi piacerebbe offrire a costoro una serie di racconti noir scritti da un mix di uomini e donne. Solo titoli, niente nomi, e alla fine chiedere un giudizio. Sarebbe divertente vedere i risultati, non trovi? Certo, l’unica possibile distinzione è fra ‘scritto bene’ e ‘scritto male’. Onestamente ritengo che chi ha talento faccia strada a dispetto del sesso, dell’età e dell’avvenenza. In genere, i lettori giusti sono molto severi e imparziali.

NI: Le scrittrici che si cimentano con il noir in Italia sono tantissime. Come lo spieghi?

FB: Credo sia perché il noir è un genere che offre una gamma piuttosto ampia di toni e possibilità di esprimersi. Mi sembra che il thriller o l’horror o l’horror thriller abbiano un canone alquanto limitato di situazioni e personaggi, mentre il noir offre spazio a scenari più ampi, concede più libertà nel descrivere e caratterizzare personaggi e situazioni. Naturalmente è solo una mia opinione, ma se così fosse potrebbe essere questo il motivo per cui le donne amano cimentarsi di più nel noir e anche leggerlo. Da scrittrice posso dire di non amare provarmi in un genere che mi limiti. Però attenzione! Rischiamo di cadere nella dicotomia di cui sopra ….

NI: Si può parlare di una scuola “femminile” del noir italiano?

FB: Credo di sì e penso subito a Margherita Oggero. Mi viene da eleggerla ‘caposcuola’. Ma è anche vero che noi siamo un Paese dove ognuno va per conto suo, dove ognuno ha il suo stile e non ci piace tanto essere inquadrati e incasellati. Certi ‘movimenti’ vengono quasi sempre battezzati a posteriori e non da chi vi ha fatto parte. Vedremo in futuro cosa si dirà delle donne ‘noir’ italiane.

NI: Quando si parla di discriminazione o di preferenze verso scrittori maschili, non si rischia solo di alimentare un femminismo troppo spinto?

FB: Può darsi. Ma, se mi permetti, è già inquietante di per sé che nel 2012 si debba ancora chiamare in causa il ‘femminismo’ per lottare contro certi pregiudizi. Basta! Come donna mi sento di affermare quanto segue: in piazza ci sono andata, le mie battaglie le ho fatte, dei principi li ho stabiliti pagando di persona tante scelte dure e difficili. Ma quante volte ci toccherà ribadire gli stessi concetti? Dovrebbero essere dei dati di fatto acquisiti e non rimessi in discussione ogni qual volta il vento gira e nasce un nuovo spazio di cui le donne si appropriano. Ma che fatica! Realisticamente so bene che non è così, che ogni volta ci tocca ricominciare daccapo, però ….

NI: Riprendendo un contributo di Marilù Oliva, pensi davvero che le autrici italiane vengano discriminate nei concorsi e nei premi letterari?

FB: Bè, se le giurie sono composte dagli stessi elementi che ho descritto nella mia prima risposta non stento a credere che le scrittrici noir vengano discriminate! Ma è davvero così? Non ho molta esperienza in merito. D’altro canto, se qualcuno proponesse una forma di ‘quote rosa’ anche per i concorsi letterari credo che mi arrabbierei parecchio. Prima di essere maschi, femmine, bianchi, neri o gialli, siamo esseri umani e stop. Torno alla mia idea iniziale: se davvero la discriminazione esiste che si crei un regolamento per cui l’opera iscritta a partecipare venga data in lettura priva del nome dell’autore (come si fa nelle gare di appalto, niente nome di chi fa l’offerta) e poi vediamo cosa succede. Se d’improvviso, scelti i finalisti, aumentano le partecipanti femmine a scapito dei maschi avremo la prova provata della discriminazione. L’equivoco di fondo, a parer mio, è che si dovrebbe votare il libro. E’ bello? E’ ben scritto? Ha un senso compiuto? La trama sta in piedi o fa acqua da tutte le parti? Il resto non dovrebbe aver peso nel giudizio ….

NI: Nessuna frase noir in conclusione. Bensì un augurio. Cosa auguri alle scrittrici noir del nostro paese?

FB: Di continuare a scrivere e di scrivere sempre meglio, se possibile, visto che comunque noi donne dobbiamo lavorare il doppio per ottenere la metà dei consensi. E di non arrendersi, mai, ma questo lo auguro a tutte le donne, scrittrici e non!

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2 risposte a “Il noir al femminile secondo Francesca Battistella

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