Doppia indagine


Autore: Marzia Musneci

Tipologia: Giallo

Luogo: Roma

Filo conduttore: La ricerca di una bambina scomparsa

Ambientazione: Contemporanea

Protagonista: Matteo Montesi

Narrazione: In prima persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che i gialli ben scritti esistono ancora

Giudizio nero:  Una piacevole conquista (Guida ai giudizi)

Il volume 3045 de “Il giallo Mondadori” l’ho preso per la copertina e per il nome italiano dell’autrice. Non conoscevo Marzia Musneci, ma considerato che capeggiava sulla copertina il bollino rosso che l’annunciava quale vincitrice del premio Tedeschi 2011, mi sono avvicinato alle pagine con buone aspettative. Come prima considerazione devo dire che in “Doppia indagine” il bollino rosso ha fatto il proprio dovere attirando la mia attenzione almeno quanto Marzia ha fatto il proprio componendo un giallo davvero ben scritto. Il plot narrativo è quello che in origine avevano i gialli d’indagine e che oggi sempre meno vengono proposti con credibilità. Tutto ha inizio con la sparizione avvenuta tre settimane prima di Stella Morganti, una bambina talentuosa scomparsa all’uscita dalla scuola, e dall’indagine affidata a Matteo Montesi, aitante investigatore privato. Il tutto sembra inspiegabilmente collegato alla scomparsa del padre avvenuta dieci anni prima, un indagine che avanza a doppio binario, una pista calda e una fredda per non dire gelida che porteranno a un’unica soluzione, o meglio ancora a una doppia soluzione. La narrazione è spigliata, divertente e dettagliata allo stesso tempo. Una scrittura coinvolgente, di quelle che non vedi l’ora di girare la pagina per vedere come va a finire, con personaggi ben caratterizzati e ognuno al proprio posto. Ci sono i buoni, ci sono i cattivi, ma nulla allo stesso tempo avviene in maniera scontata o troppo articolata da apparire confusa. Leggendolo si prova la netta sensazione che l’autrice sappia dove vuole arrivare e quando c’arrivi assieme a lei la plausibilità della soluzione rafforza tutto il lavoro fatto a monte.

Perchè leggerlo: perché i nuovi talenti hanno qualcosa da dire

Perchè non leggerlo: perché trovo complicato procurarsi un arretrato de “Il giallo Mondadori”

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Che le trame classiche sono sempre valide

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