Il noir al femminile secondo Daniela Basilico


Noir Italiano: Ciao Daniela e bentornata su Noir Italiano. Come stai? Cosa posso offrirti di buono?

Daniela Basilico: vado sul classico e rimango sul prosecco

Ni: Sei molto impegnata nel campo letterario e hai a che fare con parecchi autori. Qual è la tua opinione sulle scrittrici noir italiane?

DB: penso che ci siano validissime autrici che si meritano successo e attenzione, tra queste indubbiamente Simona Vinci, Nicoletta Vallorani ed Elisabetta Bucciarelli. Penso anche che altre autrici farebbero meglio a cambiare mestiere ma questo non ha nulla a che vedere con l’essere femmine, ma con il talento. Questo stesso mio pensiero è infatti valido anche per alcuni autori.

NI: Le scrittrici che si cimentano con il noir in Italia sono tantissime. Come lo spieghi?

DB: perché il noir consente a chi scrive di confrontarsi  con un protagonista che ha spesso le caratteristiche dell’antieroe a differenza dell’eroe consolatorio del giallo, e questo permette alla sensibilità femminile di esprimersi al meglio, senza dover essere costretti a confrontarsi con inutili e spesso deleterie scene d’azione e violenza che vanno a contaminare una narrazione in cui gli stati d’animo e le sensazioni sono parti fondamentali della storia.

NI: Riprendendo un contributo di Marilù Oliva, pensi davvero che le autrici italiani vengano discriminate nei concorsi e nei premi letterari?

DB: No, non lo penso affatto. Faccio parte di chi ancora crede che i concorsi e i premi letterari li debba vincere chi ha talento. Anche se sempre più spesso purtroppo non è così, ma questo non ha nulla a che vedere con il sesso di appartenenza.

NI: A volte però, quando mi arrivano mail un po’ critiche, mi sembra che alcune autrici partano dal presupposto “sono un’autrice donna quindi per forza di cose vengo discriminata”. Non pensi che a volte sia anche una scusa?

DB: Più che una scusa direi che è un modo iprocrita per giustificarsi. Forse se chi ti scrive questo tipo di mail fosse un po’ più umile si renderebbe conto che l’unica discriminante possibile ha a che vedere con il talento e le capacità letterarie che non tutte posseggono, anche se se hanno la presunzione di essere convinte del contrario.

NI: Ma alla fine, da lettrice e da promotrice culturale, non sarebbe più corretto parlare di noir scritto bene e noir scritto male, invece che fare distinzioni in base al sesso dell’autore?

DB: Lo sarebbe eccome. Non posso che essere d’accordo con te.

NI: Nessuna frase noir in conclusione. Bensì un augurio. Cosa auguri alle scrittrici noir del nostro paese?

DB: di avere tutto il successo che si meritano, impegnandosi a scrivere opere che se lo meritino davvero, facendo loro una frase di Aghata Cristie:  “La fantasia è un’ottima serva, ma una pessima padrona. La spiegazione più semplice quasi sempre si rivela esatta”

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