Ti voglio credere


Autore: Elisabetta Bucciarelli

Tipologia: Noir metropolitano

Luogo: Milano

Filo conduttore: Indagine sull’ispettore Vergani

Ambientazione: il mondo dell’illegalità milanese

Protagonista: Maria Dolores Vergani, ispettore di polizia

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che la verità è un’opinione

Giudizio nero:  Amaro noir (Guida ai giudizi)

Qual è la verità? Esiste una verità che sia assoluta oppure tutto è subordinato alla nostra percezione delle cose? Chi mente, colui che dice il falso o chi vi crede, sapendo che non si tratta della realtà? Questo si domanda l’ispettore di polizia Maria Dolores Vergani e il quesito che pone l’autrice.

La protagonista è agli arresti domiciliari per aver ucciso una donna durante un’aggressione. Una donna che si è rivelata essere una pedofila. Unico testimone, un cacciatore, padre di uno dei bimbi seviziati dalla donna, che aveva deciso di farsi giustizia da solo e aveva assistito alla scena. Peccato che le versioni dei due, Vergani e del cacciatore, non collimino. L’avvocato, bello, rampante e milanesissimo, propone una versione delle cose che possa dare credito alla versione del cacciatore e fa di tutto affinché la Vergani accetti la cosa come verità assoluta. Ma l’ispettrice è una donna tenace e contraddittoria e non ricorda nulla di quanto avvenuto. Nel frattempo la Polizia di Milano è alle prese con delle croci apparsi in vari luoghi e che riconducono a una clinica per curare disfunzioni alimentari come l’anoressia.

Un noir molto intimo, che scava nei pensieri e nelle emozioni della protagonista, che mette in dubbio qualunque cosa, sia essa apparente o verificata, al fine di raccontare la verità. Peccato che questa parola sia utilizzata e creata dagli uomini e, in quanto tale, fallibile.

Perchè leggerlo: Per porsi una domanda a cui è difficile trovare risposta

Perchè non leggerlo: L’indagine poliziesca passa in secondo piano

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Cos’è la verità?

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