Contorni di noir e il poliziesco al femminile


Noir Italiano: Ciao Cecilia e benvenuta nuovamente a Noir Italiano. Come stai? Che ci beviamo?

Cecilia Lavopa: Grazie di avermi invitata anche in questa occasione e oggi andrei con qualcosa di forte, viste le domande ☺ Magari un caffè, così non perdo la concentrazione..

Ni: Parliamo di noir al femminile. Perché giudicare un romanzo dal sesso dell’autore? Non si dovrebbe solo giudicare in base al valore letterario dell’opera?

CL: La domanda presuppone già un’affermazione, della quale non sono assolutamente convinta..mai giudicata una trama in base al sesso dell’autore. Anzi, devo dirti che personalmente non ci faccio caso. La mia vuole essere una provocazione, s’intende..ma noi sappiamo se chi scrive è gay? E anche se lo sapessimo, sarebbe differente il nostro giudizio? Il mio proprio no.

NI: Le scrittrici che si cimentano con il noir in Italia sono tantissime. Come spieghi questo fatto?

CL: Tu dici che sono tantissime? Sai che non ho la stessa sensazione? Credo si debba partire sempre dalla definizione che viene data al noir, perché più ci penso, più mi sembra che abbondino scrittrici di thriller, più che di noir.. Se penso al noir mediterraneo, per esempio, non c’è un solo nome femminile che mi venga in mente. Tess Gerritsen, Elizabeth George, Fred Vargas, scrittrici affermate e che ho avuto modo di apprezzare, non scrivono noir. Ma forse mi mancano molte letture, ancora..a proposito di scrittrici noir, ho giusto da leggere Marilù Oliva, per esempio. Ho avuto modo recentemente di leggere un romanzo di Sara Bilotti, scrittrice emergente. E Elisabetta Bucciarelli è fra gli altri nomi che mi vengono in mente. Ma non credo siano tantissime..chiedo scusa per quelle che non ho nominato e che invito a farsi avanti.

NI: Come sono le autrici noir italiane? Qual è la tua esperienza in merito?

CL: Intendi caratterialmente? Ammetto di conoscerne poche e la mia esperienza è più che positiva. Sono disponibili al dialogo e al confronto. Leggono le critiche in modo costruttivo e ho sempre trovato risposte positive alle mie richieste di intervista. Ma questo vale anche per gli autori maschili. Non penso che sia solo una questione di fortuna, no?

NI: Curi un blog e sei dunque una buona lettrice. Quali sono le differenze che hai trovato tra noir maschile e femminile (sempre che esistano)?

CL: Anche qui, non credo esistano sostanziali differenze.. Si può avere una trama cruenta, dura, adrenalinica da una donna piuttosto che da un uomo. Io stessa ho scritto dei racconti alcuni anni fa che, rileggendoli, mi fanno davvero paura ☺ Noi donne abbiamo lati oscuri che nemmeno immaginate..scherzo, ma davvero non ho notato differenze. Pensa, addirittura mi è capitato un caso inverso: uno scrittore che aveva uno stile talmente delicato, che mi sono chiesta se il romanzo fosse stato davvero scritto da lui o piuttosto da una donna.. E in un’intervista, diceva che era proprio l’effetto che voleva raggiungere.

NI: In tutta sincerità, non ti è sembrato che alcune autrici si lamentino partendo dal presupposto “Sono donna, dunque discriminata”? Non si rischia di cadere nel vittimismo?

CL: Parto dal principio raccontandoti la mia esperienza sul mondo del lavoro. Come molte altre donne, sono stata oggetto di discriminazioni, da quelle velate a quelle più evidenti. E non è raro sentire che, se una donna ha fatto carriera in un’azienda, si ipotizzino “prestazioni fisiche” per avercela fatta. Quindi sono assolutamente convinta che ci sia ancora molto lavoro da fare! Detto questo, posso ipotizzare che qualche discriminazione succeda anche nel campo dell’editoria, non credo sia vittimismo ma un dato di fatto. Ma le case editrici sono fatte da editor e da responsabili anche al femminile, e non posso pensare che venga attuata una differenza tra un manoscritto al femminile piuttosto che al maschile..il punto è: “Il romanzo è scritto bene?”. Punto.

NI: Nessuna frase noir in conclusione. Bensì un augurio. Cosa auguri alle scrittrici noir del nostro paese?

CL: Questo augurio non vorrei farlo solo alle scrittrici noir, ma a tutti gli scrittori: che continuino nel loro percorso, che abbiano i riconoscimenti che meritano ma, soprattutto, di restare “differenti” perché, gente, la diversità è bella per questo. A me piace essere differente..sono nata donna e non voglio essere trattata da uomo. Ma differenza NON DEVE essere sinonimo di DISCRIMINAZIONE.

Se l’argomento t’interessa, allora dai un’occhiata a:

Intervista a Cecilia Lavopa di Contorni di noir

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