Tutta colpa di Amalia


Autore: Laura Vignali

Tipologia: Giallo

Luogo: Pistoia

Filo conduttore: La morte di un antiquario che scatena una serie di eventi

Ambientazione: la provincia sonnolenta e perbenista

Protagonista: Emma

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che c’è bisogno anche di libri che non vogliano insegnare a vivere

Giudizio nero:  Una piacevole conquista (Guida ai giudizi)

Ci sono romanzi che non sono dei capolavori, che non vi cambieranno la vita o vi apriranno la mente, che non sono delle pietre miliari nella storia dell’umanità e che non hanno altro scopo che quello di farvi passare qualche ora di relax. Eppure sono dei bei romanzi, ben scritti, con una storia efficace e uno stile semplice, che quando si chiude il libro ci si rende conto di essersi divertiti nel leggerli. Nonostante non siano dei capolavori.

Il romanzo di Laura Vignali, il primo della trilogia pistoiese dell’autrice, è uno di questi romanzi. Breve, leggero, apparentemente semplice ma basato su una storia intricata e difficile da sbrogliare, con tanto di colpo di scena finale. Pochi personaggi, ben caratterizzati e tutti collegati gli uni agli altri, come un incredibile fil ruouge (anche se sarebbe meglio dire noir).

Emma torna a Pistoia dopo anni di vita a Roma, per ereditare la casa lasciatale dalla vecchia sorella Chiara. Qui riceve la telefonata di Alfredo, vecchio antiquario. Il giorno dopo va a trovarlo in bottega e lo ritrova morto, ucciso da un colpo in testa, inferto con un opera di legno. Da qui nasce l’indagine, che si dipana lentamente, adeguata al clima invernale della storia, in un continuo incanalarsi tra sette storie differenti di sette personaggi che sono in relazione tra loro e con il morto. Quello che esce dalla lettura è il ritratto di una provincia sonnolenta, orgogliosa del detto “qui non succede mai niente” fino a negare i fatti di sangue, pronta a nascondere qualunque “magagna” pur di non sollevare scandali e polveroni, anche a costo di fingere per tutta la vita.

Un romanzo da leggere in un pomeriggio. Se siete di quelli che leggono solo libri che insegnano a vivere, capolavori eterni di uomini e donne illuminati che hanno capito tutto dell’esistenza, allora lasciate perdere. Se invece leggete per diletto, beh, allora fateci un pensiero.

Perchè leggerlo: Perché è semplice ma intrigante e ben scritto

Perchè non leggerlo: Non vi cambierà la vita

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Divertente, davvero

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