Il noir al femminile secondo Barbara Baraldi


Noir Italiano: Ciao Barbara e benvenuta nuovamente a Noir Italiano. Come stai? Cosa bevi?

Barbara Baraldi: Ciao a tutti. Sto abbastanza bene, tenendo conto che qui in Emilia siamo alle prese con le problematiche post terremoto. Bevo caffè amaro.

Ni: Noir al femminile. Spesso molte autrici mi hanno scritto lamentandosi del fatto che do poco spazio al noir al femminile (Per questo ho deciso di dedicare questo mese al tema ndr). Ma alla fine, il noir non è noir e basta? Non dovrebbe essere classificato solo perché scritto da una donna, un uomo o un cavallo. Dovrebbe essere distinto in scritto bene e scritto male, eppure molti giudicano la validità di un’opera dal sesso dell’autore. Perché?

BB: Sono assolutamente d’accordo con te. Ci sono libri belli e libri brutti indipendentemente dal fatto che li abbia scritti un uomo o una donna. Sinceramente, questo tipo di suddivisione mi sta stretta e voglio sperare che nessuno valuti un’opera dal sesso dell’autore. Le storie dovrebbero parlare un linguaggio universale, fatto di emozioni. Del resto, i miei libri preferiti sono stati firmati da scrittori come da scrittrici e scelti in base alla tematica, alla copertina, a un consiglio fidato piuttosto che a uno stralcio letto per caso. Di sicuro non in base al sesso dell’autore.

NI: Le scrittrici che si cimentano con il noir in Italia sono tantissime. Come spieghi questo fatto?

BB: Posso rispondere secondo la mia esperienza personale. Io ho cominciato a scrivere noir con il desiderio di svelare il lato oscuro che c’è dentro ognuno di noi, così come nelle città e negli angoli di provincia. Il noir è emozionale, una discesa agli inferi che ci permette di guardare in profondità dentro la psiche umana.

NI: E’ più difficile per una scrittrice noir ottenere credibilità da parte di editori, lettori e addetti ai lavori?

BB: Non penso, o almeno io credo fermamente nel merito personale.

NI: Si può parlare di una scuola “femminile” del noir italiano?

BB: Anche in questo caso non credo ci sia una scuola femminile, ma piuttosto che ogni autore o autrice scriva noir a seconda della propria esperienza, formazione e sensibilità.

NI: Tra le mail che ho ricevuto, alcune autrici sembravano basare le loro osservazioni sull’assioma “sono un’autrice donna per cui vengo scartata a priori”: Non si rischia così di fare del vittimismo?

BB: Concordo con te. Il duro lavoro permette di farsi conoscere dagli editori come dai lettori. Io sono partita dai gradini più bassi e solo con impegno e devozione sono arrivata ai grandi editori. Quando i miei romanzi venivano scartati non ho mai pensato fosse per via del mio sesso. Bisognerebbe farsi un esame di coscienza e cercare di capire cosa c’è che non va nel romanzo che si vuole proporre alla casa editrice. Spesso non si tratta di maschilismo e neppure del fatto che gli editori pubblicano soltanto i soliti noti, ma di meccaniche ben più complesse che vanno dalla vendibilità del prodotto che offriamo, al linguaggio, come dalla politica editoriale.

NI: Nessuna frase noir in conclusione. Bensì un augurio. Cosa auguri alle scrittrici noir del nostro paese?

BB: Di scrivere per se stesse, per la voglia di raccontare una storia, per un fuoco che brucia e anima le dita sulla tastiera e lasciar perdere le dietrologie. Penso fermamente che credere in qualcosa sia il primo passo per realizzare i propri sogni.

Se l’argomento t’interessa, allora dai un’occhiata a:

Intervista a Barbara Baraldi

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3 risposte a “Il noir al femminile secondo Barbara Baraldi

  1. Brava Barbara, la penultima risposta andrebbe data ogni giorno ai pigri che vogliono tutto e subito con l’auto-pubblicazione, qualsiasi genere scrivano, uomini o donne che siano.

  2. Ciao Irene,
    in effetti quello che ho scoperto, collaborando con una casa editrice, è che parecchi esordienti non spendano tempo nella ricerca della documentazione oppure nella scrittura della sinossi. Inviano il tutto così, come viene, e poi se non vengono pubblicati è colpa delle case editrici
    Grazie per leggerci!

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