Colomba Rossi a Noir Italiano


Colomba Rossi è la direttrice della collana Sabot/age della casa editrice E/O. Come abbiamo già segnalato, si tratta di uno dei progetti più interessanti del panorama editoriale del noir italiano. Ascoltiamo dunque i consigli e le opinioni di Colomba sul noir e sull’editoria. Preso carta e penna? Bravi, allora potete iniziare!

Noir Italiano: Ciao Colomba e benvenuta. Posso offrirti un caffè?

Colomba Rossi: senza zucchero, grazie!

NI: Cominciamo: cosa significa per te noir?

CR: un modo per raccontare la realtà, non l’unico, ma senz’altro efficace e capace di coinvolgere il lettore da diversi punti di vista, razionali e non.

NI: Come spieghi il successo, in termini di pubblico, del noir e dei generi affini?

CR: Nel suo complesso è il più letto al mondo perché risponde ai desideri di reificazione della morte, scarica le ansie, consola, racconta verità scomode. Si tratta senz’altro di un genere diventato in qualche modo necessario per “sostenere” le difficoltà del tempo che stiamo attraversando.

NI: Il fatto che molti editori, per cavalcare l’onda, pubblichino tutti i romanzi dove c’è un morto, pensi possa portare alla banalizzazione del noir italiano?

CR:Il noir però è la corrente minoritaria del genere italiano, molto più affollato di romanzi polizieschi che corrono di più il rischio della banalizzazione. In genere penso che i lettori siano molto più saggi degli editori e che oggi prima di comprare un libro facciano più attenzione di un tempo. D’altronde il successo dei siti e dei blog dedicati dipende anche dalla necessità di informarsi adeguatamente.

NI: Quando leggi un noir, cosa ti colpisce? Ambientazione, vicenda, personaggi…

CR:La storia. Mi interessa capire cosa vuole raccontarmi. E lo stato d’animo che mi pervade dopo la lettura.

NI: Un tempo gli autori erano considerati intellettuali inarrivabili. Ora le distanza tra lettori e scrittori, grazie ai blog o ai social network, si è notevolmente accorciata. Come giudichi il rapporto tra lettore e scrittore noir? E’ importante?

CR:bazzico l’ambiente dal 1995 e sono assolutamente convinta che il successo del genere sia legato anche al diverso approccio degli autori di genere nei confronti dei lettori. Un rapporto importante dove entrambi crescono e maturano.

NI: Cosa vorreste trasmettere tu e Massimo (Carlotto ndr) con la collana Sabot/age?

CR:L’idea che oggi è necessaria e narrativamente strategica una letteratura di contenuti e non di genere, che deve incontrare forme di scrittura adeguate. A noi non interessa se è un noir, un pulp o il più “bianco” dei romanzi ma il valore della storia raccontata. La condizione necessaria è l’alta qualità letteraria.

NI: Il noir è solo letteratura di evasione o può fungere da strumento di denuncia e di risveglio delle coscienze?

CR: Dipende dal lettore come leggere il noir. Ogni romanzo viene percepito in modo diverso dalle persone e ha diverse chiavi di lettura. Altro discorso è il punto di vista degli scrittori che nella maggioranza ritengono il noir una scrittura civile e/o politica.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir.

CR: la ruberei a qualcuno… passo.

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