Io ti perdono


Autore: Elisabetta Bucciarelli

Tipologia: Noir metropolitano

Luogo: Milano – Valle d’Aosta

Filo conduttore: Indagine su un pedofilo e su uno scheletro ritrovato

Ambientazione: il nostro paese, con tutte le sue stridenti contraddizioni

Protagonista: Maria Dolores Vergani, ispettore di polizia

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che c’è chi sa ancora scrivere bene

Giudizio nero: Una piacevole conquista (Guida ai giudizi)

Elisabetta Bucciarelli scrive da Dio. Credo di non essermi mai sbilanciato così tanto in un commento o in una recensione ma posso assicurare che “Io ti perdono” è stato tra i più bei noir letti. L’ispettore di polizia Maria Dolores Vergani, in forze alla questura milanese, è un personaggio ruvido, denso di contrasti, che non riesce a sbottonarsi, ad amare e che ama il proprio lavoro in un modo bizzarro, unico. Un personaggio che non fa di tutto per non farsi amare e che, ciò nonostante, risulta immediatamente affine al lettore.

Una bambina sparisce nei boschi della Val d’Aosta. Don Paolo richiama la Vergani, che da piccola passava le estati in paese, per aiutarlo a comprendere l’entità del fenomeno. In giro c’è un pedofilo che adesca bambini, li sevizia e poi li rilascia. Peccato che nessuno dei genitori abbia mai denunciato il fatto, incoraggiati al silenzio da Don Paolo stesso, con la scusa di evitare ulteriori sofferenze ai piccoli. Poi c’è Milano, sporca, cattiva e nerissima. Uno scheletro viene ritrovato in via Mecenate, in zona aeroporto di Linate. A chi appartiene? Inoltre viene effettuata una retata nel mondo del vizio notturno della città meneghina.

Una sequenza altalenante  casi giudiziari, accompagnati dai pensieri, i malesseri e dagli amori malsani della protagonista, una donna combattuta, che non riesce a concedersi, che ama in maniera difficile eppure totale. Una Milano cattiva fa da sfondo alle storie, ai casi da risolvere. L’autrice è bravissima nel descrivere la città con una semplicità estrema, senza fronzoli, mettendo di fronte il lettore all’unica verità possibile: Milano è così, eppure continueremo sempre a perdonarglielo. Così come continua a farlo Maria Dolores Vergani.

Perchè leggerlo: Per la forza della scrittura e per la capacità dell’autrice di colpire il lettore

Perchè non leggerlo: Leggetelo, altroché

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Che bello…

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