Mariel Sandrolini a Noir Italiano


Nel mese del noir al femminile, Bologna si conferma una delle città più attive dal punto di vista del noir. Ce lo dimostra quest’autrice, Mariel Sandrolini!

Noir Italiano: Ciao Mariel e benvenuta  a Noir Italiano. Posso offrirti un caffè?

Mariel Sandrolini: grazie, senza zucchero! Il suo effluvio odoroso preclude il senso del gusto ed è un vero piacere centellinarlo in vostra compagnia.

NI: Cosa significa per te noir?

MS: La parola stessa…nero. In francese ha un’altra fonica… molto più charmant…noir,  nella scrittura è suspense, è intrigo che va oltre il lecito. È una classificazione!  Quando si parla di omicidi,  di sangue e di tutti i suoi componenti, lo classifichiamo: un giallo! In teoria si dovrebbe dire: Il rosso poiché c’è sempre spargimento di sangue; ma suona male…allora il giallo ha acquisito per autonomia quel titolo e la fonica è ottima. Qui se vuoi potremmo poi fare la classificazione tra noir, giallo e thriller… tematica che è già stata ampliamente trattata.

NI: Perché tra tutti i generi, hai scelto di cimentarti con il noir?

MS: Perché ne sono sempre stata affascinata.  Sono cresciuta con i libri di Scerbanenco, negli anni 60   leggevo tutti i suoi romanzi. Poi sono venuti altri scrittori ma lui ha lasciato un segno dentro me; e questo  mi ha indirizzata su questa scelta, o molto semplicemente, l’altra metà di me ha uno spirito dark.

NI: Quando ti vengono delle idee per i tuoi romanzi, le scrivi subito o lasci che ti “fermentino” in testa?

MS: Fintanto che non ho terminato di scrivere il romanzo che ho sul pc, poi letto, riletto, revisionato fino all’estremo, quindi appena mi ritengo soddisfatta del suo contenuto prometto a me stessa di prendermi una pausa di riposo. Il tempo di un battito di ciglia che nella mente fermenta prepotentemente un’altra idea. Cerco di  tenerla a bada, ma i personaggi scalpitano, non mi lasciano sola un istante, sono con me ovunque io vada. Allora mi arrendo, mi rimetto alla tastiera ed inizio a dargli forma.

NI: Quando scrivi ti prepari una scaletta oppure ti lasci guidare dalla scrittura?

MS: Non ho una scaletta ma solo una bozza sommaria, poi in corso d’opera mi lascio guidare dagli stessi personaggi, è come fossero reali e presenti vicini a me. I tasti vanno veloci come se ognuno di loro mi dettasse la loro parte.

NI: Cosa rende Bologna una città da noir?

MS: I tanti, troppi fatti di nera eclatanti fanno di Bologna una città tinta di noir. Cito i più noti: Il caso Murri, il delitto del curaro di Gianaroli, delitto Alinovi, la banda della uno Bianca. La sua topografia è perfetta per ambientare storie di cupi misteri. I cunicoli stretti del ghetto Ebraico, i suoi portici millenari dove di sera i tuoi passi hanno un suono sinistro su quegli acciottolati logori  e ormai consunti dal transito di guardinghi viandanti.

NI: Credi che il noir possa anche fungere da strumento di denuncia sociale? Come?

MS:  Sicuramente, certe trame con risvolti psicologici sarebbero temi per dibattiti interessanti e tavole rotonde su argomenti attualissimi in  questa nostra società, cui si danno valori all’effimero e non alle reali priorità della vita.

NI: Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo tra creazione, scrittura e revisione?

MS: dipende dai romanzi…ma mai prima dell’anno. La fase più critica e che mi porta via maggior tempo è la revisione. M’ immedesimo nel lettore ponendomi  mille domande… allora leggo e rileggo fintanto che non mi ritengo soddisfatta.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir.

MS: Grazie a voi.  Tratto dal mio libro…”le gocce di pioggia che scorrevano sui suoi abiti gli davano un senso di leggerezza, di pace profonda, gli mondavano le pene dell’anima.”

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2 risposte a “Mariel Sandrolini a Noir Italiano

  1. Bella intervista, ho conosciuto meglio questa scrittrice, anche se virtualmente.Ho letto altri libri suoi ibri, il suo thriller mi è piaciuto molto.
    Spero che venga a presentarlo a Parma, così che possa conoscerla.conoscercompliomentarmi di persona.

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