Cinque donne estremamente noir


LIVIA USSARO

Livia Ussaro è una tranquilla studentessa di sociologia nella Milano dei primi anni ’60. Insieme a un’amica ha avuto esperienze di prostituzione privata. Non era una escort (non esistevano ancora) ma faceva parte di un rodato circuito formato da uomini facoltosi alla ricerca di ragazze “sane” della borghesia meneghina, pronte a farsi impalmare per soldi. Livia accetterà di aiutare Duca Lamberti a smascherare i mandanti dell’omicidio dell’amica e smantellare l’organizzazione. Peccato che qualcosa vada storto e Livia rimedi numerosi sfregi sulla faccia, che la deturperanno per il resto della vita.

Chi è Livia Ussaro? E’ un personaggio di fantasia creato dalla penna di Giorgio Scerbanenco e probabilmente la prima importante donna del noir italiano. In precedenza il poliziesco all’italiana non ha avuto prime donne così intense e indimenticabili. Fino ad allora e per molto tempo ancora, in Italia il poliziesco era scritto da uomini per uomini, tanto da venir considerato un genere deviato e di seconda fascia. Non ci fu, in Italia, l’esperienza di una scrittrice come Agatha Christie, capace di dare vita a un personaggio potente come Miss Marple. A parte l’esperienza di alcuni feulleiton macabri di Carolina Invernizio, il ruolo della donna nella letteratura italiana era relegato ai romanzi rosa di Luciana Peverelli e di Liala. Personaggi femminili moderni, che rifiutavano il ruolo di “angelo del focolare” che il fascismo voleva cucir loro addosso, ma che comunque non sapevano uscire dalla “prigione” del romanzo rosa. Livia Ussaro, e così Scerbanenco, impongono un cambio di prospettiva ai personaggi femminili. Una donna che assurge al ruolo di co-protagonista di un romanzo nero e cattivo quale “Venere Privata”. Una svolta che segnerà la produzione poliziesca italiana.

MARIA DOLORES VERGANI

Milano è probabilmente la città più noir d’Italia. Nelle versioni fittizie della Questura di Fatebenefratelli hanno agito e lavorato tra i più importanti personaggi del noir nostrano. L’ispettore Maria Dolores Vergani è una di queste. Nata dalla fantasia di Elisabetta Bucciarelli, la Vergani (come si usa al nord, con l’articolo davanti al nome) è un personaggio complesso e tormentato. Appassionata d’arte, con un passato di anoressia alle spalle mai completamente superato, un’infanzia intristita da vicende di brigatismo (il padre era un importante dirigente aziendale e subì minacce da parte delle Br), è una donna chiusa in sé stessa, incapace di aprirsi e di mostrare qualcosa di sé. Soltanto con l’amica di sempre, Inga, riesce a far riemergere le proprie paure e i propri sentimenti. Cos’ha, l’ispettore Vergani, di tanto eclatante? E’ un personaggio molto femminile, atipico per un noir. Fissata con la linea, fa ginnastica facciale al mattino, si dedica a bagni rilassanti, cura la pelle con creme antirughe e impacchi. Insomma, come si dice da me, “si cura”. E questo la rende diversa dai personaggi noir ai quali siamo abituati, poiché solitamente si tratta di donne poco inclini alla femminilità, tanto che questo termine e la parola noir non vanno proprio a braccetto.

CAMILLA BAUDINO

Torino è la città industriale per eccellenza. La Fiat, gli stabilimenti Ilva, la grande industria. E’ qui che vive e lavora Camilla Baudino, professoressa di lettere stanca del proprio matrimonio, che sta naufragando nel silenzio e nell’indifferenza. Parallelamente al proprio impegno d’insegnante, Camilla collabora con la polizia, poiché ha una difficile e incomprensibile relazione con il commissario di polizia Gaetano Berardi. Incomprensibile perché nessuno dei due ha intenzione di approfondire l’attrazione che corre nei loro sguardi e nei loro gesti. Tutto rimane in superficie. Margherita Oggero è molto brava nel scrivere romanzi noir senza apparire come tali.

GIORGIA CANTINI

Bologna e i suoi portici. Anche loro hanno visto passare parecchi personaggi noir, in primis il questurino Sarti Antonio. Tra questi anche l’investigatore privato Giorgia Cantini, frutto delle intuizioni di Grazia Verasani. E’ una quarantenne single che ha un rapporto molto stretto con il proprio vicino di casa, ex attore porno. Ha ereditato l’agenzia investigativa dal padre e si occupa di pedinamenti. E’ una donna sola che fa fatica a legare con gli uomini, anche con il commissario della questura Bruni. Una donna tremendamente noir nei pensieri e nel modo di affrontare la vita.

LA GUERRERA

Elisa Guerra ama la salsa (intesa come ballo e non come pietanza), le arti marziali e la criminologia. E’ un ragazza moderna, ha problemi a relazionarsi con gli uomini, incappando sempre in grandi mascalzoni e non riesce a trovare un lavoro che sia degno di questo nome. Non perché non ne abbia la voglia o le capacità. Semplicemente il lavoro non c’è, a meno d’impieghi con contratti da schiavismo o senza prospettive. Un personaggio pieno di sfumature, ben caratterizzato, una donna “con le palle” ma che in realtà, ha un bisogno estremo di legarsi a qualcuno.

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