Francesca Panzacchi @ Noir Italiano


Francesca Panzacchi è un’artista a tutto tundo. Scrittrice, fotomodella, giornalista. Siamo lieti di averla qui con noi oggi, per dare il via a un giro d’interviste per dare risalto al mondo del noir al femminile.

Noir Italiano: Ciao Francesca e benvenuta a Noir Italiano. Posso offrirti un caffè?

Francesca Panzacchi: Volentieri, nero ovviamente.

NI: Cosa significa per te noir?

FP: Significa scrivere di ombre, di follia. Significa anche creare personaggi complessi, che agiscono seguendo dinamiche non comuni restando però sempre credibili.

NI: Perché tra tutti i generi, hai scelto di cimentarti con il noir?

FP: Perché mi interessano i cattivi, mi piace metterli al centro della storia e indagarne a fondo la psicologia. Mi affascina la loro sfera emotiva, i  pensieri oscuri, le pulsioni inconfessabili . Mi piace descrivere il loro universo deviato, senza mai  giudicarli o etichettarli in alcun modo.

NI: Quando ti vengono delle idee per i tuoi romanzi, le scrivi subito o lasci che ti “fermentino” in testa?

FP: Devo scriverle immediatamente, se non posso farlo subito avverto quasi un dolore fisico, la netta sensazione che qualcosa vada irrimediabilmente perduto. Soltanto in seguito le rielaboro ampliando gli spunti iniziali.

NI: Quando scrivi ti prepari una scaletta oppure ti lasci guidare dalla scrittura?

FP: Non preparo mai la scaletta, quando inizio la stesura di un romanzo parto da un’idea che poi si evolve pagina dopo pagina in qualcosa di diverso, come se fossero i protagonisti stessi a tirare le fila. Io li lascio dunque liberi di agire, di ribellarsi alla trama prestabilita. E mi piace osservare le loro mosse, farmi sorprendere.

NI: Noir al femminile. Sono molte le donne che si cimentano con successo nel noir. Qual è il tocco in più che un’autrice può dare al noir, rispetto a un collega uomo?

FP: Un particolare spirito d’osservazione forse, l’attenzione maniacale per le sfumature e una buona dose di sensibilità.

NI: Credi che il noir possa anche fungere da strumento di denuncia sociale? Come?

FP: Sì, io credo che il noir possa anche divenire strumento di denuncia, ponendo al centro la realtà sociale, indagandone i meccanismi a volte perversi che la muovono. Questo però è un terreno delicato, nel quale occorre inoltrarsi con prudenza.

NI: Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo tra creazione, scrittura e revisione?

FP: Di solito pochi mesi: la stesura è sempre concitata e frenetica, la revisione invece molto accurata, ma quando ho una storia in testa tutto il resto passa in secondo piano e, dedicandomi a essa notte e giorno, i tempi si riducono.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir.

FP: La rubo al mio romanzo: “ucciderò i tuoi desideri uno alla volta, fin quando sarò io il tuo unico desiderio”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...