Non fare la cosa giusta


Autore: Alessandro Berselli

Tipologia: Noir metropolitano

Luogo: Bologna

Filo conduttore: Il crollo dell’apparente stabilità della vita di un uomo qualunque

Ambientazione: La Bologna di oggi

Protagonista: Claudio, rappresentante di farmaci

Narrazione: In prima persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che nessuno è al sicuro

Giudizio nero:  Un noir da ombrellone (Guida ai giudizi)

Venti giorni di trasferta lavorativi sono un bel peso da sopportare, per fortuna ci sono i libri. Tra cui questo romanzo di Berselli. Scritto in prima persona, caratterizzato da capitoli brevi e concisi, racconta il punto di vista di un quarantenne rampante della Bologna d’oggi, un rappresentante di farmaci. Claudio ha una moglie, una figlia adolescente, una vita apparentemente tranquilla e serena, fatta di lavoro, cene fuori, aperitivi con i colleghi. Eppure tutto questo in realtà è soltanto una montatura, un castello di sabba che si sgretola di fronte al primo di una serie di eventi: il tradimento.

Il romanzo di Berselli è cattivo, nero, duro. I temi trattati sono tipici della nostra società: alienazione, mancanza di dialogo, perbenismo. Una ragnatela di regole e convenzioni che stritolano e rendono incapaci di essere felici. La domanda dell’autore è dunque: perché non agiamo seguendo i nostri istinti? Non saremmo tutti più felici? Peccato che non appena il protagonista cominci ad agire di conseguenza, la sua vita vada in frantumi.

Il romanzo stenta un po’all’inizio, l’ho posato sul comodino più di una volta. Infatti la vita di Claudio viene raccontata in maniera minuziosa e mi è sembrato che l’elemento noir stentasse. Dopo qualche capitolo però la storia decolla e diventa perfidamente noir, tanto da diventare un pugno nello stomaco per il lettore. Sorprendente il finale, davvero inaspettato.

Perchè leggerlo: Per il colpo allo stomaco che si riceve nel finale

Perchè non leggerlo: Stenta nella prima parte

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Pover’uomo

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Se l’argomento t’interessa, dai un’occhiata a:

Un amaro con Alessandro Berselli

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3 risposte a “Non fare la cosa giusta

  1. Ho conosciuto l’autore a Suzzara per il Nebbia Gialla Festival e l’ho sentito descrivere quest’opera ma soprattutto il suo protagonista e la prima domanda che mi è venuta di chiedergli è la seguente: “Roveri, il protagonista, è più sadico o masochista?” e Berselli con un sorriso un po’ malinconico mi ha risposto: “Un po’ tutti e due.” Questa è la storia della discesa verso l’inferno di una persona, Claudio Roveri appunto, che annoiato, stanco, deluso, vende la sua anima al diavolo, per così dire, svincolandosi da ogni catena o impedimento psicologico e morale. Tradisce la moglie, perde una figlia e si autodistrugge fisicamente e moralmente. Tutta l’ opera è pervasa da un senso di malinconia ed anche quando il protagonista si rende autore di atti efferatissimi e che alzano il ritmo della trama, non si è mai sazi abbastanza del male con la M maiuscola. Forse anche il lettore vorrebbe svincolarsi dai suoi impedimenti e scatenarsi entrando in empatia con Claudio Roveri. Lo stile di scrittura è caratterizzato da brevi frasi e da svariate descrizioni, soprattutto introspettive dei personaggi, che rendono il libro scorrevole e leggero alla lettura. Nel complesso “Non fare la cosa giusta” mi induce a suggerirvi: “acquistatelo e farete la cosa giusta”. Buona lettura a tutti e complimenti ad Alessandro Berselli, giovane scrittore italiano che va valorizzato con un marchio DOCG. Buona lettura a tutti.
    Syd

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