I milanesi ammazzano al sabato


Autore: Giorgio Scerbanenco

Tipologia: Noir metropolitano

Luogo: Milano

Filo conduttore: Indagine sulla scomparsa e l’omicidio di una giovane minorata mentale

Ambientazione: il mondo delle case d’appuntamento illegali a Milano

Protagonista: Duca Lamberti, medico poliziotto

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che il noir deve colpire al cuore, e anche forte

Giudizio nero:  Ciò che tutti dovremmo leggere (Guida ai giudizi)

Ultimo episodio della saga di Duca Lamberti, questo “i milanesi ammazzano al sabato” è un romanzo forte, che si rifà alle ambientazioni noir ed estreme de “i ragazzi del massacro”. Amanzio Berzaghi è un camionista che vive in viale Tunisia assieme alla figlia minorata mentale, affetta da una patologia che la rende ninfomane e schiava del sesso, nonché da una rara forma di gigantismo. Il romanzo si apre con la deposizione di Berzaghi, che racconta la propria vicenda a Lamberti, che promette di fare il possibile per trovare la ragazza, pur sapendo che le probabilità sono nulle. Il cadavere della ragazza viene però trovato in un foppone ardente nelle campagne del lodigiano. Sconvolto dall’orrore, Duca Lamberti si affida ai suoi metodi d’indagine e scova un pappone di origine meridionale che sa qualcosa e lo costringe a collaborare. L’indagine lo porterà a conoscere il mondo della prostituzione a Milano, comprese le sedicenti case del massaggio, ovvero ricche dimore nel centro città, adibite a bordelli di lusso per chi si può permettere certe cifre. Grazie anche all’aiuto di Herero, una bantù (chiamata, ma allora si poteva dire, negra), Lamberti riuscirà a scoprire i colpevoli del sequestro della giovane e del suo omicidio ma una lettera anonima segnalerà i nomi anche ad Amanzio. Questi, in preda alla rabbia, si reca all’abitazione di uno degli assassini, uccidendolo. Non è colpa sua, dirà, la lettera è arrivata al sabato e lui non lavora. Se fosse giunta in settimana lui sarebbe andato in Questura a denunciare la cosa. Ecco perché i milanesi uccidono al sabato, perché gli altri giorni lavorano.

Questo romanzo, l’ultimo di Scerbanenco prima della morte, avvenuta nel 1969, non è tra i più originali della produzione dell’autore. Le turbe psichiche e le menomazioni fisiche sono già state trattate ne “i ragazzi del massacro”, così come la prostituzione e il suo mondo sono stati ampiamente descritti in “Venere Privata”. Eppure la differenza in questo romanzo sta nel punto di vista del padre, il povero Amanzio, che amava la figlia in maniera tremenda, quasi morbosa. La profonda conoscenza della società milanese porta Scerbanenco a inventare la figura di un uomo distrutto dal dolore e pronto alla vendetta ma solo, e in questo è paurosamente milanese, se non deve andare al lavoro.

Perchè leggerlo: Perché è bel romanzo, scorrevole e molto forte

Perchè non leggerlo: Racconta una Milano che non esiste più e a qualcuno può non interessare

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Povera ragazza!

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