Le spie non devono amare


Autore: Giorgio Scerbanenco

Tipologia: Spy story

Luogo: Italia

Filo conduttore: La ricerca di una spia

Ambientazione: il mondo dei servizi segreti in Italia

Protagonista: Ornella Dallas, traduttrice e moglie di una spia

Narrazione: In prima persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che Scerbanenco non aveva limiti

Giudizio nero:  Un noir da ombrellone (Guida ai giudizi)

Uno Scerbanenco inedito, differente dallo scrittore che creerà Duca Lamberti, è quello che si può scoprire nelle pagine di questo romanzo. Un romanzo scritto nel 1945 che risente ancora degli influssi del regime fascista sul poliziesco (i nomi dei personaggi sono tutti esteri, come la protagonista Ornella Dallas) e che è ancora intriso dello stile “rosa” che lo scrittore utilizzava all’epoca (era infatti direttore di una rivista femminile).

La storia racconta di Ornella Dallas, esperta di lingue straniere e mediatrice presso organizzazioni internazionali, che sta vivendo un momento difficile, braccata dalla polizia che sta dando la caccia a suo marito. Un uomo affascinante che Ornella aveva conosciuto a Berlino e aveva finito per sposarselo. Solo per scoprire in seguito che costui è in realtà una spia. Partono così alcune lunghe digressioni sulle avventure della donna al fianco di questa spia, del loro amore travagliato, con veloci flash nel presente, dove la donna attraversa una Roma nera, braccata dagli agenti che la tallonano.

Il romanzo è gradevole, molto scorrevole, ma non è lo Scerbanenco che conosciamo. Lo scrittore, forse perché il personaggio principale è una donna, indugia su alcuni particolari e su situazioni alla “Harmony”, mentre i doveri e i compiti che il marito, la spia, deve rispettare non vengono mai descritti né approfonditi. Egli è una spia e per questo deve comportarsi in questo modo, difendere segreti e uccidere personaggi scomodi, come l’ambasciatore portoghese. Non si tratta di un cattivo romanzo, tutt’altro. Da leggere senza dubbio quando non si ha niente da fare, per passare il tempo. Io l’ho letto nell’ora di attesa per una donazione del sangue e non m’è dispiaciuto, soprattutto per scoprire come scriveva Scerbanenco prima che diventasse “Scerbanenco”

Perchè leggerlo: Per scoprire Scerbanenco prima che diventasse Scerbanenco

Perchè non leggerlo: Non è sullo stesos livello di altre produzioni dello scrittore

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Carino

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