Conosciamo Gianluca Veltri


Noir Italiano: Ciao Gianluca, benvenuto. Posso offrirti un amaro? Per me un bicchiere di Metaxa, che mi ricorda la Grecia , tu?

Gianluca Veltri: Un Montenegro grazie, sono un tradizionalista.

Noir italiano: Cosa significa per te “noir?”

GV: il Noir inteso come genere letterario, è un contenitore nel quale si possono mettere molte cose. Per me noir significa amore e odio, passione e emozione, ma soprattutto grandi atmosfere e per raggiungerle, bisogna conoscere molto bene i luoghi che si andranno a descrivere e i personaggi devono essere ben caratterizzati.

NI: Cosa rende Milano una città da noir?

GV:il suo cielo spesso grigio e misterioso che evoca immagini poetiche e spesso melanconiche e poi i suoi quartieri degradati, che la speculazione edilizia ha spesso deturpato e infine la grande generosità dei milanesi, che amano apparire scontrosi e freddi, ma che in realtà hanno un cuore d’oro come la loro amata “Madunina”.

NI: L’angolo più oscuro di Milano?

GV:sicuramente la Montagnetta di San Siro, situata nel cuore del quartiere residenziale di Lampugnano. Un enorme monumento ai caduti della seconda guerra mondiale, che da oltre quarant’anni  veglia sul capoluogo meneghino.

NI: Come mai, tra tanti generi, hai scelto di cimentarti con il noir?

GV: da lettore è un genere che amo particolarmente e poi, mi affascinava l’idea di raccontare la mia Milano quella dei quartieri popolari e delle periferie difficili, attraverso gli occhi dei veri protagonisti, i più deboli, perché noir significa anche questo: dare voce a chi solitamente non viene ascoltato.

NI: Il tuo delitto perfetto?

GV: una mano ferma e spietata e un pugnale di ghiaccio. Al ritrovamento del cadavere, l’arma del delitto sarà già disciolta e evaporata e con essa qualunque traccia dell’assassino.

NI: Cosa ti piace trasmettere quando scrivi un noir?

GV: emozioni costruttive, amore amicizia e condivisione. Il noir può essere un ottimo esercizio per imparare a vedere le cose da molteplici angolazioni. Il male non è mai completamente sbagliato e il giusto spesso non è equo.

NI: Come ti documenti prima di scrivere un romanzo? Usi internet?

GV:attraverso innumerevoli interviste alle più svariate figure professionali, acquisisco le informazioni che mi serviranno per descrivere i luoghi e i fatti, cercando di essere il più realista possibile, concedendomi talvolta qualche licenza se penso possano servire a rendere più fluida la narrazione. La rete è un ottimo strumento, ma attenzione alle fonti.

NI: Il rapporto tra scrittori e lettori, grazie ai blog, ai social network, si è notevolmente evoluto. Giudichi positivo il confronto tra lettori e autori?

GV: quando è onesto e costruttivo assolutamente si, anche se qualche volta capita di incappare in discussioni sterili che non portano a nulla. Ma internet con la sua imprescindibile etica di libertà di espressione e condivisione è anche questo. Tuttavia confesso di amare di più il confronto vis a vis durante le molteplici presentazioni a cui mi invitano librerie, associazioni culturali, biblioteche comunali e via dicendo.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir…

GV: “…e dopo avergli riempito il calice con un ottimo vino bianco d’annata, lo guardò contorcersi scomposto, e mentre il veleno faceva il suo effetto, pensò che anche Caino aveva avuto sicuramente le sue buone ragioni. Forse.”

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