Traditori di tutti


Autore: Giorgio Scerbanenco

Tipologia: Noir metropolitano

Luogo: Milano

Filo conduttore: Indagine sul traffico illegale attorno a un ristorante

Ambientazione: il mondo della mala milanese

Protagonista: Duca Lamberti, medico poliziotto

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che le trame complesse vanno scritte solo da chi sa farlo

Giudizio nero:  Fantasia al potere (Guida ai giudizi)

Traditori di tutti è sicuramente il romanzo più complesso della quadrilogia di Duca Lamberti. L’azione si muove su due differenti piste che vanno intrecciandosi. Nel lungo prologo, si assiste a un duplice omicidio, avvenuto gettando un’automobile nel Naviglio Pavese. Delitto inspiegabile, che viene però ricollegato a un altro simile e che coinvolge una delle due vittime. La scena poi si sposta in casa di Duca Lamberti che viene contattato da un certo Silvano, amico di Turiddu, per concordare un affare. Dovrà sottoporre una misteriosa cliente, tale Giovanna Marelli, per un intervento chirurgico “particolare”: la ricostruzione dell’imene. Durante l’intervento la ragazza racconta la propria vita. Lei ama Silvano ma deve andare in sposa a Ulrico Brambilla, ricco macellaio di Buccinasco, che però pretende la verginità della ragazza. Duca Lamberti si rivolge a Carrua, il questore amico del padre, che decide di affiancargli l’ispettore Mascaranti e di lasciargli seguire la pista. Così Duca si ritrova a indagare su un misterioso locale, la Binaschina, dove pare avvengano scambi di coppia e incontri illeciti ma che sia anche la base per traffici illegali. Armi ai terroristi altoatesini, ecco quello che trasportano illegalmente i “traditori di tutti”, ovvero i personaggi legati alla banda, criminali da strapazzo pronti a vendere la madre per quattro soldi.

Il secondo capitolo della Milano nera di Duca Lamberti ha vinto, e non a caso, il “grand-prix de literature policier”, una sorta di premio Oscar dei romanzi polizieschi. La storia è complessa e a volte persino difficile da seguire. I traffici, gli incontri illegali e furtivi alla Binaschina, le figure meschine di Giovanna, di Silvano Sovere e del macellaio Brambilla, tutti pronti a dannarsi l’anima pur di accaparrarsi due lire di più. Poi c’è la storia dell’auto sbattuta nel Naviglio Pavese con all’interno due corpi. Nel lungo finale Scerbanenco fa raccontare all’omicida la storia del padre, alla quale sono legate le due vittime. Una complessa spirale criminale che terminerà per far arruolare Duca in polizia. Un romanzo da leggere per comprendere la capacità di Scerbanenco di strutturare trame complicate. Non sarà un mago della suspence ma è irrilevante. E’ l’ambientazione, a contare, in Scerbanenco.

Perchè leggerlo: Perché è un prodotto alla Scerbanenco

Perchè non leggerlo: E’ davvero incasinato, forse troppo

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Che casotto!

Se t’interessa l’argomento, allora dai un’occhiata a:

Scerbenanco Calibro 9

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3 risposte a “Traditori di tutti

  1. Con Scerbanenco abbiamo forse uno degli esempi più alti di letteratura noir italiana. Ho una passione malata per le trame complesse, che anch’io nel mio piccolo tento sempre di strutturare. Sicuramente una lettura doverosa, per me!

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