Lupa in convento


Autore: Giorgio Scerbanenco

Tipologia: Racconto

Luogo: Alpi lombarde

Filo conduttore: L’arrivo di un drappello di partigiani in un convento

Ambientazione: 1944, gli ultimi echi della seconda guerra mondiale

Protagonista: Il comandante, partigiano e medico

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che sessanta pagine bastano per schiaffeggiare il lettore

Giudizio nero:  Fantasia al potere (Guida ai giudizi)

Lupa in convento non è un noir. Perché ne parliamo, allora? Perché è un caso isolato nella produzione di Scerbanenco e perché si tratta di un racconto (60 pagine in tutto) di una potenza incredibile. Una novella dura che si snoda in un climax di violenza e di dolore senza precedenti e che prende letteralmente a pugni il lettore.

Siamo nel 1944. Un drappello di partigiani si rifugia in un convento di monache di clausura. Tra i partigiani c’è Lupa, nome in codice di una donna, che versa in condizioni disperate. I partigiani requisiscono beni materiali, vettovagli e preziosi appartenenti al convento. Chi è Lupa? E’ una donna partigiana, ferita dallo scoppio della bomba ma anche un simbolo. Il simbolo di chi subisce la guerra senza capirne le ragioni. Infatti lupa non morirà in seguito alle ferite riportate bensì a causa delle innumerevoli violenze sessuali alle quali la sottopongono i soldati del suo stesso drappello. Perché? Facile, Lupa è una prostituta, sorpresa da un bombardamento mentre faceva la vita e finita in mano a quei partigiani senza scrupoli.

Lupa in convento è un racconto di guerriglia, scritto da uno Scerbanenco riparato in Svizzera per sfuggire alla furia nazi-fascista e irrimediabilmente segnato dalla devastazione che la guerra aveva portato con sé. E’ un racconto triste, che narra le vicende di persone che si trovano di fronte a un destino che non possono capire o immaginare e che vivono e muoiono senza un perché, poiché è la stessa guerra a non possederne uno.

Non sarà un noir ma “Lupa in convento” colpisce il lettore con la stessa potenza dei più quotati polizieschi di Scerbanenco. Capacità che ha reso lo scrittore unico nel suo genere, anche quando non scrive dei noir.

Perchè leggerlo: Perché è Scerbanenco allo stato puro

Perchè non leggerlo: Non è un noir

Cos’ho pensato quando l’ho finito: La guerra è una merda

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