Conosciamo Antonio Caron


Antonio Caron, piemontese, è uno scrittore prolifico, che ha creato la figura del luogotenente dei carabinieri Sebastiano Vitale, protagonista dei suoi romanzi. Conosciamolo meglio.

Noir Italiano: Ciao Antonio e benvenuto. Cominciamo. Cosa significa per te noir?

Antonio Caron: a dire la verità non ho mai capito la differenza fra “giallo” e “noir”; la seconda versione ha forse un significato più “sofisticato”. In ogni caso, quando si scrive, regola numero uno per ogni genere è farsi leggere.

NI: Cosa rende l’Italia un paese noir?

AC: Con ogni probabilità la vasta diffusione del crimine (talvolta più presunto che effettivo) che alligna soprattutto in certe zone del Paese. Non per niente mafia, camorra ‘ndrangheta sono entrate nel linguaggio comune italiano e (purtroppo) internazionale.

NI:Perché, tra tanti generi, hai scelto di cimentarti con il noir?

AC: Per ragioni professionali, (giornalista professionista occupato in quotidiani, agenzie e uffici stampa) ho scritto si può dire per una vita intera; salvo poi rendermi conto, nel momento in cui ho deciso di passare alla narrativa, di non saper scrivere. Proprio così. Ho tirato fuori (come tantissimi altri) le bozze conservate nel cassetto e mi sono inventato un personaggio ponendomi la domanda: scrivo per me stesso o per gli altri (quesito per niente banale); argomenti: amore, fantascienza, viaggi e altro.
Considerato la mia attrazione sviscerata per il Maigret di Simenon (che rimane il mio modello), mi sono buttato; fra l’altro in tempi (una ventina d’anni fa) in cui il giallo all’italiana non era ancora diffuso come oggi.

NI: Quando scrivi parti da una scaletta ben precisa oppure ti lasci guidare dalla scrittura?

AC:nessuna scaletta, libera e spontanea creatività. Sin dall’inizio mi metto nei panni del lettore (soprattutto la lettrice) e cerco di immaginare che cosa si aspetta, un modo per dire che io stesso non so che pesci prendere. Una volta individuato il filone, come dici tu, mi lascio guidare dalla scrittura. Ti assicuro che quando ancora scrivevo a penna, le idee fluivano ancor meglio che col computer.

NI: Il noir è invenzione, certo, ma anche verosimiglianza e documentazione, altrimenti il lettore si sente preso per il naso. Come affronti la cosa?

AC:non ho mai preteso, con i miei scritti, di modificare le sorti del mondo; neppure di pagare la “marchetta” a questo o quel modello culturale con sottofondo ideologico. Quelli che scrivono contrabbandando idee e concetti politici non li posso sopportare. Sarà forse per questi motivi che – nonostante i miei 15 romanzi pubblicati – continuo a essere uno scrittore sconosciuto…

NI: Il noir è solo letteratura d’evasione o può divenire strumento per svelare le storture della nostra società?

AC: non ho mai preteso, con i miei scritti, di modificare le sorti del mondo; neppure di pagare la “marchetta” a questo o quel modello culturale con sottofondo ideologico. Quelli che scrivono contrabbandando idee e concetti politici non li posso sopportare. Sarà forse per questi motivi che – nonostante i miei 15 romanzi pubblicati – continuo a essere uno scrittore sconosciuto…

NI:Venire pubblicato, in Italia, è quasi un’impresa. Com’è stata la tua esperienza a riguardo?

AC: togli pure il “quasi”. Per uno scrittore esordiente, se non raccomandato, è vita dura. Devi essere preparato a subire umiliazioni, delusioni, vere e proprie cattiverie. Nel mio caso, addirittura ho perso per pura invidia alcuni amici che ritenevo sinceri. Il mio incontro con l’editore Frilli – che ha iniziato la sua collana noir proprio con il mio “L’anziano ficcanaso” – è stato determinante. I primi tre li avevo pubblicati presso alcuni settimanali piemontesi: con faccia tosta e molta determinazione mi sono presentato dicendo loro: ho scritto una storia ambientata nella vostra zona di influenza: se la volete pubblicare io non pretendo nulla. L’idea è piaciuta. Il vedermi pubblicato mi ha dato forza e determinazione. E’ nato in questo modo il Caron scrittore di gialli, o noir se si preferisce.

 NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir.

AC:  il miglior complimento da me ricevuto: ho letto il tuo libro tutto d’un fiato…

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