Un aperitivo con Ugo Moriano


La Liguria è una regione estremamente prolifica di autori noir, tra cui Ugo Moriano, che ambienta i suoi romanzi nella provincia in cui vive: Imperia. Ho chiesto a Ugo di venire su questo blogghettino a parlarci del suo modo di vivere il noir e la scrittura.

Noir Italiano: Ciao Ugo  e benvenuto a Noir Italiano. Io prendo una birra weiss, ma senza limone. Tu?

Ugo Moriano: Un martini rosso con ghiaccio

NI: Cosa significa per te noir?

UM:  Per me è un giallo inserito profondamente nel tessuto sociale e nel territorio in cui viene ambientato. E’ un romanzo in cui accadono delitti, ma è anche una porta sulla vita che, ogni giorno, ci circonda.

NI: Cosa rende la Liguria una regione noir? 

UM:La sua conformazione geografica. E’ una terra tradizionalmente povera con una piccola striscia di spiagge subito assediate da colline e montagne a volta molto aspre. Questa morfologia plasma i suoi abitanti e li spinge a indagare su quello che li circonda

NI: Perché tra tutti i generi, hai scelto di cimentarti con il noir?

UM: Perché prima di tutto sono un lettore onnivoro che però predilige il noire i gialli classici. Mi piace la sequenza logica degli eventi (che tendo a repplicare nei miei romanzi) e l’intrico delle trame impostate per “depistare il lettore” e spingerlo ignaro verso la soluzione finale. Si parte da un evento traumatico e, passaggio dopo passaggio, si dipana la tela.

NI: Sono parecchi gli scrittori noir liguri che ho intervistato. Si può parlare di una “scuola ligure” del noir?

UM: Penso di sì. Dal 2000 in poi gli scrittori noir liguri hanno trovato alcune case editrici pronte ad accoglierli e tra queste la Fratelli Frilli Editori è quella, a mio avviso, che ha saputo creare un contenitore “perfetto” per le loro aspirazioni arrivando a scoprire ottimi autori ed aiutandoli a “crescere” romanzo dopo romanzo.

NI: Quanto tempo dedichi alla scrittura? 

UM: Almeno un’ora e mezza al giorno e, durante quelli festivi, arrivo anche a tre o quattro ore. Amo scrivere di mattina, quando la mente è ancora fresca e lucida, ma dovendo anche lavorare (sono un impiegato dei Vigili del Fuoco di Imperia) mia deguo e scrivo anche di sera.

NI: Scerbanenco sosteneva che un autore noir deve ambientare le storie nella città in cui vive, perché la conosce. Condividi questa filosofia? 

UM: Sì. Occorre conoscere intimamente il territorio per non parlare delle abitudini, del carattere e dell’indole dei suoi abitanti. E’ indispensabile “sentire” ciò che ci circonda per poi poterlo ricreare a beneficio del lettore. Scrivere consultando Google Hearth non porta a grossi risultati.

NI: Come ti documenti prima di iniziare a scrivere un noir?

UM: Creare una storia è fonte di impegno costante. Io mi documento su tutto (consulto Internet, vado nelle biblioteche, acquisto libri, intervisto con chi ha le conoscenze necessarie) e poi mi reco di persona a “vedere” ogni singolo particolare che descrivo. Vado sul posto, mi immedesimo nel mio personaggio e guardo ciò che mi circonda, ne colgo gli odori e i suoni. E’ incredibile quante sorprese riservi un luogo a noi conosciuto quando lo guardiamo attraverso gli occhi di uno dei nostri protagonisti.

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