Nero come la Liguria


«Ombre di facce, facce di marinai, | da dove venite, dov’è che andate?». | «Da un posto dove la luna si mostra nuda | e la notte ci ha puntato il coltello alla gola».

 

Il mio viaggio alla scoperta dei volti del noir mediterraneo in Italia inizia una mattina di una domenica di fine Giugno, alla stazione centrale di Milano. Fa caldo, l’aria arroventata sfiora i quaranta gradi. Sulle spalle lo zaino con dentro i miei libri, che porterò con me per ritrovare dal vero gli scorci che finora ho conosciuto soltanto tra le pagine. In mano un biglietto di seconda classe e nelle orecchie la voce di Fabrizio De André in “Creuza de ma”.

“Genova, tutte le volte che ti ci trovi fuori, ti rendi conti che è una città soprattutto da rimpiangere”, afferma il cantautore alla fine della canzone. E io proprio a Genova sto andando, a scoprire quello che c’è da rimpiangere e quello che c’è da dimenticare, in un contatto immaginario tra la realtà e il noir, come quello tra l’orizzonte che lambisce, senza mai toccare, il mar Ligure.

Dai romanzi che ho letto, scaturisce un’immagine di una Liguria divisa a metà. Da un lato il mare, infinito, immenso, solcato per secoli da pescatori, marinai e naviganti, che hanno comandato con pugno di ferro in nome della Repubblica di Genova. Dall’altro l’entroterra, con i suoi pendii rocciosi e avari, coltivati a forza d’immensi sacrifici da contadini avvezzi alla fatica e alla fame, silenziosi e gelosi della loro terra. E tra di loro, a collegarli, tutte quelle “creuze de ma” (viottoli di mare) cantanti da De André. Una regione che ha perso le tradizioni e le origini, spaesata e vittima della politica devastatrice e menefreghista delle amministrazioni comunali. La regione dei cantieri navali, dei depuratori che sputano in mare liquami, dell’immenso polo industriale savonese, dell’aumento della microcriminalità e la pericolosa e feroce infiltrazione della malavita organizzata nel tessuto sociale. Bordighera e Ventimiglia sono i primi due comuni del Nord Italia (che tutti s’immaginano libero, felice, ricco e lontano da certi problemi) le cui amministrazioni comunali sono state sciolte per infiltrazione mafiosa. Questo dunque è il lato noir della Liguria, che andrò a scoprire con due guide d’eccezione.

Stazione di Genova Principe. Un caldo sporco mi attende quando scendo dal treno. Il vociare dei viaggiatori è quello tipico di ogni stazione ferroviaria. Sul binario sono lì ad attendermi Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini, le mie guide attraverso Genova e i suoi carrugi. Strette e intricate strade che hanno visto come protagonista Bacci Pagano, il detective ligure che si muove in Vespa amaranto creato da Bruno Morchio. Ma la Liguria non è solo Genova. C’è Savona (città di N&Z, ndr), la città dove avviene la “resurrezione” di Lazzaro Santandrea, il personaggio uscito dalla penna di Andrea G Pinketts.

Mentre la metropolitana ci conduce in centro, chiedo ai due autori il perché abbiano sentito il bisogno di scrivere un romanzo hard-boiled ambientato a Genova.

“Genova ha i suoi misteri, come li hanno tutte le città, visto che sono fatte di persone. Dentro la quotidianità si possono trovare spunti per tante storie. La Liguria ha una cronaca giornaliera piuttosto ricca in questo senso. Non si fa mancare nulla per invogliare ad ambientarci una vicenda noir”

Già, penso. La Liguria non si fa mancare nulla dal punto di vista del noir.

 

“La luce del sole per uno scandalo finito in omicidio. La vastità del mare per un annegamento misterioso o un corpo buttato in mare. Il nero dei caruggi e dei luoghi più isolati dove la luce fatica a filtrare.” Proseguono N&Z, mentre affioriamo in superficie.

Ci troviamo abbagliati dal sole che abbacina i marmi di piazza De Ferrari, una sorta di agorà cittadino dal quale si dipartono le viuzze del centro storico, che si diramano fino al porto antico. Una discreta folla di turisti e di genovesi passeggia per la piazza, nonostante l’afa soffocante. Qui il vento del mare sembra non arrivare. E’ tra queste vie che si muove il detective privato Astengo, il personaggio creato da N&Z per omaggiare la scuola americana degli hard-boiled. Qual è il senso di un noir mediterraneo in una terra come la Liguria?

 

 “Il noir mediterraneo ligure può trarre ispirazione dalle caratteristiche più tradizionali dell’ambiente e negli ultimi anni, pur mantenendo caratteristiche peculiari, ha avuto un interessante processo di sprovincializzazione, facendo delle proprie storie concreta possibilità di uscire dai confini regionali per una distribuzione più ad ampio respiro.”

 

Mentre da piazza De Ferrari ci spostiamo verso il porto antico, mi rendo conto che il noir ligure è soprattutto incentrato sul contrasto tra la luce di una bellezza da cartolina e l’oscura profondità dei crimini (umani ma anche ambientali) che avvengono in Liguria. Accanto a perle come Portofino, le Cinque Terre o Portovenere, convivono le industrie savonesi (secondo uno studio di Legambiente sono responsabili della presenza di polveri sottili e malattie dell’apparato respiratorio), delitti come quello della contessa Vacca Augusta e una politica del territorio poco propensa alla salvaguardia ambientale. E come non dimenticare il fatto che Luigi Tenco, il cantautore “triste”, si sia suicidato proprio durante il festival di Sanremo, dando vita alla pagina più noir della storia della musica italiana.

Eppure, quando raggiungo il porto, rimane sempre lo scintillio del sole sul mare, il placido silenzio delle onde che sbattono contro la battigia, ti viene voglia di prenderlo sul serio, il mare. Ecco cosa spingeva i liguri a partire verso l’ignoto. La bellezza di un mare e il frastuono delle sue tempeste. Ogni cosa ha il suo lato noir, anche il mare, e c’è chi, tra gli autori liguri, questo lato continua a raccontarcelo.

 

I libri nello zaino di Noir Italiano

 Per Genova:

 Bruno Morchio “Bacci Pagano. Una storia da carruggi” Fratelli Frilli Editori.

Enrico Ratto “Vicoli” Fratelli Frilli Editori.

Novelli & Zarini “Acque torbide per l’investigatore Astengo” Fratelli Frilli Editori.

Per Savona:

Andrea G Pinketts “Nonostante Clizia” Mondadori

Roberto Centazzo “Il procuratore Toccalossi, indagine all’ombra della torretta”

Per Sanremo:

Giuseppe Perruzzo “Atrox” Q Press (fumetto)

Se t’interessa l’argomento, allora dai un’occhiata a:

Intervista a Novelli&Zarini

Intervista a Bruno Morchio

Intervista a Roberto Centazzo

Intervista a Carlo Frilli, della Fratelli Frilli editore

Recensione de “Acque torbide per l’investigatore Astengo”

Recensione de “La Creuza degli ulivi”

Recensione de “Il procuratore Toccalossi, indagine all’ombra della torretta”

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2 risposte a “Nero come la Liguria

  1. ciao, ho trovato da poco il tuo blog! complimenti, sembra davvero completo..mi chiedevo se ti fosse capitato di leggere “Nero Liguria” della Perrone Lab, è una raccolta di racconti noir (+ che polizieschi) di vari autori liguri e sarebbe bello vederla recensita qui…

    • Ciao Nelly, grazie per essere passato e per i complimenti. Facciamo quello che possiamo per valorizzare il noir d’Italia. Purtroppo non l’ho mai letto. Dove posso reperirlo? A presto

      Omar

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