Mala Suerte


Autore: Marilù Oliva

Tipologia: Noir metropolitano

Luogo: Bologna

Filo conduttore: Indagine su un duplice omicidio

Ambientazione: il mondo latino-americano bolognese

Protagonista: Elisa Guerra, alias la Guerrera, giornalista e criminologa

Narrazione: In terza persona alternata alla prima (quando parla La Guerrera)

Cosa impari dopo averlo letto:

Giudizio nero: Fantasia al potere (Guida ai giudizi)

Il terzo episodio della saga della Guerrera non tradisce le aspettative, anzi amplifica le sensazioni provate con i primi due romanzi.

Bologna è sempre la stessa, una città ricca, vivace, eppure tremendamente provinciale e chiusa in sé stessa. La “noche” invece è dura, cattiva, densa di invidie e tradimenti, così come sa esplodere di voglia di vivere e di ballare. Un paradosso incredibile tra positivo e negativo e nel mezzo, senza possibilità di scelta, c’è sempre la Guerrera. Un’eroina con molte macchie e tanta paura, incapace d’incotrare (come moltissimi giovani italiani) un lavoro degno dei suoi studi, una ragazza che non crede in nulla, che non sa apprezzare il bello dell’esistenza ma riesce a scorgere soltanto la parte difficile e negativa.

Come nei romanzi precedenti, Marilù Oliva, oltre all’indagine poliziesca in senso stretto, lega la vicenda con un sottile “file-rouge” narrativo. In questo romanzo è il destino, inteso come fato ineluttabile, volontà divina, risultato della battaglia tra fortune e sfortune, caso assoluto senza possibilità d’intervento umano. “Esiste il destino?” si chiede La Guerrera, quando tutto nella sua vita sembra andare a scatafascio. E’ una domanda che non trova risposta ma alla quale ogni lettore saprà dare la sua personale interpretazione, anche grazie agli efficaci scambi “filosofici” che intercorrono tra Elisa e Catalina.

Il romanzo Mala Suerte è un vivace, efficace e incredibilmente verosimile ritratto della Bologna d’oggi e dei suoi cittadini. Marilù Oliva è tremendamente brava nel caratterizzare i personaggi, nel dar loro consistenza reale, una dialettica unica e un comportamento plausibile. Molto spesso ho letto romanzi in cui i personaggi si comportavano in modo da “accompagnare” la vicenda narrativa. In questo romanzo invece i personaggi sono reali e tangibili, comportandosi in maniera a volte gretta, a volte colpevole, ma sempre molto umana.

Per me, da lettore noir, esisteva la Bologna di Sarti Antonio e Loriano Macchiavelli. Ora, dopo aver concluso la trilogia di romanzi, posso benissimo affermare che la Bologna noir, oggi, è quella della Guerrera e Marilù Oliva.

Perchè leggerlo: Per sciogliere i dubbi rimasti aperti con i primi due romanzi

Perchè non leggerlo: Se avete letto i primi due, allora non dovreste neanche porvela, questa domanda

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Chissà se esiste davvero il destino?

Se l’argomento t’interessa allora dai un’occhiata a:

Tu la pagaras!

Fuego

Intervista a Marilù Oliva

Sui premi letterari noir di Marilù Oliva

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