Fuego


Autore: Marilù Oliva

Tipologia: Noir metropolitano

Luogo: Bologna

Filo conduttore: le gesta di un piromane che finisce accoppato

Ambientazione: il mondo latino-americano bolognese

Protagonista: Elisa Guerra, alias la Guerrera, giornalista e criminologa

Narrazione: In terza persona alternata alla prima (quando parla La Guerrera)

Cosa impari dopo averlo letto: Confermarsi è dura, ma c’è chi ce l’ha fatta alla grande

Giudizio nero: Amaro noir (Guida ai giudizi)

I romanzi seriali sono attraenti, affascinano il lettore, lo catturano e lo tengono in sospeso con vicende che durano l’arco di più pubblicazioni. Il problema è la ripetitività. A volte può portare anche alla stanchezza, alla noia, all’abbandono del personaggio e della serie da parte del lettore deluso. Doveva saperlo bene Marilù Oliva, quando ha cominciato a scrivere il secondo capitolo della saga di Elisa Guerra, alias Guerrera, salsera appassionata di capoeira e criminologia.

I personaggi sono gli stessi del primo libro, senza nessuna aggiunta di nota. In questo secondo romanzo però la vena leggera e naif di “Tu la pagaras!” è sparita. Se nel primo romanzo i personaggi potevano apparire come un’allegra combriccola di “casi umani”, ognuno con il proprio sogno e la propria vita, in questo la maschera tragicomica crolla e rimane solo la banalità delle vite quasi sprecate nel tentativo di viverle fingendo di essere ciò che non si è. Adolfo, settantenne imprenditore della “noche” che s’innamora di una sciacquetta che lo sfrutta. Princesa, incarcerata nella sua bellezza che la rende esclusivamente oggetto e la cosa non sembra dispiacerle più di tanto. El Pony, rozzo, cattivo, sconfitto dalla vita, che sogna una rivalsa che non c’è. Roelvis, dio della salsa mondiale, cantante famoso, che si china sul lavandino per aspirare strisce bianche e tremolanti di cocaina, per trovare coraggio e serenità perduti. Basilica, uomo integerrimo del sud, che non ama una moglie che non ha scelto e che non può lasciare, pena l’affronto alla comunità e al suo gretto perbenismo. Un affresco di un mondo denso d’invidie, gelosie, carognate, di uomini e di donne delusi dalla vita.

E poi c’è lei, Elisa Guerra, che combatte contro tutti e contro il mondo. Costretta a guadagnarsi da vivere come pony express a domicilio, poiché nessuno le offre un contratto come giornalista, nonostante le credenziali. Nonostante la sua particolare caratterizzazione, la Guerrera è figlia del nostro tempo, una giovane che arranca senza mezzi né aiuti, incapace di trovare stabilità, lavoro, con un futuro negato e un presente nero.

Non ho ancora parlato della vicenda in sé stessa e non lo farò. Non è quella che mi ha colpito. E’ stata l’ambientazione, i personaggi, quel nero che aleggia sulle piste da ballo della “noche loca”. Ed è questo che deve fare un noir, colpire il lettore, impressionarlo, attaccargli alla pelle le sensazioni e i pensieri dei personaggi. E la vicenda nera, alla fine, è solo la scusa per farlo.

Perchè leggerlo: Perché la Guerrera è un personaggio che colpisce il lettore.

Perchè non leggerlo: Non vedo cosa ci sia di male

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Ah, Guerrera…

Se l’argomento t’interessa allora dai un’occhiata a:

Tu la pagaras!

Intervista a Marilù Oliva

Sui premi letterari noir di Marilù Oliva

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...