Tu la pagaras!


Autore: Marilù Oliva

Tipologia: Noir metropolitano

Luogo: Bologna

Filo conduttore: l’omicidio di un barista cubano

Ambientazione: il mondo latino-americano bolognese

Protagonista: Elisa Guerra, alias la Guerrera, giornalista e criminologa

Narrazione: In terza persona alternata alla prima (quando parla La Guerrera)

Cosa impari dopo averlo letto: Che si può far noir divertendo

Giudizio nero: Una piacevole conquista (Guida ai giudizi)

Piccola precisazione: fino a 18 anni la mia unica idea di “salsa” era l’esercito di parenti che affollavano il cortile di casa del mio amico calabrese Michele e si accanivano contro tre tonnellate di pomodori San Marzano. Poi ho cominciato a bazzicare le discoteche e ho capito che salsa era anche un ritmo latino ma non chiedetemi di trovare le differenze tra  bachata, reggaeton o rumba. Non so nemmeno da dove si comincia.

Dati i presupposti, leggere il romanzo di Marilù Oliva è stata una profonda lezione sul mondo delle discoteche latino-americane e dei personaggi che vi ruotano attorno. Un mondo che all’esterno appare fatto di sudore, musica, ritmo, corpi che si muovono, divertimento, spensieratezza e poi si rivela una ragnatela d’invidie, lotte per la fama, colpi bassi e odio, fino a giustificare l’omicidio.

Thomàs, bel barista cubano, viene trovato cadavere nel bagno della discoteca per cui lavora. Elisa Guerra, giovane bolognese, giornalista per un quindicinale ignobile e studiosa di criminologia, nonché salsera appassionata, è la fidanzata del morto. Dunque un omicido passionale? Tutt’altro, così Elisa, da indagata passa a collaboratrice della polizia, svelando un mondo dove nessuno vuol essere sé stesso (i personaggi della “noche bolognese” hanno soprannomi come Princesa, El Tigròn, DJ Pony, come a esprimere la voglia di essere ciò che non si è).

Marilù Oliva, con una scrittura leggera (ottimo l’espediente di alternare la terza persona alla prima, facendo parlare direttamente la Guerrera) che non sembra nemmeno noir, offre uno spaccato del mondo della notte pieno di miserie umane e da vita a una protagonista fresca e nuova, lontana dagli stereotipi delle donne da tv. Un personaggio che si nutre di ritmo cubano, citazioni della Divina Commedia e di un’alimentazione fatta di caffè e patatine. Un personaggio del quale, davvero, se ne sentiva il bisogno, in un panorama così affollato e a volte ripetitivo com’è quello del noir italiano.

Stanno per arrivare le ferie (beati voi) e quindi il mio consiglio è quello di portarvi sotto l’ombrellone il romanzo di Marilù. Vedrete che la vostra estate avrà un altro ritmo.

Perchè leggerlo: Perché è un noir puro e crudo, anche se scritto con leggerezza

Perchè non leggerlo: Nessuna controindicazione

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Davvero bello…

Se l’argomento t’interessa allora dai un’occhiata a:

Fuego

Intervista a Marilù Oliva

Sui premi letterari noir di Marilù Oliva

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