Il paziente zero


Autore: Novelli&Zarini

Tipologia: Thriller

Luogo: Sudafrica

Filo conduttore: La ricerca medica e gli affari che vi gravitano attorno

Ambientazione: I rami deviati delle multinazionali

Protagonista: Cristopher Douvier, corriere di una multinazionale del diamante

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che si può scrivere all’americana senza essere banali

Giudizio nero:  Una piacevole conquista

Questo romanzo della premiata coppia Novelli&Zarini è un pugno in faccia ai critici nostrani. Quelli che affermano che non esiste una scuola del noir del nostro paese, che i nostri autori sono provinciali e non sanno tenere banco se messi alla prova in campo internazionale.

I due autori savonesi mettono in gioco loro stessi e il loro stile di scrittura per creare un romanzo thriller di stampo internazionale, fatto d’intrighi, soldi sporchi, ricerche scientifiche, rami deviati di multinazionali e tanta, ma tanta, suspence. Un romanzo che, visto che è stato scritto da due che si chiamano Andrea e Gianpaolo, verrebbe liquidato dalla critica con due parole mentre se sulla copertina troneggiasse il nome di Ken Follet, allora saremmo tutti qui a incensarlo.

Christopher Douvier, corriere di una prestigiosa multinazionale del diamante, ha un tumore ai polmoni. Decide allora di coronare un suo sogno: surfare nelle acque di Durban, in Sudafrica. Peccato venga attaccato da uno squalo e ridotto in fin di vita. Colpo di scena, il cancro regredisce e scompare del tutto. Che sia stato proprio lo squalo e una proteina insita nel suo dna, chiamata squalamina, che si dice in grado di arrestare il cancro? Non lo sappiamo ma dopo l’incidente Douvier si ritrova al centro di un intrigo dove si combattono gli interessi della multinazionale dei diamanti, di rami deviati dell’organizzazione mondiale della sanità e mercenari senza scrupoli. Il tutto in un crescendo di suspence e colpi di scena.

La storia regge, è ben costruita, i personaggi delineati con chiarezza e chirurgica spietatezza. Molto noir e quasi claustrofobica la descrizione degli stati d’animo di Douvier, che passa da semplice moribondo a cavia fino a divenire detenuto e marchiato a fuoco dalla “colpa” di essere una possibile soluzione al cancro, cosa che le industrie farmaceutiche non vedono certo di buon occhio. Una discesa negli inferi che colpisce il lettore fino a trasferire il disagio di Douvier.

Il paziente zero è dunque un romanzo lungo, entusiasmante e capace di far capire, a chi non se ne sia reso conto, che anche gli italiani sanno battersi sul campo del thriller internazionale. Con onore.

 

Perchè leggerlo: Per scoprire come anche gli italiani sappiano scrivere thriller pieni di suspence e di colpi di scena

Perchè non leggerlo: Non è un noir prettamente italiano

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Ora non abbiamo più scuse, basta definirci provinciali

Se l’argomento t’interessa allora dai un’occhiata a:

Recensione de “Acque torbide per l’investigatore Astengo”

L’hard boiled secondo Novelli&Zarini

Recensione de “Per esclusione”

Intervista a Novelli&Zarini

On the rocks (il noir ai tempi di twitter secondo N&Z)

Intervista a Carlo Frilli della Fratelli Frilli editori

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