Milano, DiSaronno e noir


Ogni città ha i suoi riti. Sono situazioni che la contraddistinguono, che la rendono unica e che finiscono per diventare simbolo stesso della città. Milano ha l’happy hour. L’aperitivo con musica dal vivo, quello della “bella gente”, dei cocktail bevuti sotto il cielo increspato dall’afa.

Martedì sera sono stato invitato dalla DiSaronno a partecipare a un aperitivo ( il DiSaronno contemporary terrace) che si svolgeva in una terrazza d’eccezione che dava direttamente su piazza del Duomo. Milano è questa, almeno per me brianzolo e provinciale. E’ la città di Corso Como, delle discoteche, della movida, degli aperitivi con tanta roba da mangiare, dei locali dei fighetti, delle modelle e dei calciatori. Milano che ride e sorride alla vita, la Milano che una volta era “da bere” e ora è da “aperitivo”.

In un momento della sera mi sono sporto dalla terrazza e ho osservato il Duomo colorarsi delle tonalità del tramonto. Il giorno lasciava spazio alla notte e vista così, da lontano, Milano non faceva paura. Sembrava quasi sorridente e amica. Quella “Milan cul coeur in man” che invece, durante la sua lunga storia, più che il cuore ha tenuto in mano la pistola. Si, perché in quel momento, ho ripensato agli innumerevoli romanzi noir che ho letto e che vedevano la città meneghina come protagonista. Forse, tra quelle persone che riempivano il selciato di piazza del Duomo, c’erano Duca Lamberti, il commissario Ambrosio, Guastalla e il Drago, oppure Ugo Piazza e l’Americano.

Sotto il mio sguardo Milano fremeva di vita e di voglia di fare, era la città degli affari, leciti e non. La città dell’infiltrazione mafiosa nell’amministrazione pubblica, degli scandali sulla corruzione della giunta regionale, della lotta tra le bande di latin kings, della prostituzione proveniente dall’est e della cocaina come stile di vita.

Questa è Milano, una città di stridenti contrasti, considerata, non a torto, la città più noir d’Italia. Poi è arrivara Elena, la mia ragazza, con il cocktail in mano e sono tornato a divertirmi.

Ma Milano, come sempre, aveva lasciato il segno dentro di me.

Ringrazio l’Illva di Saronno, nelle persone di Claudia Grillo e Alyssa Debartolo, per avermi invitato all’evento e avermi trattato come un principe. E’ stato un piacere esserci.     

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