Un aperitivo con Aniello Troiano


Noir Italiano: Ciao Aniello e benvenuto tra noi. T’invito a un aperitivo. Per me un Campari col bianco. Lo so, lo bevono gli anziani all’osteria ma a me piace. Tu?

Aniello Troiano: Ciao, grazie per l’invito. Prendo un chinotto con ghiaccio e una fettina d’arancia. Lo so, non bere alcool è da sfigati in questi contesti, ma fa caldo e a me il chinotto piace.

NI: Cosa significa per te “noir?”

AT: Un mezzo narrativo per esplorare il lato oscuro. Dell’uomo e della società. Ma anche un modo per far fronte a quesiti esistenziali come il male, la redenzione, la speranza, la natura umana, senza scadere nella pesantezza dei libri vecchio stampo (tipo Leopardi… con tutto il dovuto rispetto). E in alcuni casi eccellenti, come Massimo Carlotto, un modo per denunciare le storture della nostra società, e per analizzare i nostri territori, nel bene e nel male.

NI: Com’è nata la rivista “Fralerighe”?

         AT: Fralerighe è nata su mia iniziativa dopo un anno di esperienze online, sparse tra forum di scrittura e blog. Queste esperienze mi hanno arricchito, cito ad esempio il forum di PescePiratA, che ho poi invitato a gemellarsi con la rivista, perché mi piace il loro modo di fare. Però sia il formato forum che il formato blog non mi soddisfacevano. In particolare non mi vanno gli ovvi limiti legati alla presenza di un seguito, per cui se un forum o un blog non ne hanno rischiano di morire prima di nascere. E non mi vanno nemmeno le inevitabili polemiche che si creano in questi contesti. Una volta deciso il progetto, ho invitato persone conosciute sulla rete  di cui avevo una certa stima, sia personale che “letteraria”. Qualcuno è andato via, molti sono rimasti, altri si sono uniti a noi strada facendo, ed eccoci qui, al lavoro per un quarto numero duplice: un numero crime e uno fantastico.

NI: Analisi, approfondimenti e racconti. Il tutto online e gratuito. Perché questa scelta?

AT: Perché la rivista è stata pensata come un canale per condividere idee e per farci conoscere – me, lo staff, gli scrittori e le scrittrici che pubblicano testi sulla rivista, chi viene recensito, ecc – in giro per la rete. Abbiamo deciso di farla del tutto gratuitamente per non precluderci nessun lettore, e perché comunque per poter chiedere denaro senza scrupoli di coscienza dobbiamo ancora finire di farci le ossa. In più siamo coscienti del fatto che tra noi e una rivista professionale ci sono delle differenze visibili. Ma ci stiamo lavorando.

NI: Come nasce un numero della rivista? Qual è l’iter creativo che sta dietro la realizzazione dei pezzi?

AT: L’iter si è modificato di volta in volta, dato che quando abbiamo iniziato nessuno aveva idea di cosa fare. Abbiamo imparato sul campo. Oggi lavoriamo così: dopo la pubblicazione del numero finito, si inizia a preparare il nuovo con una griglia, dove ognuno si prenota per dei pezzi, che siano recensioni o editoriali ecc. Poi dopo un mesetto almeno si raccoglie tutto, si impagina, si lavora alla grafica (colgo l’occasione per salutare il grafico, Alex Terazzan), si revisiona, si corregge e se tutto è ok si pubblica. E via da capo. Ma la soddisfazione che segue ogni numero ripaga appieno i nostri sforzi e i piccoli dissidi interni.

NI: Come spieghi il grande riscontro di lettori e di favori del pubblico che ha il noir italiano in questo momento?

AT: Secondo me oggi tutti noi percepiamo nell’aria un senso di ingiustizia, di corruzione, di declino. Il noir corrisponde a tutti questi aggettivi, quindi direi che in un certo senso è la realtà dei nostri giorni a essere noir. Quindi è logico che chi vuole leggere storie ambientate nel nostro mondo e che parlano della realtà che viviamo sia portato a scegliere questo genere. In più, la tradizione ormai consolidata e il successo di pubblico hanno garantito, a mio parere, un certo livello qualitativo, piuttosto alto. Certo la spazzatura c’è, come in ogni genere, ma nel complesso credo che il livello sia alto. Gli unici a non averlo capito sono alcuni critici polverosi legati al romanzo “non di genere” novecentesco, che è morto. Che poi, posso dirlo? Lo dico. Questa storia del non di genere non ha senso. Ogni testo è ascrivibile a un genere. Anche la Divina Commedia. In realtà credo che la polemica relativa ai “generi” sia frutto di una certa invidia e diffidenza verso le formule narrative che riescono ad avere il favore del pubblico, come noir, giallo, fantasy, rosa ecc, piuttosto che non un romanzo esistenziale alla Svevo, che ha fatto il suo tempo e che oggi è praticamente incapace di arrivare al lettore.

NI: Tra blog, riviste e rubriche, la concorrenza è spietata. Come pensi di differenziarti?

AT: Non mi pongo il problema, in verità. Non mi piace la competizione e in genere tendo a seguire il mio percorso senza curarmi troppo di ciò che fanno gli altri, nel senso che non sto lì a spiare “la concorrenza”, e se mi capita di leggere una rivista migliore della mia non mi faccio problemi. Al massimo cerco di capire in cosa è superiore per imparare e applicare ciò che ho capito alla mia. L’importante per me è pubblicare articoli di un livello quanto più alto possibile. Per una questione di coscienza e di rispetto, oltre che di grande passione. Credo che fin ora ci siamo riusciti, ma questo ce lo dovete dire voi.

NI: Quali sono le rubriche che risultano più apprezzate?

AT: A dire il vero non lo so. Il riscontro dei lettori è positivo ma piuttosto generico. Colgo l’occasione per chiedere ai lettori di Fralerighe: quale rubrica apprezzate di più?

NI: Il futuro di “Fralerighe”?

         AT: Il futuro di Fralerighe è tutto da vedere. Di sicuro c’è la volontà di portare avanti la rivista e di migliorarla, dove possibile. Il progetto è in continuo cambiamento, il che mi stimola tantissimo. Alla fine del terzo numero abbiamo deciso di raddoppiare, facendo un numero CRIME e un numero FANTASTICO. Credo che continueremo su questo passo perché il doppio numero ci da più opportunità, e in più i numeri unici tendevano a essere troppo lunghi… Probabilmente perfezioneremo la grafica e cercheremo di mantenere il livello degli articoli piuttosto alto. Diffonderemo la rivista in formati più adatti ai lettori ebook. E probabilmente ci sarà un sito internet, che farà da collegamento tra i canali social e i link ai vari numeri.

NI: Cosa possiamo fare per leggere la rivista?

AT: Potete seguirci sulla pagina Facebook o su Twitter, qui i rispettivi link:

https://www.facebook.com/rivistafralerighe
https://twitter.com/#!/RivFralerighe

E qui il link al terzo numero (il più recente)

http://issuu.com/aniellotroiano/docs/rivista_fralerighe_numero_3

sulle pagine troverete i link ai numeri, pubblicati su Issuu. Se li leggete su Issuu potrete apprezzare un piacevolissimo effetto “sfogliapagina”, ma potete anche scaricare il pdf e leggere la rivista dove volete.

Approfitto per comunicare ai tuoi lettori che cerchiamo racconti da 5400 caratteri spazi inclusi, generi noir/giallo/thriller/pulp per il numero Crime e fantasy/fantascienza/horror/paranormal per il numero Fantastico, anche se quest’ultimo non rientra nel tuo campo. E’ possibile inviare i racconti all’e-mail della rivista, che trovate anche sull’ultimo numero.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir…

AT: Domanda difficile. Scegliere una frase che simboleggi il noir piuttosto che un’altra è dura. Ci provo. “Ognuno di noi è una luna: ha un lato oscuro che non mostra mai a nessun altro.” E’ di Mark Twain, che non scriveva noir, ma direi che può andare.

3 risposte a “Un aperitivo con Aniello Troiano

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