The black album


Solitamente non amo i saggi noir che vedono come protagonista assoluto un determinato autore. Nel caso migliore si rischia di sconfinare nell’apologia, nel peggiore di sprofondare nella marchetta più cupa. Mi sono dunque avvicinato alla lettura di questo saggio con un certo pessimismo e devo ammettere di essermi dovuto ricredere.

Innanzitutto il Massimo Carlotto che ho scoperto attraverso queste pagine non è solo l’autore noir affilato e cattivo che ho avuto modo di leggere nelle storie dell’Alligatore, bensì si è rivelato essere un intellettuale libero e capace di prendere posizione. Carlotto infatti non ha paura di sbilanciarsi su temi come l’attualità italiana, la spettacolarizzazione dei casi giudiziari (Avetrana docet), la situazione del noir nel nostro paese o il dilagare della criminalità organizzata (non solo mafia, si badi bene) nella società moderna. La cosa, in un’Italia che si posiziona tra gli ultimi paesi europei quanto a libertà di espressione, non può che essere apprezzata.

Inoltre Carlotto racconta da vicino l’ultimo decennio della storia letteraria del paese, il decennio nel quale il noir è salito alla ribalta, soppiantando il romanzo “bianco”. Lo fa con il suo stile asciutto e senza fronzoli al quale ci ha abituato, riuscendo comunque a rendere l’idea del momento irripetibile creato da autori come Lucarelli, Camilleri e il Carlotto stesso. Per me, da sempre appassionato di questo genere e curatore di un blog dedicato, è stato come essere uno studente di scienza e aver assistito a una lezione di Alessandro Volta.

Le domande che Marco Amici pone a Carlotto non sono né accondiscendenti né troppo spietate, bensì si tratta di una bella chiacchierata tra autori, come se Carlotto e Amici si fossero trovati per uno spritz. La cosa non può che fare piacere, rendendo la lettura più scorrevole e meno accademico il saggio.

In conclusione dunque posso consigliare questo saggio a tutti gli amanti dello stile noir di Carlotto, sicuro che troveranno all’interno un autore come ce ne sono pochi da noi, libero da vincoli e padrone del mezzo. E’ inoltre un buon saggio per comprendere e scandagliare l’evoluzione del noir nostrano a partire dalla fine degli anni ’80 a oggi.

La pecca è il prezzo. 13€ per 138 pagine mi sembra esagerato (quasi 10 centesimi a pagina). Spero che l’editore stia pensando a pubblicare una versione tascabile a minor costo. Sarebbe un peccato poiché molti lettori perderebbero l’opportunità di leggere un buon saggio noir. A quel prezzo molti opterebbero per andare a leggere direttamente i romanzi di Carlotto.

In ultimo voglio ringraziare l’amico (anche se per ora rimane una conoscenza virtuale) Piergiorgio Pulixi, per avermi spedito una copia e aver pensato a Noir Italiano per recensire il saggio. La fiducia che ha risposto nei mezzi del mio blogghettino mi ha reso davvero felice.

Scheda tecnica

Valutazione: 7,5/10

Consigliato a: Lettori di Carlotto, appassionati di noir, amanti della letteratura nostrana;

Sconsigliato a: Chi pensa che l’Italia sia un paese innocente e odia le voci fuori dal coro (tipo quelli che guardano Studio Aperto pensando sia un tg);

Quando e dove l’ho letto: Una domenica pomeriggio, in piscina;

Contro: Il prezzo;

Letture consigliate: Tutti i romanzi della serie dell’Alligatore, tanto per cominciare.

Si sentiva il bisogno di questo saggio: Si, direi proprio di sì.

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2 risposte a “The black album

  1. Ciao Omar. Io questo non lo definirei proprio un saggio….
    i saggi veri sul noir sono:
    CARLO OLIVA : STORIA SOCIALE DEL GIALLO
    BONFANTINI :IL GIALLO E IL NOIR EVOLUZIONE DEL GENERE IN SEI LEZIONI
    ELVIO GUAGNINI : DAL GIALLO AL NOIR E OLTRE. DECLINAZIONI DEL GIALLO ITALIANO

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