L’hard boiled secondo Novelli&Zarini


Il duo di scrittori parecchio noir Novelli&Zarini sta per ripresentarsi in libreria con un romanzo che omaggia la scuola Hard boiled americana. Lo fanno però con una gustosa variante, il romanzo infatti sarà ambientato a Genova. La città sembra un palcoscenico perfetto per un noir, con i suoi carrugi (tra l’altro scenografia a suo tempo di parecchi poliziotteschi all’italiana) e il suo lato cattivo. Ho chiesto a N&Z di raccontare il loro punto di vista sull’hard boiled e su come lo si possa trapiantare qui da noi.

Noir Italiano: Ciao Ragazzi, è un piacere vedere autori tornare su questo blogghettino. L’altra volta abbiamo mangiato trofie al pesto. Direi che per mantenere vivo il clichè, oggi ci tocca focaccia alla crescenza…

Novelli e Zarini: Noi abbiamo pensato a farinata di ceci e grano. Una bella scorpacciata.

NI: Cominciamo. Il vostro nuovo lavoro è ambientato a Genova. Una città degna di un Hard-boiled?

N&Z: Genova ha i suoi misteri, come li hanno tutte le città, visto che sono fatte di persone. Dentro la quotidianità si possono trovare spunti per tante storie. La Liguria ha una cronaca giornaliera piuttosto ricca in questo senso. Non si fa mancare nulla per invogliare ad ambientarci una vicenda noir.

NI: L’HB è un genere prettamente americano. Perché trasportarlo in Italia?

N&Z: “Acque torbide” è un umile omaggio ai grandi padri di questo genere di letteratura. Hammett, Chandler, Spillane, hanno saputo fare di questo genere un cult, stravolgendo quelli che ai loro tempi (prima di tutti, Hammett) erano i canoni convenzionali del noir, rendendo la scrittura molto più asciutta, essenziale e dura. Ed è anche un omaggio ai film di genere che dai loro libri sono stati tratti. Inoltre, rientra nella nostra idea di continuare a sperimentare, cercando ogni volta di adattare il registro narrativo al genere che proviamo ad interpretare.

NI: Quali sono stati i problemi e il lavoro di documentazione che avete dovuto affrontare?

N&Z:  Come per gli altri nostri libri, la documentazione è una componente importante, nell’ottica del rispetto della trama che andiamo a raccontare, ma soprattutto verso i lettori. Proviamo ogni volta a dare un prodotto il più esaustivo possibile riguardo agli argomenti che trattiamo. In questo caso, tutto è stato ovviamente più semplice, poiché la location è ben conosciuta e perché  la vicenda che abbiamo raccontato si occupa di argomenti di attualità. È una storia di “male comune”.

NI: L’HB si contraddistingue per la presenza di detective rudi e sporchi, femmes fatales mozzafiato, intrecci torbidi e parecchio alcol. Non avevate paura di cadere nello stereotipo? E’ possibile proporre una versione “aggiornata” del genere?

N&Z: Quello che abbiamo cercato di fare è stato quello di trasferire, anche come linguaggio, questo genere “dirty” nella Genova di oggi. Michele Astengo risulta anacronistico rispetto la modernità della città, ed anche per questo si sente fuori luogo dove vive. È come se si fosse risvegliato da una lunghissima ibernazione e faticasse a ritrovare tracce del suo mondo, ormai svanito. Da qui, il suo cinismo, insoddisfazione e misantropia dilaganti.

NI: Negli HB di Chandler il sottobosco criminale americano è descritto con dovizia di particolari. Avete dovuto studiare la realtà e il linguaggio della “mala” genovese?

N&Z: Questa risposta si aggancia a una delle precedenti. Non c’è uno specifico riferimento alla “mala” genovese, ma a situazioni odierne che ben si adattano a una realizzazione che potrebbe essere appartenuta anche agli anni fiorenti dell’hard-boiled classico. Genova è il contesto per questa realtà, non il tema della vicenda.

NI: Cosa troverà il lettore nel vostro romanzo?

N&Z: Intrigo, dialoghi frizzanti e ironici dentro personalità cupe e tormentate. Anime da strada, comuni, ma particolari. “Acque Torbide” non è un libro paragonabile ai precedenti. Non solo per un fatto di lunghezza, ma anche in ragione di un’impostazione diversa nel pensare, ideare la storia. Il metodo di preparazione alla stesura è stato identico ai precedenti, ma in questo caso si è prestata più attenzione alla psicologia dei personaggi, rispetto alle loro azioni. È un libro fatto di molti pensieri. Riflessioni che creano la storia e ne dettano il suo svolgimento. Ops! Abbiamo risposto già anche alla domanda che segue! Se toppiamo con la scrittura, avremo sempre un futuro da veggenti!

NI:Noir e HB, sempre italiano. Voi vi siete cimentati con entrambi i generi. Quali sono le differenze, sia stilistiche che di “scrittura pratica”, che avete incontrato?

N&Z: Citando un illustre personaggio genovese: “Paganini non ripete”.

NI: Vi ringrazio. Regalateci una frase, questa volta Hard Boiled.

N&Z:  “Il diavolo sta sempre nel dettaglio”. Firmato, Michele Astengo.

Se l’argomento t’interessa allora dai un’occhiata a:

Recensione de “Il paziente zero”

Recensione de “Acque torbide per l’investigatore Astengo”

Recensione de “Per esclusione”

Intervista a Novelli&Zarini

On the rocks (il noir ai tempi di twitter secondo N&Z)

Intervista a Carlo Frilli della Fratelli Frilli editori

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