Noir Italiano segnala: Le storie di Siamo in onda


E’ possibile raccontare storie, microracconti letterari e farlo attraverso la radio? Può un racconto noir uscire dalla “prigione” delle pagine e diventare fiato, voce, passione e ascolto? Me lo sono sempre chiesto, per cui, quando ho conosciuto questo programma, non ho saputo resistere e ho contattato il responsabile di questo bel progetto. Si  chiama Fulvio Julita e tra poco ci spiegherà come un racconto si possa leggere anche con le orecchie.

Noir Italiano: Ciao Fulvio e benvenuto tra noi. T’invito a un aperitivo. Fai tu, prendo quello che prendi tu.

Fulvio Julita: Acqua e menta. Va bene?

NI: Cosa significa per te “noir?”

FJ: È il più intrigante tra i colori che le parole possano assumere. La mia idea di noir è fatta di adorabili cliché da cinema in bianco e nero: vite tormentate, personaggi consumati dal vizio, ambientazioni notturne, e fumo e nebbia ad avvolgere ogni cosa.

NI: Com’è nato il programma “Le storie di Siamo in onda”?

FJ: È l’effetto collaterale – tecnicamente dovrei dire spin-off – di un talkshow radiofonico che s’intitola “Siamo in onda”. In quello che noi della redazione amiamo definire il salotto del sabato sera di Puntoradio (emittente novarese) si sono intrecciate, nell’arco di cinque anni, collaborazioni e amicizie con numerosi talenti nascosti: musicisti, scrittori, poeti, persone i cui nomi sono spesso sconosciuti ai più, ma le cui capacità e passioni li portano a produrre cose di grande qualità.

A quelli abili di penna (e pensiero) abbiamo fin dall’inizio proposto di scrivere delle storie per la radio, così per provare a vedere cosa sarebbe successo. Erano racconti brevi che leggevamo in diretta e pubblicavamo in un blog. Ne abbiamo anche fatto un libro dal titolo “Parole al vento”.

Un paio di anni fa è nata l’idea di offrire alle nostre storie un po’ di popolarità anche al di fuori del circuito radiofonico, esplorando il territorio del podcasting, il sistema di distribuzione via internet di contenuti audio gratuiti: ci siamo imposti di dare ai racconti una forma strutturata, stabilendo regole precise di scrittura, recitandoli in studio di registrazione, abbinandoli a sottofondi sonori.

Oggi collaborano una trentina di autori e il nostro è uno dei podcast più seguiti dell’iTunes Store in una categoria, quella dell’audioracconto, che in Italia sembra essere un territorio ancora poco esplorato.

NI: Letteratura e radio. È un connubio possibile?

FJ: Senza dubbio. La radio è uno strumento capace di accendere l’immaginazione; sa infondere alle parole la forza evocativa sufficiente per portare l’ascoltatore dove l’autore vuole condurlo, pur non privandolo del piacere di un punto di osservazione personale. Ne sanno qualcosa i nostri nonni, cresciuti ascoltando i radiodrammi, pregevoli perle di recitazione che portavano i classici della letteratura alla radio.

La nostra sfida è nel riuscire a risvegliare una tradizione dalle radici ancora più remote: quella di fermarsi ad ascoltare le storie. Come si faceva un tempo, attorno ad un fuoco, nelle fredde notti d’inverno delle nostre campagne.

NI: Come nasce una puntata? Qual è l’iter creativo che sta dietro la realizzazione di un pezzo?

FJ: L’autore ha una parola chiave, qualche settimana di tempo e non più di 2100 battute a disposizione per costruire una storia. Non importa il genere, ciò che conta è che quella storia riesca, in tre minuti, a catapultare l’ascoltatore in una vicenda, disegnare i personaggi e arrivare ad un epilogo tanto inaspettato quanto emozionante. Facile, no?

Poi c’è la registrazione delle voci, il montaggio, il sonoro, fino alla messa in onda. Vi sorprenderebbe sapere quante ore di lavoro corrispondano a quei tre minuti.

NI: Quali sono gli elementi di un racconto noir che andrebbe bene per la radio?

FJ: Personaggi essenziali. E poi storie lineari che prendano l’ascoltatore per mano, che lo accompagnino, senza distrazioni, verso un finale che avrebbe potuto forse intuire ma non immaginare completamente. Va detto che il noir alla radio funziona particolarmente bene perché personaggi e situazioni seguono codici che già appartengono all’immaginario di chi ascolta. Spesso ai più smaliziati tra i nostri scrittori sono sufficienti poche pennellate, ben assestate, per connotare una storia torbida quanto basta da incollarti alla radio.

NI: Il lettore si trova a leggere una storia noir perché lo vuole (deve prendere il libro, trovare il tempo ecc..). All’ascoltatore invece capita per caso di trovare una storia per radio. Com’è possibile carpirne l’attenzione?

FJ: La questione è un po’ diversa. Chi il sabato sera si sintonizza su “Siamo in onda” generalmente ha già scelto di stare ad ascoltarci. Per cui il problema non è prendere la sua attenzione quanto tenerla sveglia. Infatti le nostre storie sono pensate per essere ascoltate in tre minuti o poco più – come una canzone – perché sappiamo che quello è il tempo fisiologico che ci dedicherà prima di cercare altri stimoli.

 NI: Qual è la tipologia di racconto che risulta più ascoltata?

FJ: Non c’è un genere che piaccia più di altri. Gli ascoltatori tendono piuttosto ad affezionarsi a singole storie. Tra le centinaia raccontate, pubblicate, lette e scaricate, ho capito che ognuno può trovare la propria, quella in cui riconoscersi.

NI: Il futuro de “Le storie di Siamo in onda”?

FJ: Un altro libro, o un audio libro, oppure un’app per smartphone. Ancora non sappiamo bene. In ogni caso, come in altre occasioni, perseguiremo finalità solidali. Il nostro team è infatti affezionato ad un’associazione che si chiama AGBD – Associazione Genitori Bambini Down.

MI preme dire che il futuro de “Le storie di Siamo in onda” è legato ad un incantesimo, una magica alchimia che si è creata tra coloro che si sono messi in gioco per offrire il proprio tempo al progetto. Per questo motivo sento il dovere di menzionare tutta la squadra, dagli autori (troppi per nominarli tutti) a chi presta le voci (quattro signore in particolare: Laura Cafici, Cristina Medina, Gabriella Casula e Rossana Girotto), da chi si occupa del montaggio (Robi Smilzo) fino all’infaticabile capitano Fabio Giusti. E non vorrei dimenticare la radio che ci ospita e che, fin dall’inizio, ha dato fiducia all’iniziativa.

NI: Cosa possiamo fare per ascoltare la trasmissione? Ci sono podcast scaricabili?

FJ: Ci sono tanti modi per avvicinarsi alle nostre storie. Potete ascoltarle il sabato sera dopo le 21 – da ottobre a giugno – sintonizzandovi su Puntoradio. Il segnale in FM copre buona parte di Piemonte e Lombardia; e c’è anche la diretta streaming via internet su www.puntoradio.net.

Ma non è finita. Potete leggere i racconti nel blog www.siamoinonda.it. Potete scaricare gli audioracconti dal podcast presente nell’iTunes Store. E potete diventare fan cercando la nostra pagina Facebook. C’è altro da dire? Ah sì! Se ci invitate a cena a casa vostra, possiamo raccontarvi qualche storia seduti a tavola. Devo avvisarvi, siamo buone forchette…

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir…

FJ: Grazie a te ma declino l’invito. Preferisco lasciare ai miei amici scrittori le frasi ad effetto. Piuttosto vorrei avvisarti che ho messo qualcosa nella tua menta. Tra pochi secondi questa intervista sarà nebbia tra i tuoi ricordi.

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