Vademecum per aspiranti scrittori_L’editoria e gli scrittori esordienti


Pubblichiamo qui la terza e ultima parte del Vademecum per scrittori esordienti, creato in collaborazione con Chantal Corrado di “Scrittura&Scritture”.

Parte 1:Presentarsi alle case editrici

Parte 2: Il mondo dell’editing

Quali sono, secondo la tua esperienza, le motivazioni che spingono un autore a pagare pur di pubblicare, affidandosi a case editrice truffaldine?

La smania di voler pubblicare, la sfiducia verso se stessi, perché magari hanno già ricevuto dei rifiuti, ma anche verso il sistema editoriale, questo è comprensibile… cioè la convinzione che funzioni così: per arrivare alla pubblicazione si deve pagare, ma le case editrici oneste, piccole, medie o grandi che siano, ci sono! Basta cercarle e saper aspettare.Ciò che scoraggia molte CE a pubblicare esordienti è che spesso questi inviano manoscritti a destra e a manca, senza informarsi prima.

Come può un autore far capire alla casa editrice di aver inviato il manoscritto solo dopo un’accurata scelta?

Semplicemente rispettando tutte le modalità di invio di quella casa editrice e, se ci sono, dei generi di pubblicazione ben specifici. Se, ad esempio, viene richiesto il cartaceo e si spedisce, invece, il testo per email (magari inviato in copia conoscenza non nascosta a tanti indirizzi email di editori), oppure spedendo un testo fantasy a chi non pubblica quel genere. Insomma, così facendo si fa capire all’editore che quell’autore non vada proprio preso in considerazione.

Uno dei problemi che ho trovato negli autori esordienti è quello di ritenere la propria opera valida a priori e di reagire a ogni commento con una sorta di stizza. La modestia paga?

Sì è un problema molto frequente. Certo, la modestia paga, anche se più che di modestia parlerei di umiltà, verso tutti, verso l’editore in primis che ha investito su di lui e ti consiglia in quanto professionista, verso gli altri scrittori, siano essi esordienti o già noti, verso tutti coloro che operano nella filiera. L’autore esordiente che si mette sul piedistallo, anche se bravo, difficilmente andrà molto lontano.

Quali problematiche (tempistiche, costi, influsso sul mercato…) comporta per una casa editrice il fatto di pubblicare un esordiente?

Il lavoro su (e con)gli esordienti, sebbene abbia sempre un che di affascinante e stimolante è sempre molto faticoso, è un lavoro lungo, oneroso (e non solo sul piano economico, ma anche di risorse umane) e alle volte frustrante. Faticoso perché secondo noi se si investe in un esordiente poi bisogna seguirlo, accompagnarlo passo passo; oneroso perché devi spendere più tempo, più energie per promuoverlo, per  fargli avere dei riscontri con la stampa cartacea e non. Gli autori esordienti sono “sfiduciati” dalle librerie, ovvero i librai sono poco propensi a prendere libri di autori non noti e questo comporta per la casa editrice un lavoro ai fianchi con distributori e librai, un rapporto costante con essi, con risultato alle volte scarso in termini di vendite. A tutto ciò aggiungiamo che il lettore italiano medio tende a non comprare opere di scrittori che non conosce, quindi spesso l’autore esordiente con una piccola casa editrice non riesce ad essere prenotato e visibile bene in tutte le librerie e questo anche se la casa editrice ha una buona distribuzione. A volte, però, accade anche che, più semplicemente, per quanti sforzi abbiano fatto autore ed editore, un libro non arrivi ai lettori, non abbia avuto il riscontro che ci si aspettava. E questo, quando capita, aggiunge ancor più frustrazione.

Il tuo consiglio a un autore esordiente?

Leggere, leggere, leggere. Leggere tanto e di tutto, senza pregiudizi o preclusioni di sorta.

Detto fra noi, perchè in Italia ci sono pochi lettori ma così tanti (aspiranti e non) scrittori?

Ci sono pochi lettori perché secondo me in Italia si investe poco sulla lettura rispetto ad altre nazioni, perché si considera la lettura come qualcosa di faticoso e impegnativo (e questo, a mio avviso, avviene soprattutto nelle scuole )e, di conseguenza, la lettura non viene mai considerata come un divertimento, un piacere. Ci sono molti aspiranti scrittori perché la scrittura viene considerata come qualcosa per tutti del tipo, “tutti hanno diritto a essere pubblicati”, mentre penso che gli aspiranti scrittori debbano prendere la scrittura seriamente e non farsi pubblicare per vanità, che debbano avere qualcosa da dire, e non pubblicare costi quel che costi. Non è che se si ha un foglio scritto nel cassetto quello debba per forza essere pubblicato Purtroppo l’aspirante scrittore è viziato da gli scrittori che vede in TV o legge sui giornali e crede che l’unico scoglio da superare per andare anche lui in Tv sia trovare un editore disposto a pubblicarlo… Insomma, concluderei dicendo che “scrivere è di moda, leggere no”…io aspetto il momento in cui la tendenza si invertirà!

Scarica la versione in .pdf

Se l’argomento t’interessa allora dai un’occhiata a:

Un giorno in libreria di Eliana Corrado

Re di bastoni in piedi, di Francesca Battistella

Lettera aperta agli scrittori esordienti di Eliana Corrado

Vademecum per scrittori esordienti – Il mondo dell’editing

Vademecum per scrittori esordienti – Presentarsi alle case editrici

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Una risposta a “Vademecum per aspiranti scrittori_L’editoria e gli scrittori esordienti

  1. Condivido le responsabilità “istituzionali” sulla colpevole disattenzione per la lettura. Chi riesce a sentirla fin dall’infanzia come un elemento costitutivo della persona cresce di più e meglio.

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