L’Italia è un paese per vecchi?


L’Italia è un paese che lascia poco spazio ai giovani e nel quale i posti di comando sono in mano a persone non proprio freschissime (fate conto che parecchi politici nostrani sono nati quando c’era ancora il duce). Eppure, sotto la cenere, qualcosa si muove. Io di anni ne ho 27 e sto cercando di far diventare questo blogghettino il luogo di riferimento per autori e appassionati del noir di casa nostra.

Per questo ho deciso di stilare una piccola “formazione tipo” di quegli autori sotto i quarant’anni (età in cui, oggi come oggi, vieni visto come un giovanotto imberbe) che, secondo me, potrebbero lasciare una traccia nel panorama del poliziesco all’italiana. Si tratta di autori con cui ho avuto il piacere di collaborare e di leggerne le opere e nei quali ho trovato quel qualcosa in più che mi ha fatto pensare: “di questo scrittore ne sentirò ancora parlare”.

Lasciatemi dire che sarà difficile, in un’Italia dove lo scrittore noir più importante ha quasi 90 anni, riuscire a sfondare, a superare pregiudizi e quell’atavica avversione che gli italiani hanno vero “il nuovo che avanza”. Spero ci riusciranno, perché se lo meritano e perché, sopra ogni altra cosa, se lo meritano i lettori.

PIERGIORGIO PULIXI (1982)

Pulixi, cagliaritano trapiantato in Veneto, è il più giovane di questa formazione ed è quello che secondo me ha le carte in regola per diventare un nome pesante del noir italiano. E’ allievo di Massimo Carlotto e la sua scrittura è rabbiosa e coinvolgente, i temi trattati sono scottanti e si rifanno al “noir d’inchiesta”. I personaggi complessi e ben caratterizzati, sono figure combattute tra un desiderio di rivalsa nei confronti della vita e la ricerca di una “normalità” che gli è stata negata. E’ un profondo conoscitore del “sottobosco” criminale, del modus operandi e del suo linguaggio.

Cosa ho letto: Una brutta storia (2012), E/O Edizioni

Perché penso possa farcela: Perché non ha paura di “sporcarsi le mani” con vicende aderenti alla realtà.

Cosa protrebbe fermarlo: Quando esordisci con un libro che sorprende i lettori, dopo devi riconfermarti.

RICCARDO BESOLA (1974)

Besola, milanese, si caratterizza per uno stile di scrittura musicale, quasi “jazzistico”. Passa rapidamente da dialoghi serrati a descrizioni intense della Milano degli anni ’70. Alcuni passaggi potrebbero fungere da sceneggiatura per un poliziottesco all’italiano. La sua bravura sta nel caratterizzare e nel dare forza all’ambientazione “seventies” dei luoghi nei quali si svolgono le vicende dei suoi romanzi. La nebbia, lo smog, le contestazioni, la recessione dilagante, le vie di Milano risultano essere le vere protagoniste delle storie che racconta. Potrebbe ambire a raccogliere la (pesantissima) eredità di Giorgio Secerbanenco.

Cosa ho letto: Piombo (2011), Eclissi Editore

Perché penso possa farcela: Perché ha un modo di scrivere che diverte e appassiona.

Cosa protrebbe fermarlo: Ambienta le vicende esclusivamente a Milano e questo può renderlo meno fruibile verso lettori di altre parti d’Italia.

GIULIANO PASINI (1975)

Pasini, emiliano, è uno scrittore sorprendente. Nel suo romanzo ho trovato la capacità di raccontare una terra martoriata da contraddizioni e dal peso del proprio passato. Capitoli brevissimi (anche di una sola pagina), rabbiosi, una scrittura che lega e che fa venir voglia di arrivare alla fine. Il fatto che abbia vinto un concorso web aperto all’opinione dei lettori lo rende ancora più appetibile (commercialmente parlando), poiché è capace di utilizzare i nuovi strumenti letterari.

Cosa ho letto: Venti corpi nella neve (2011), Fanucci Editore

Perché penso possa farcela: Perché sa proporsi in contesti differenti di quelli dell’editoria tradizionale.

Cosa protrebbe fermarlo: Anche per lui vale la questione della riconferma dopo un esordio sorprendente.

TERSITE ROSSI – Marco Niro (1978) e Mattia Maistri (1979)

Tersite Rossi è lo pseudonimo di due giovani scrittori con le idee chiare. Depositari di un noir “d’inchiesta”, nel quale la vicenda poliziesca in sé stessa è solo un espediente per raccontare e mostrare al pubblico una piega non proprio limpida della società moderna. Del loro romanzo e del loro modo di scrivere ho apprezzato la capacità di mescolare i differenti caratteri e stili per crearne uno nuovo e univoco (sembra scritto da una persona sola). Affrontano temi come la deriva della società civile, lo strapotere dei mass-media, la perdita di una coscienza unitaria. In poche parole fanno riflettere, e non è poco.

Cosa ho letto: Sinistri (2012), E/O Edizioni

Perché penso possano farcela: Propongono un noir che mostri lati occulti e distorti della nostra società e in questo momento è il genere di cui i lettori vanno “ghiotti”.

Cosa protrebbe fermarli: Sono in due, quindi il sodalizio deve reggere al tempo, alle critiche e al lavoro congiunto.

SARA BILOTTI (1971)

Unica donna in questa formazione, Sara Bilotti è una scrittrice capace di dare vita a veri e propri incubi. Partendo da situazioni quotidiane, quasi banali, riesce a sviluppare un perverso meccanismo noir nel quale tutto viene stravolto e la realtà appare cruda e difficile da digerire. Efficace nell’inserire colpi di scena che sorprendono il lettore e nel dipingere l’ipocrisia e la pochezza della società nella quale si svolgono le sue vicende. Tratta temi “scottanti” come pedofilia, abusi, violenze coniugali, e lo fa con una scrittura coinvolgente e immediata. Per ora si è limitata ai racconti, per cui bisognerà attendere l’esordio con un romanzo,  per poterne valutare la portata noir.

Cosa ho letto: Nella Carne (2012), Termidoro Edizioni

Perché penso possa farcela: Perché un qualunque spunto del vissuto quotidiano, nelle sue mani, può diventare un tema molto noir

Cosa potrebbe fermarla: E’ una donna in un mondo estremamente maschilista e dovrà sudare il doppio per avere gli stessi riconoscimenti.

Cosa ne pensate? Manca qualcuno? Lasciate un commento!

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2 risposte a “L’Italia è un paese per vecchi?

  1. L’età delle signore non si dice mai, ma visto che tu l’hai fatto, da pignolo “ragionoir” quale sono, devo far notare che Sara è “fuori quota” ;)

    Scherzi a parte, credo che i numeri contino poco. Per scrivere serve averli, questo sì, ma il resto è poca cosa. L’età non ha rilevanza, per come la vedo io.

    Le storie cattive sono solo per gente dannata. Senza l’apostrofo dopo la “d”, ovviamente.

  2. Lista interessante. Li conosco quasi tutti e ho in programma di leggerli, chi prima chi dopo, entro la fine dell’anno. :)
    Comunque questo paese avrebbe bisogno di una svecchiata, decisamente…

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