Massimo Carlotto a Noir Italiano


Essere appassionati e lettori del noir del nostro paese e non conoscere Massimo Carlotto è un po’ come giocare a calcio e non sapere chi sia Roberto Baggio. Per questo non mi dilungo in presentazioni, non c’è bisogno. Noir Italiano ha invitato Massimo a raccontare il suo punto di vista sul noir e sulla scrittura. Queste le sue risposte.

Noir Italiano: Ciao Massimo, benvenuto. Sa anche un clichè ma ci prendiamo due spritz?

Massimo Carlotto: per me con Campari e una goccia di Cynar.

Noir italiano: Cosa significa per te “noir?”

MC: una storia criminale ambientata in un luogo e in un tempo, in grado di raccontare frammenti di verità sapientemente inglobati nella narrazione.

NI: Cosa rende il Veneto una regione così noir?

MC:La scelta di alcuni esponenti della classe dirigente (politico, finanziaria, imprenditoriale) di mettersi a disposizione della criminalità organizzata per fornire servizi legati soprattutto al riciclaggio. Una deriva di un sistema economico spesso basato sull’illegalità diffusa.

NI: I tuoi romanzi si sviluppano sempre partendo da un avvenimento reale. La fantasia può dunque aiutare a raccontare e far comprendere la realtà?

MC: Il romanzo, da sempre, è uno strumento straordinario per mettersi in contatto diretto col lettore e suggerirgli di fare attenzione a quello che sta leggendo. In realtà sono i lettori a chiudere il cerchio.

NI: Quando scrivi lo fai sotto l’impulso di una frenesia creativa oppure i tuoi romanzi sono frutto di un lento ragionamento logico?

MC: Io lavoro su progetti vecchi almeno di un paio di anni perché questo è ormai il tempo per raccogliere il materiale necessario alla trama. Quindi il ragionamento è lentissimo. Tutto nella mia scrittura lo è.

NI: La documentazione (soprattutto nel noir d’inchiesta) è la base su cui poggia il genere. Come affronti la cosa?

MC: Viaggi, interviste, lunghe visite nelle emeroteche e negli archivi più disparati… Per fortuna che oggi non sono più solo ma comunque è sempre una faticaccia.

NI: Il luogo migliore dove ambientare un noir?

MC:Dove il crimine si innesta nel profondo della nostra società.

NI: Il consiglio che daresti a un autore che volesse avvicinarsi al genere?

MC:Leggere e conoscere gli autori oltre a uno studio approfondito della teoria. Questa letteratura presuppone un’alta specializzazione.

NI: Qual è, secondo te, il futuro del noir italiano?

MC: L’unico futuro possibile è legato a un riconoscimento diffuso del noir. Oggi c’è troppa confusione e tutto è noir quando solo una minima parte lo è. Il resto è poliziesco…

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir…

MC: “L’uomo chiuse gli occhi per un attimo dopo aver tirato il grilletto. Era un vezzo che si era concesso dopo aver capito che era diventato troppo bravo per mancare il bersaglio”

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