Piombo


Autore: Riccardo Besola

Tipologia: Noir metroipolitano

Luogo: Milano 1973

Filo conduttore: Indagine non autorizzata sull’omicidio di un giornalista

Ambientazione: il sottobosco criminale meneghino

Protagonista: Dragani, detto Drago, ex poliziotto

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che un romanzo può essere scritto come una partitura jazz

Giudizio nero: Una piacevole conquista (Guida ai giudizi)

Milano, 1973. In pieno centro, grazie a uno scambio d’auto, vengono sottratti 800 milioni appartenenti alla mala milanese. Nel frattempo viene lanciata sul mercato una nuova droga, LSD mischiato a eroina, che fa strage di tossici. Per non farsi mancare nulla, ai aggiunga che un giornalista di nera viene fatto sparire dopo aver scritto articoli al vetriolo. Il commissario Guastalla, che ha già troppi guai, incarica l’ex collega Maurizio Dragani detto Drago di indagare sulla sparizione del giornalista. Drago si tufferà in una Milano nera, cattiva e senza pietà.

Riccardo Besola scrive come se stesse componendo un brano musicale. La scrittura è veloce, i dialoghi sono botte e risposte dove non viene sprecata una parola di più, le descrizioni esigue ed efficace, le scene d’azione avvincenti. L’apertura, con il furto dei soldi della mala, ricorda l’inizio di “Milano Calibro 9” o di uno di quei film spesso denigrati a “poliziotteschi”. Manca solo la colonna sonora con il classico e rabbioso giro di basso.

La storia si dipana molto lentamente e questo a volte costringe il lettore a seguire senza porsi troppe domande, perché “non ci si cava un ragno dal buco”. Pian piano, attraverso piccoli elementi lasciati per strada, si comincia a comprendere meccanismi e logiche.

Piombo è un romanzo gradevole, che si legge con facilità e al quale ci si appassiona con la stessa facilità. Il ritmo saltellante della scrittura disorienta e diverte e la ricostruzione della Milano degli anni ’70 è accurata e approfondita. Un conto è far dire a un personaggio “Stasera vado a casa a vedere Canzonissima”, un altro è riuscire a far sentire l’atmosfera “italian seventies” al lettore. Besola ci riesce benissimo e lo fa con gusto e con uno stile jazzistico.

Perchè leggerlo: Per la vivacità e per la ricostruzione della Milano degli anni ‘70

Perchè non leggerlo: La situazione si dipana lentamente e questo all’inizio lascia “a piedi” il lettore

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Miles Davis scriveva noir ambientati a Milano

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