Belva di città


Autore: Massimo Fagnoni
Tipologia: Giallo
Luogo: Bologna
Filo conduttore: Indagine sull’omicidio di un ragazzo extracomunitario
Ambientazione: I giovani bolognesi
Protagonista: Greco, maresciallo dei carabinieri
Narrazione: In terza persona
Cosa impari dopo averlo letto: Che le belle idee naufragano se non supportate
Giudizio nero: Si fa leggere (Guida ai giudizi)

Un gruppo di naziskin se ne va in giro per Bologna, cercando di trovare pretesti per menare le mani. Prima cerca di massacrare un giovane dei centri sociali e in seguito arriva a pestare un giovane immigrato, uccidendolo.
Questo è il movente che fa scattare il romanzo di Fagnoni, incentrato su un gruppo di carabinieri guidati dal maresciallo Greco, un militare controcorrente che porta i capelli lunghi e veste in borghese. Le indagini condurranno alla scoperta di una sorta di “Rambo” bolognese, un fascista convinto che ha plagiato dei balordi, piegandoli alla sua volontà.
Di per sé il romanzo non è male, i monologhi interiori dei personaggi sono gradevoli e ben delineati, aiutano a calarsi nella vicenda e in ciò che pensano i personaggi. Purtroppo l’idea di questo ragazzo ricco, dedito alle arti marziali e all’omicidio nel segno della purezza della razza ariana mi è sembrato un po’ troppo artificiale.
Un noir da leggere quando non avete altro da fare. C’e in giro di meglio e di peggio. Questo è nella media, va bene per un viaggio in treno o per un pomeriggio al parco con i bimbi.

Perchè leggerlo: Per la vivacità dei monologhi interiori
Perchè non leggerlo: Se non credete ai Rambo nostrani e fascisti
Cos’ho pensato quando l’ho finito: Mi aspettavo di più.

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