Noir Italiano segnala: Rabarbaro Zucca Spirito Noir


Tra i concorsi letterarie d’ispirazione noir, il più originale attualmente in vigore è quello del “Rabarbaro Zucca Spirito Noir”. Un liquore può essere noir? Certo, anzi, quasi tutti i più importanti protagonisti noir della letteratura italiana sono amanti del buon bere. Si pensi ai calvados dell’Alligatore di Carlotto o alla passione per il vino del commissario Soneri (certo, Antonio Sarti beve solo caffè, ma lui ha la colite). Il concorso ha una pagina Facebook tra le più frequentate della rete e può vantare una giuria d’eccezione (tra cui Andrea G Pinketts). Noi di Noir Italiano abbiamo contattato la Illva di Saronno, l’azienda che produce lo Zucca e che ha indetto il concorso, che si è mostrata  disponibile e cordiale. Parliamo quindi con il direttore generale dell’azienda Stefano Battioni, per saperne di più riguardo questo concorso.

Noir Italiano: grazie per essere qui su NI. Cosa prendi da bere? Un Rabarbaro Zucca, così restiamo in tema?

SB: Beh direi di si, l’aperitivo nero per eccellenza. Però offro io, s’intende!

NI: Com’è nata l’idea di un concorso letterario di stile noir?

SB: Sperimentare “altri territori” fa parte della nostra missione e della nostra ambizione. E’ naturalmente anche frutto della strategia di riposizionamento di Zucca come “Spirito Noir”. Un’idea che è nata dal grande appeal che ha il mondo “noir”, dal cinema alla letteratura, una vera  propria filosofia che appassiona milioni di persone nel mondo, facendone uno dei generi più di successo e più longevi della storia. Ci piaceva l’idea di legarci a questo mondo, creando un filo rosso fra marca e consumatori che potesse dar vita a un legame più stimolante, che potesse spingersi al di là della mera relazione funzionale legata al consumo, come sempre accade per i brand di successo

NI: Com’è la risposta di pubblico a un concorso letterario del genere noir?

SB: E’ stata sorprendentemente ampia e ricca, sono circa 300 i racconti finora pervenuti e sono un ottimo numero se si considera che la lunghezza del racconto e il tema scelto (“La Notte”) delimitano il campo d’azione per gli aspiranti scrittori. Inoltre dall’apertura del concorso ad oggi ai già numerosi fan di Zucca su facebook si sono aggiunti ben 5000 appassionati di noir. Questo dimostra nuovamente come si tratti di un genere che stimola molto la fantasia, che ha ispirato grandi maestri non solo del cinema del passato ma anche assolutamente moderni come Scorsese o Tarantino e talenti letterari come Jo Nesbo e Don Wislow solo per citarne alcuni. Si deve anche a loro oggi se ancora oggi il noir vive uno stato di grazia e stimola la vena creativa di tantissime persone.

NI: Com’è nata la commistione tra un liquore e il noir?

SB: Volevamo posizionare Zucca in modo da identificare il marchio in maniera unica e distintiva, naturalmente utilizzando il colore nero che già denota l’unicità di un aperitivo tra tanti prodotti dai colori vivaci e accesi. Il tratto cromatico, che poteva essere percepito come un punto debole nonostante la gradevolezza e l’adattabilità alla miscelazione del prodotto, è diventato invece il nostro punto di forza e il nostro carattere distintivo.

NI: Per un autore pressoché sconosciuto, riuscire a far inserire un proprio racconto tramite un concorso, è una buona maniera per farsi conoscere e far “curriculum”?

SB: Noi ci crediamo e vogliamo dare questa opportunità a tanti aspiranti scrittori noir. In Italia ci sono molti autori del genere di alto livello, dal “pater familias” Camilleri a  Carlotto. DeCataldo, Faletti, Costantini, Carofiglio, Lucarelli, Ammanniti, solo per citarne alcuni. Insomma c’è un filone noir nel nostro paese davvero prolifico e di alto livello e se, grazie al concorso al “Premio Zucca Spirito Noir Collection”, potesse emergere una nuova “penna” del noir Italiano sarebbe per noi  motivo di grande soddisfazione.

NI: Quali sono le tempistiche per la lettura dei testi e la scelta dei vincitori?

SB: Abbiamo una giuria d’eccezione, rigorosamente noir, composta da Giorgio Gosetti condirettore del Courmayeur Noir in Festival, il geniale Andrea Pinketts, i registi stracult Manetti Bros e il critico cinematografico Gianni Canova. Saranno loro a valutare i testi già nella prima fase del concorso, quella aperta fino al 28 maggio e nel corso della quale raccoglieremo le opere inviate dal “popolo del noir”. Successivamente, i racconti selezionati e considerati validi (in base ai parametri stabiliti dal bando) saranno nuovamente sottoposti al giudizio dei giurati che decreteranno il vincitore il 4 giugno.

NI: Una leggenda metropolitana sostiene che i concorsi letterari li vincono sempre i soliti o gli amici degli amici….

SB: Non faccio parte della giuria, ma di una cosa sono certo conoscendo i membri di essa e la serietà di chi lavora q questo progetto: la scelta cadrà su chi avrà mostrato maggiore creatività. Ci sono già tanti autori di noir che davvero non può esserci spazio per dei “cloni” e la forza di ognuno degli scrittori che ho citato, italiano o straniero, sta nella personalità, nel “tratto”. Basta leggere poche pagine di un loro libro o vedere una scena di un loro film per capire a chi appartiene l’impronta. Le ambientazioni e i personaggi funzionano quando riescono ad appassionare i lettori, com’è accaduto per il celebre Ispettore Montalbano di Camilleri o per l’Investigatore privato conosciuto come “l’alligatore” di Carlotto. Ecco, il vincitore del nostro concorso dovrà essere in grado di appassionare il lettore e farlo identificare nei suoi personaggi proprio come sono riusciti  questi maestri.

NI: I racconti di solito vengono sottoposti a editing?

SB:  No, la giuria non interviene sui racconti. Se riceviamo un racconto valido che però non rispetta ad esempio i parametri di lunghezza stabiliti dal bando, lo rinviamo all’autore chiedendo di intervenire con una veloce revisione. E’ un’opportunità che vogliamo dare per far sì che una piccola imperfezione non sia penalizzante per i nostri aspiranti scrittori.

NI: Quali sono le difficoltà che avete riscontrato nel mettere in piedi il concorso?

SB: Nessuna difficoltà particolare, l’entusiasmo ci ha fatto affrontare nel migliore dei modi anche piccoli ostacoli che normalmente s’incontrano. Abbiamo però dovuto impegnarci particolarmente per trovare una formula equilibrata che sapesse da un lato lasciare libera la creatività e dall’altro fornisse ai concorrenti dei parametri per comporre i loro racconti.  Credo che l’obiettivo sia stato raggiunto al meglio.

NI: Grazie, sei stato gentilissimo. Regalaci una frase noir

SB: Ci sono tre modi di fare le cose qui: il modo giusto, il modo sbagliato e il modo in cui le faccio io. (Sam “Asso” Rothstein/Robert DeNiro in Casinò)

Si ringrazia Claudia Grillo di ILLVA Saronno per la cortesia e per aver reso possibile quest’intervista

Se l’argomento t’interessa allora dai un’occhiata a:

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