Nè padri nè figli


Autore: Osvaldo Capraro
Tipologia: Noir Mediterraneo
Luogo: Puglia
Filo conduttore: L’iniziazione criminale di un ragazzo che sogna di diventare un campione di calcio
Ambientazione: Il Salento e il sottobosco della Sacra Corona Unita
Protagonista: Mino, ragazzo con problemi familiari alle spalle
Narrazione: In terza persona
Cosa impari dopo averlo letto: Che non si salva nessuno
Giudizio nero: Ciò che tutti dovremmo leggere (Guida ai giudizi)

Ho preso questo romanzo in biblioteca, pensando di leggerlo nei tempi morti di un weekend a Portofino con la morosa. Quando il treno è arrivato a Santa Margherita Ligure, l’avevo già finito. Questo per dire quanto coinvolgente sia il romanzo e la scrittura.
La storia di per sè non è nuova (un noir sulla criminalità organizzata), però è il primo che trovo ambientato in Puglia. I protagonisti del romanzo (perchè sono molti), sono personaggi al limite, che vivono una vita che credono degna o intensa ma che in realtà sono solo schiavi di un destino che li sovrasta. Il Napoletano, poliziotto corrotto, Giovanni, giovane boss della Sacra Corona, Teodoro, killer prezzolato, Don Paolo, prete che ha una relazione clandestina e soprattutto Mino, campioncino di pallone che ha alle spalle abusi sessuali compiuti da suo padre e che diventa a sua volta killer mafioso.
L’ambientazione del romanzo è vera e vivace, i luoghi, i profumi, le contraddizioni di una terra così bella sono rese attraverso una scrittura asciutta e tagliente. L’autore poi trova un espediente che giudico magnifico. Quando “succede qualcosa”, non la racconta per filo e per segno, bensì lascia solo una traccia, un indizio che verrà svelato solo nel capitolo successivo. Questo obbliga il lettore a continuare nella lettura per comprendere l’entità degli eventi. E così il romanzo lo si divora in due ore.
In conclusione devo dire si tratta di un romanzo amaro e duro, che colpisce e lascia il segno. Qualcosa da leggere a tutti i costi.

Perchè leggerlo: Per la capacità di colpire e di penetrare nell’animo dle lettore.
Perchè non leggerlo: Per continuare a credere che la mafia esiste solo nei film
Cos’ho pensato quando l’ho finito: Che destino amaro…

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