Dietro le quinte di un concorso noir


Noir Italiano è interessato a tutto ciò che è noir e che può dare luce agli Scerbanenco di domani. Come non parlare di un concorso letterario di carattere noir? Abbiamo chiesto alla gentilissima redazione di Aisara se fossero interessati e per questo siamo riusciti a parlare con Alessandro Greco, curatore del concorso letterario su Andrè Helèna (leggi il bando). Questo per cercare di capire cosa ruota e come funziona un concorso noir e quali opportunità può regalare a un giovane autore con un buon racconto nel casseto.

Noir Italiano: Ciao Alessandro e grazie per essere qui su NI. Cosa prendi da bere? Io un limoncello, per digerire.

Alessandro Greco: Grazie a voi. Bevo Anisette, ovviamente.

NI: Parliamo di concorsi letterari. Cosa spinge una casa editrice a bandire un concorso?

AG: Le motivazioni possono essere molteplici: si va dallo scouting vero e proprio al fare cassa dei concorsi a pagamento, passando per la realizzazione di progetti. Nel caso di Aìsara, la motivazione è l’omaggio a un grande scrittore André Héléna e, parallelamente, la realizzazione di una antologia.

NI: Com’è la risposta di pubblico a un concorso letterario del genere noir?

AG: Devo dire sorprendente. Il concorso è stato bandito poco più di un mese fa e i racconti fioccano.

NI: Credo che molte aspiranti scrittori, presi dalla voglia di vedersi pubblicati, possano sottoporre al concorso racconti che non c’entrano nulla con le linee guide. Succede spesso? Non è possibile evitarlo?

AG: Succede, ma nel caso di una proposta come quella di Aìsara la percentuale è irrilevante. È possibile evitarlo, certo. È sufficiente essere chiari nelle linee guida. In questo caso, la tentazione più forte è quella di ispirarsi al titolo, non al libro. Come se noi non ce ne accorgessimo…

NI: Per un autore pressoché sconosciuto, riuscire a far inserire un proprio racconto tramite un concorso è una buona maniera per farsi conoscere e far “curriculum”?

AG: Rispondo per quanto concerne il concorso di cui mi occupo: assolutamente sì. Gli autori selezionati saranno pubblicati da una Casa Editrice prestigiosa e affiancheranno nomi come Gianluca Morozzi, Mauro Marcialis, Luigi Bernardi e Sacha Naspini, quattro noiristi italiani noti al grande pubblico. Difficilmente un concorso, aperto a tutti e gratuito, offre un premio così invitante.

NI: Quali sono le tempistiche per la lettura dei testi e la scelta dei vincitori?

AG: Il concorso si chiude il 31 maggio. I racconti vengono letti man mano che arrivano e presumo che per Agosto sarà comunicata la lista dei brani scelti.

NI: Una leggenda metropolitana sostiene che i concorsi letterari li vincono sempre i soliti o gli amici degli amici….

AG: Questa è la leggenda che si raccontano di solito quelli che non vincono. Un’altra dice che l’uomo non è mai stato sulla Luna e che le scie chimiche sono agenti biologici spruzzati da ignoti complottisti. Tornando seri: non vedo quale possa essere il motivo per cui una Casa Editrice come Aìsara debba pubblicare gli autori “amici” anziché i racconti “migliori”. Ne va della credibilità della Casa Editrice e della qualità del progetto. Che poi ci siano concorsi beffa, posso immaginarlo ma non ne ho la misura. In vita mia ho partecipato a un solo concorso e l’ho vinto. Non conoscevo né i giudici né l’Editore che poi ha pubblicato l’opera, anzi, ancora oggi non li ho mai visti di persona.

NI: I racconti di solito vengono sottoposti a editing?

AG: Certo, l’editing è un passaggio indispensabile.

NI: Parliamo del concorso di Aisara, anche se esula dal noir prettamente italiano. Perché Héléna e non, che so, Simenon o Manchette?

AG: Per un motivo semplice: Aìsara ha scommesso su Héléna acqsuitando i diritti di 18 dei suoi oltre 200 romanzi. Io ho sposato pienamente la causa quando mi sono imbattuto in uno di questi. Héléna è

NI: Sei stato gentilissimo. Regalaci una frase noir.

AG: «La metà inferiore giaceva a gambe divaricate qualche metro più in là del torso». J. Ellroy, Dalia Nera.

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