Re di bastoni, in piedi


Autore: Francesca Battistella

Tipologia: Giallo

Luogo: Napoli nel 1986

Filo conduttore: Una brutta storia di camorra

Ambientazione: La Napoli dei rioni e della Questura

Protagonista: Maricò Serena, titolare di una pensione e preveggente

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che il marcio è ovunque

Giudizio nero: Una piacevole conquista(Guida ai giudizi)

Partiamo dal presupposto che io, a Napoli, non ci sono mai stato, nonostante le insistenze del mio collega Gaetano. Detto questo devo dire che leggendo il romanzo della Battistella mi sembrava davvero di essere lì, in mezzo ai guappi che vivono secondo l’assioma “o fesso a da campà o ritto”, ai profumi e agli odori di una città così controversa.

Nel romanzo si racconta una torbida vicenda di camorra, bambini spariti, vendette da compiere, vista con gli occhi di Maricò, onesta cittadina con il dono di sapere leggere le carte, che come tanti, si ritrova dentro “l’affare”, pur essendo innocente ed estranea. La vicenda stenta un po’ decollare (la lunga biografia iniziale della protagonista non mi ha entusiasmato) ma poi prende quota e lo fa in grande stile. La trama si complica con piccoli ma incisivi colpi di scena, con l’autrice che si diverte a mescolare le carte e a stupire il lettore.

Mi sono avvicinato alla lettura del romanzo con aria scettica. Noir e preveggenza, medium e quant’altro, non sono combinazioni che possono andare a braccetto. Eppure nel romanzo la preveggenza di Maricò e la sua capacità di leggere le carte rimane in secondo piano e non interviene nella vicenda. Nessun miracolo, insomma, bensì un filo rosso che tiene legata assieme la storia. Forse sì, il fatto che un agente dell’Antimafia finisca a dormire nella pensione di Maricò proprio quando lei si trova invischiata in un fattaccio tra la nuova camorra organizzata di Cutolo e la nuova famiglia degli Amitrano, ha tanto il sapore del classico “deus-ex machina”.

Detto questo rimane il fatto che il romanzo sia un noir fuori dai schemi, divertente e interessante, soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi, così “napoletani”. Mettere due parole in dialetto nei dialoghi è facile ma bisogna saperlo fare, altrimenti si diventa banali e stucchevoli. Battistella non cade nella trappola.

“Re di bastoni, in piedi” è un noir da leggere per divertirsi e per godere del tempo libero magari dopo aver letto uno di quei noir cattivi e affascinati che ti lasciano il magone.

 Perchè leggerlo: Per il ritratto efficace della Napoli del tempo

Perchè non leggerlo: Non è un noir tradizionale

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Mi sono davvero divertito

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