Un Campari con Fabrizio Canciani


Fabrizio Canciani, milanese, è un autore “nero” prolifico e molto interessante. Non si limita solo alla pagina bianca. Il suo lavoro noir trova spazio anche nella musica, dove (insieme a Stefano Covri) ha creato un spettacolo intitolato “Delitti e Canzoni”. Un progetto originale e godibile, che ha richiamato l’attenzione di Noir Italiano. Parliamone dunque insieme a Fabrizio.

Noir Italiano: Ciao Fabrizio e benvenuto. Io prendo un Campari, come canti tu in una canzone su Milano. Tu?

Fabrizio Canciani: Ciao, un Campari spruzzato, andrà benissimo, grazie.

NI: Cosa significa per te noir?

FC: Noir significa non dover mai dire “mi dispiace ucciderti”. Noir è atmosfera, notti e nebbie, fumo e proiettili, impermeabili e calze di nylon, libri gialli dalle copertine sgualcite e pellicole in bianco e nero.

NI: Musica e noir, com’è possibile unire i due generi?

FC: Le colonne sonore nel cinema di genere sono fondamentali e la canzone d’autore si è intersecata spesso con storie criminali. Basti pensare alle murder ballads o, per rimanere in Italia, a Buscaglione, Jannacci, Gaber.

NI: Cosa rende Milano la città noir italiana per eccellenza?

FC: Milano è una città sconosciuta agli stessi milanesi. Angoli nascosti, 167 etnie diverse, una darsena abbandonata, tanti posti in cui nascondersi. Anche se la nebbia è quasi sparita del tutto il grigiore di certe giornate invernali fa venir voglia di ammazzare qualcuno.

NI: Quando scrivi o componi lo fai come pervaso da una “trance creativa” oppure le tue opere sono frutto di un lento ragionamento logico?

FC: Entrambe le cose. si ragiona razionalmente su una storia ma poi quando hai le dita calde parti per la tangente e non ti fermi più. Diverso è il discorso legato alle canzoni, lì sono maniacale, non sopporto le rime banali e uso solo in casi limite le assonanze.

NI: Come può un autore noir trovare spunti per le sue opere anche dal suo vissuto quotidiano?

FC:la realtà supera sempre la fantasia,  basta guardarsi attorno. Pensa solo quanta autoironia alla Humpery Bogart è necessaria per sopravvivere…

NI: Scrivere un romanzo noir e comporre una canzone a tema nero. Qual è la differenza tra le due cose? Come la affronti?

FC: Nonostante i riferimenti che ho sopra citato scrivere canzoni a tema noir vuol dire percorrere strade ancora in parte inesplorate, dove è possibile contaminare diversi generi musicali. Mi diverte molto l’idea di narrare le gesta di Diabolik o di un assassino cantautore, di un divorzio rapido (ma non indolore), di un cittadino ultrasospettoso e consegnare le storie alla vena musicale di Stefano Covri. Scrivere romanzi è un lavoro, ovviamente, più lungo, non puoi permetterti di sprecare un’idea, devi coltivarla, esserne convinto prima di metterti a scrivere 200-300 pagine, no?

NI: Hai un luogo preferito per scrivere? Quando lo fai, ascolti della musica?

FC: Scrivo nella “stanza degli umori” (un locale di casa mia adibito a studio, in antitesi alla “Stanza dei rumori” di Covri), solitamente senza musica perché io la musica l’ascolto non la “sento”, quindi non posso usarla come sottofondo, mi prenderebbe troppa attenzione.

NI: Il consiglio che dai a un autore che volesse avvicinarsi al genere poliziesco?

FC: Leggere tanto e di tutto, vedere un sacco di vecchi film in bianco e nero, non necessariamente e strettamente noir: guardatevi comunque Orson Welles in tutte le salse. Poi ci sono i corsi di scrittura e i seminari di scrittori come Stefano Di Marino, Andrea Carlo Cappi, Alan D. Altieri, eccetera. Ultimo consiglio, darsi alla letteratura rosa o al thriller storico (e farsi spacciare in copertina come uno dei 150 Dan Brown italiani), vendono di più.

NI: Ci sono innumerevoli commissari, marescialli, medici legali, persone comuni che fanno parte dell’universo noir italiano. Com’è possibile inventare qualcosa di nuovo in mezzo a tutta questa concorrenza?

FC: Io ci ho provato ma non posso svelare ancora nulla. Il nuovo romanzo (non ancora pubblicato) vede per protagonista una… (ho detto che non posso ancora svelare nulla!).

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir.

FC: Me ne viene in mente una di Mike Tyson: “Non puoi restare sposato in una situazione in cui si ha paura di andare a dormire perchè tua moglie potrebbe tagliarti la gola”.

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