Lettera aperta agli scrittori esordienti


Noir Italiano, oltre a diffondere e valorizzare la cultura del noir di casa nostra, ha un occhio di riguardo verso gli autori esordienti che vogliono cimentarsi con il poliziesco (gli Scerbanenco del domani dunque). Per questo pubblico,  con molto piacere, una lettera aperta di Eliana Corrado, redattrice della CE Scrittura&Scritture, rivolta a tutti gli aspiranti scrittori che pensano che per venir pubblicati basti spedire manoscritti a destra e a manca. La realtà è diversa, perchè, come dice un bel proverbio brianzolo: “Per avere la lana devi toccare le pecore”, ovvero che per ottenere dei risultati bisogna sudare, sudare e sudare.

LETTERA APERTA AGLI SCRITTORI EMERGENTI

Siamo di recente rientrate dal Pisa Book Festival e appena aperta la porta della redazione spiccano in bella mostra sul tavolo i manoscritti che in nostra assenza sono giunti e che, “gentilmente” i nostri collaboratori maschietti (Andrea e Alessandro) ci hanno fatto trovare con su un bel post-it che diceva: Meno male che noi ci occupiamo solo della parte grafica. Buona lettura.
Saranno stati una decina: e pensare che siamo state fuori solo 4 giorni… di cui un week-end… fate un po’ voi la media…
Sono tutti testi di autori esordienti (per intenderci scrittori che non hanno mai pubblicato nulla o che hanno al loro attivo una o due pubblicazioni che però non li ha resi i Paolo Giordano di turno…)
Chi ci conosce sa che Scrittura & Scritture è una casa editrice che INVESTE anche sugli esordienti, nel senso che, e questo è meglio ribadirlo, non chiediamo soldi agli autori per pubblicare i libri, né imponiamo acquisti massicci di libri…ovvero siamo Editori e non Stampatori.
Ma ultimamente cominciamo a porci delle domande…
Perchè una casa editrice dovrebbe investire su autori esordienti quando gli autori esordienti che si propongono a noi non sono poi disposti a investire il loro denaro nell’acquistare un libro di un esordiente (un loro pari, quindi) e spendere poi il loro tempo a leggerlo?
Quanti di questi autori esordienti che inondano coi loro testi le redazioni delle case editrici, sebbene invitati, sono poi fisicamente presenti tra il pubblico (sempre scarso) delle presentazioni di libri di autori esordienti?
Quando inviano il loro bel manoscritto alle case editrici, pensano a tutte queste cose? Pensano al fatto che se loro per primi non si interessano ai libri e alle iniziative dei loro “colleghi” perchè qualcuno dovrebbe poi interessarsi al loro libro?
Se loro non sono disposti a spendere pochi euro per comprare il libro di un autore esordiente perchè mai qualcun altro dovrebbe tirar fuori dal portafoglio una carta da dieci euro (giusto per mantenersi bassi coi prezzi) per comprare il loro libro?
Per non parlare poi del totale disinteressamento verso i libri della casa editrice stessa a cui pure hanno inviato il manoscritto, magari avendo preso l’indirizzo dalle Pagine Gialle o dal web, ma di cui non conoscono minimamente il tipo di libro che fanno, e non parlo del genere trattato, ma dell’estetica del volume, della qualità grafica e tipografica, la stessa qualità, cura ed estetica che un giorno, forse, magari, potrebbe essere riservata ai loro testi.
 
Quante volte alle fiere, non ultima proprio quella di Pisa, qualcuno si avvicina allo stand e senza neanche guardare i libri, ci chiede “Pubblicate esordienti?” e alla risposta “Sì” chiedono “allora mi dà un indirizzo dove spedire?” E noi li guardiamo basiti e vorremmo urlare: Ma guarda almeno il catalogo, dai almeno un’occhiata ai libri, sfogliane qualcuno, leggine qualche pagina, e in ultima analisi compralo, ma non limitarti a prenderti l’indirizzo della casa editrice e basta!!!”
Scommettiamo che se in quel momento sul nostro tavolo, anziché libri ci fossero noccioline, ci verrebbe lo stesso domandato: accettate manoscritti di esordienti?
E vogliamo parlare delle presentazioni? Mai nessun aspirante autore si è degnato di esserci, di fare domande, di respirare l’aria di qualcosa che, chissà, un giorno potrebbe vederlo protagonista.
Be’ certo, qualcuno c’è, ma giusto il tempo per chiedere all’editore: “Pubblicate esordienti? Allora mi date l’indirizzo dove spedire il manoscritto?” per poi sgusciare fuori dalla libreria o dalla sala come se essere presente lì fosse qualcosa di cui vergognarsi… di quelle cose che è meglio non raccontare in giro se no o si viene emarginati o derisi.
 
Perciò mi chiedo (a dire il vero ce lo chiediamo un po’ tutti in questi giorni in redazione) se un autore esordiente al momento di spedire il suo manoscritto non si chiede una sola delle cose che ho detto sopra… che cosa si chiede? O forse dovrei dire: si chiede qualcosa prima di lasciare il plico nelle mani dell’impiegato delle poste? E se non si chiede nulla allora forse è meglio che ci pensa su prima di spendere soldi per inviare manoscritti, perchè l’autore esordiente in realtà aspira solo alla autocelebrazione, e magari si appagherà del solo fatto di vedere il suo libro nelle case dei suoi amici (che ha costretto a comprarlo)…e all’editore che ci ha investito i suoi soldi per quella pubblicazione non resta che l’amaro risveglio da un sogno chiamato SCRITTORE.
 
Ma noi di Scrittura & Scritture, che abbiamo già pubblicato esordienti, alcuni dei quali ci hanno dato grandi soddisfazioni (di vendite, di critiche positive, di riconoscimenti ai premi), nonostante tutto, continueremo a leggere i manoscritti degli esordienti, perchè siamo certi che tra loro c’è chi quelle domande se le è fatte, chi nello scrivere pensa ad un lettore che lo leggerà (e non che scrive per se stesso), chi è lettore prima ancora che autore, chi ha davvero la stoffa dello scrittore, ed è giusto che noi, che facciamo le editrici per passione e per scelta (e non perchè abbiamo “ereditato” l’azienda di famiglia) confezioniamo con quella stoffa il giusto abito e lavoriamo affinché quell’abito sfili sulle più importanti passerelle dell’editoria.
 
Eliana Corrado
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4 risposte a “Lettera aperta agli scrittori esordienti

  1. Caro Noir italiano e cara Eliana, da autore esordiente condivido appieno quanto scritto in questa lettera aperta, e guarda a caso sono le domande che mi sono posto io dopo il decimo invio, più o meno senza risposta, alle case editrici. Con il tempo, ho scoperto che le risorse sono preziose e non devono essere sprecate inutilmente. Certo a volte basta poco per capire la qualità di un testo, ma molte altre credo si vada avanti per capire se c’è una svolta, se l’autore sconosciuto qualcosa da dire veramente ce l’abbia. In ogni caso è tempo speso. Ora non spedisco più senza avere prima contattato la casa editrice, e mi sono dedicato ai concorsi letterari, quelli seri, perché ritenevo giusto mettermi alla prova, perché è vero che si scrive per se stessi, ma non solo, e avere delle conferme è importante per il morale di chi scrive almeno quanto sia giusto porsi delle domande sulla qualità di ciò che si scrive. La colpa dunque è ancora nostra, autori sconosciuti, o tentativo di autori esordienti che spediamo e non spendiamo. E quando parlo di spendere non parlo dei dieci euro del prezzo di copertina, parlo di spendere del tempo per leggere un libro. Allora la mia proposta, molto mesta e modesta, forse un po’ provocatoria, è quella di adottare la politica Mondadori che con l’arrivo di Franco Forte alla guida della collana dei Gialli Mondadori ha dato una sensazione di freschezza, d’intraprendenza, e mi riferisco al fatto che per partecipare a uno dei concorsi che prevedono come premio finale la pubblicazione nella loro collana, all’invio del manoscritto devi allegare il tagliando di partecipazione che trovi nelle ultime pagine dei loro libri. In sostanza il messaggio è chiaro, se vuoi che ti leggiamo devi leggerci, e quale logica migliore. In conclusione mi rendo conto che può sembrare un imposizione rigida, che può sembrare pretenzioso, ma davvero troppi esordienti sperano di essere letti senza fare il minimo sforzo di leggere. Mi è capitato di parlare con più di una persona che si occupa di queste cose nelle case editrici, e i numeri sono davvero stratosferici. Allora mi rivolgo agli autori esordienti, che poi si lamentano delle proposte di pubblicazione a pagamento, se davvero vogliamo sostenere la buona editoria, se davvero vogliamo sperare un giorno di farne parte, iniziamo comprando almeno un libro della casa editrice alla quale vogliamo inviare il nostro manoscritto, e prima di mandare il nostro plico… leggiamolo!

    • Ciao Marco. Anche io mi trovo pienamente d’accordo su quello che hai scritto. Ritrovarsi la scrivania piena di manoscritti di saggistica quando la tua casa editrice pubblica solo letteratura per bambini, beh, non ti invoglia a puntare su nuovi autori! Grazie per aver visitato Noir Italiano!

  2. Pingback: Lettera aperta a chi scrive agli esordienti | Solo io e il silenzio·

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