Un calice di vino con: Matteo di Giulio


Matteo di Giulio, milanese, è uno scrittore di sicuro talento, curatore di un bel blog, dove si possono trovare parecchie (e belle) riflessioni noir. Noir Italiano beve un buon bicchiere in sua compagnia, per cercare di capire cosa intenda per “noir” e come lo viva.

Noir Italiano: Ciao Matteo, benvenuto a Noir Italiano. Io prendo un calice di Donna Fugata, tu?

Matteo Di Giulio: Visto che ora è mattina dovrei dire un caffè. Ma facciamo un bicchiere di Nebbiolo, prediligo i rossi della Langhe.

Noir italiano: Cosa significa per te “noir?”

MDG: È una parola francese. Forse dovremmo dire semplicemente nero, in italiano, è meno chic, è più concreto. Noir, per me, significa esplorare il lato oscuro della società in cui viviamo, lì dove non si vedono le suddivisioni tra buono e cattivo. Noir è un luogo in cui la realtà supera sempre, e in peggio, la fantasia.

NI: Cosa rende Milano una città da noir?

MDG: Il fatto che è contradditoria, una contraddizione in termini di violenza e disuguaglianze: è paese e metropoli, è provinciale e multietnica. Ed è divisa nettamente in due: i pochi ricchi speculatori al centro e i tanti poveri che fanno fatica ad arrivare a fine mese sparsi intorno, in disordine.

NI: L’angolo più oscuro di Milano?

MDG: È molto soggettivo. Ti direi un sottopassaggio ferroviario poco lontano da dove vivo. Di notte è suggestivo ma può inquietare, si trova dietro una piccola chiesetta in mattoni rossi, a due passi dai Navigli, però quando cala il buio è sempre deserto e c’è un passaggio a livello con un paio di case abbandonate cui si arriva passando da questa piccola galleria poco illuminata e maleodorante. È un posto gotico.

NI: La tua musica per scrivere?

MDG: Dipende molto da quello a cui sto lavorando e da come voglio che la musica mi guidi. John Fahey, Fine Before You Came, Sergio Endrigo, Aldrin, sono loro che mi hanno più ispirato di recente.

NI: Quanto tempo dedichi in media alla scrittura?

MDG: Un paio d’ore al giorno tutti i giorni, sempre che il lavoro e gli altri impegni me lo permettano.

NI: Cosa fai quando sei a caccia d’idee?

MDG: Passeggio per la città e leggo i quotidiani.

NI: L’errore che uno scrittore noir non dovrebbe mai fare?

MDG: Continuare a scrivere sempre lo stesso romanzo, spesso senza rendersene conto.

NI: Il consiglio che dai a uno scrittore che voglia cimentarsi con il noir?

MDG: Di non accontentarsi di una trama ben confezionata con personaggi e dialoghi funzionali ma di osare di più e cercare nei meandri della cronaca gli spunti per una storia forte, che sia viva.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir…

MDG: È di Léo Malet: “Il sogno era stato delizioso. Troppo. La realtà ne risultava ancor più tremenda”.

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