Un amaro noir da Ligera


Ligera deriva, dicono gli studiosi, da una parola nel dialetto milanese che si possa tradurre con “leggero”. Poichè chi ne faceva parte viveva senza preoccupazioni per il futuro. Faceva parte di cosa? Della mala milanese, quel sottobosco di papponi, usurai, ladri e criminali che riempiva le vie della città, i locali sui Navigli  e le celle di San Vittore. Uomini e donne cantati nelle canzoni della mala, come “Porta Romana bella”, dove ci sono le ragazzine che te la danno. Ma Ligera è anche il nome di un locale in Via Padova, che ha deciso di “prendere in consegna” l’eredità della ligera, creando un spazio dove le ombre di una Milano che non esiste più si mescolano a buona musica, atmosfere noir e valorizzazione di scrittori e autori, tramite la nascita di una casa editrice dedicata.

Noir Italiano: Ciao ragazzi, com’è nata l’idea del locale?

Ligera:  dalla voglia di fare qualcosa in via Padova, una delle zone più multietniche d’Italia, con enormi potenzialità creative ma praticamente priva di locali nottorni. Ci siamo ispirati alle grandi capitali europee, a Berlino specialmente, dove le diversità culturali sono viste come una ricchezza e non come un limite.

NI: Cos’è per voi la ligera?

L:  provocatoriamente affermiamo che è l’ultimo prodotto culturale delle periferie di Milano. E’ un pezzo di storia cittadina, uno spaccato di memoria

NI: Cosa rende differente il vostro locale?

L: che si respira una atmosfera rilassata – oggi si direbbe frendly – che non è molto consueta a Milano, e poi che si fa cultura davvero, dal basso come a Berlino o Londra.

NI: Cosa vi ha spinto a creare una casa editrice?

L: la volontà dopo quasi cinque anni di attività e di iniziative culturali più o meno riuscite di fare un salto di qualità, e la consapevolezza che la cultura quella fresca in una metropoli può solo essere underground, basta con la cultura ufficiale accademica, impellicciata e ingessata di cui è invasa Milano dagli anni ottanta.

NI: Cos’è rimasto oggi della ligera milanese?

L: qualche relitto umano, degli ottimi libri di Scerbanenco, qualche cult del cinema poliziottesco, e qualche forza centripeda rispetto al centro.

NI : Cosa trovano i clienti presso il vostro locale?

L:molta cordialità e parecchie sorprese per chi pensa di trovarsi in un normale locale milanese, qui ogni sera succede qualcosa di nuovo, a volte nulla a volte troppo.

NI: Come può un autore trovare spazio presso il vostro locale?

L: noi ascoltiamo e leggiamo tutto, siamo cuoriosi e onnivori per indole.

NI: Vi ringrazio. Regalateci una frase noir…

L: Milano odia: via Padova non può sparare!

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2 risposte a “Un amaro noir da Ligera

  1. Mi piace che si serbi memoria di Scerbanenco, un autore cult, contanto di premio noir dedicato. Il suo “Sei giorni di preavviso” è il primo giallo italiano. Ma siamo nel 1940, il fascismo tutelava la “sanità” italica espungendo i delitti anche dai giornali. Scerbanenco usò nomi stranieri per i suoi personaggi. Appena capito a Milano, passerò alla Ligera…

  2. Grazie per la segnalazione. Ho passato infanzia e adolescenza ai bordi di questa grande via milanese ed è sempre nel mio cuore, anche se ora mi sono trasferita in un’altra zona. Verrò senz’altro a vedere questa nuova e interessante realtà.

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