I cinquant’anni di Diabolik @ Cartoomics, Milano


Diabolik compie cinquant’anni. Il ladro spietato e geniale, vestito in calzamaglia nera, gira la boa del mezzo secolo di attività e successo. Non si spaventino i suoi lettori più appassionati, con la nuova riforma Monti anche a lui toccano ancora vent’anni di contributi da versare.

Facezie a parte è un gran risultato per un fumetto, che ha saputo cavalcare i gusti capricciosi del pubblico per un periodo così lungo. Sabato 17 Marzo, al Cartoomics, la fiera del fumetto di Milano, Noir Italiano è andato a visitare lo stand celebrativo per il compleanno del più famoso ladro del fumetto italiano. Non sarà noir in senso stretto ma si parla di furti, colpi mirabolanti e di guardie e ladri, e per noi è abbastanza per appassionarcisi.

 

Il fumetto di Diabolik nasce nel 1962 a opera delle milanesi sorelle Giussani. Una di queste volle realizzare un fumetto con un taglio innovativo, che potesse essere letto dai pendolari della stazione Cadorna e poi riposto nella tasca del soprabito. Un ladro che si rifacesse al francese Fantomas per crudeltà e per intelligenza sopraffina, coadiuvato dalla compagna di sempre, Eva Kant e rincorso dall’ispettore Ginko. Il primo numero, “il re del terrore”, venne pubblicato dalla casa editrice Astorina, scegliendo un piccolo distributore milanese. Il fumetto ebbe un successo clamoroso, tanto da costringere l’Astorina a rivolgersi a un distributore molto più grosso già dall’albo 17. Il ladro vestito di nero è così riuscito a entrare nell’immaginario collettivo italiano. Chi, al sentir nominare la parola Diabolik, non sa di chi si stia parlando, anche se non ne a mai letto un numero?

Al Cartoomics di Milano lo stand dedicato a Diabolik si erge nero e imponente in mezzo alla fiera. All’interno, veniamo salutati dalle statue enormi di Diabolik, Eva Kant e dell’ispettore Ginko. Appese alle pareti, numerose tavole sinottiche raccontano la storia e le curiosità legate al personaggio. Tra l’altro scopro che Clerville è una città europea (l’avevo sempre immaginata americana e non so perché), ispirata a Marsiglia. Anzi, i primi numeri del fumetto erano realmente ambientati nella città francese ma le sorelle autrici si resero conto che una scelta del genere avrebbe comportato una documentazione troppo costosa (non c’era Google Street View all’epoca) e quindi preferirono costruire una città intorno al personaggio.

Scopro anche che la caratteristica di Diabolik, quella di sapere creare maschere in resina perfettamente veritiere, è mutuata da Arsenio Lupin (quello letterario, non quello dei cartoni animati giapponesi). Bella l’idea del tablet con il quale si possono sfogliare tutti i numeri di Diabolik dal 1962 ad oggi, infatti ci ho perso un po’ di tempo.

Una visita allo stand dei cinquant’anni di Diabolik è un obbligo per tutti gli appassionati ma anche per chi, come me, avrà letto si e no cinque numeri. Diabolik ti cattura, è inevitabile. Lo fa da cinquant’anni. Lunga vita dunque, caro Diabolik.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...