Colazione con: Franco Forte


Franco Forte, milanese classe 1962, è scrittore, editor, consulente editoriale e curatore di collane, tra cui i prestigiosi Gialli Mondadori. Per noi di Noir Italiano è un piacere chiacchierare con lui di noir, editoria e per chiedere buoni consigli a “chi ne sa”.

Noir Italiano: Ciao Franco e benvenuto. Vista l’ora prendo un caffè, bello tosto. Tu?

Franco Forte: Io farei colazione. Magari con una bella birraia come se ne facevano a Milano nel 1500 e come descrivo nel mio “Il segno dell’untore”: basta inzuppare un po’ di pane duro nella birra acida e lasciarlo macerare per tutta la notte.

NI: La tua idea di noir?

FF: Forse mangiare una birraria? A parte gli scherzi, noir può essere tante cose, ma soprattutto una zona sconfinata dell’anima, dove ci si può perdere per mai più ritrovare la strada del ritorno. L’accesso a questo luogo è determinato dalla lettura di libri duri, acidi, che colpiscono al basso ventre. Ma non deve trattarsi necessariamente di omicidi, o di efferatezze moderne. Vedo una gran bella tinta noir anche nel nostro passato, proprio come l’antro infernale in cui si vede calato Niccolò Taverna, il notaio criminale che indaga nel 1576 descritto nel mio “Il segno dell’untore”. Lì l’abisso è spalancato dalla paura per la peste, dalla disperazione della gente, dai patiboli innalzati dalla Santa Inquisizione. Direi che ce n’è abbastanza da desiderare qualche bella situazione efferata moderna, tanto per rilassarsi…

NI: Noir italiano o straniero?

FF: Già solo il fatto di mettere distinzioni mi turba. Io rispondo: buon noir. Buone storie. Buoni libri. Se poi sono scritti da italiani ancora meglio. Se invece devo accontentarmi di opere tradotte, allora leggerò quelle, per quanto, da traduttore a mia volta e da direttore editoriale Mondadori, so che traducendo ci perdiamo per strada un bel po’ del sapore autentico di un romanzo.

NI: Ho letto il tuo prontuario per scrittori. Quali sono i consigli che daresti a un autore noir esordiente?

FF: Quelli più banali e scontati, perché sono anche i meno seguiti: leggere, leggere, leggere. E scrivere, scrivere, scrivere. Dopodiché cominciare a confrontarsi con il mondo professionale, trovando ambiti gestiti non dai soliti dilettanti improvvisati del web ma da chi conosce davvero il mondo editoriale, per avere riscontri concreti. Se mi chiedi dove possa trovarsi un ambiente simile, rispondo: sul forum della mia rivista per gli scrittori, la Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it).

NI: Quando valuti un manoscritto qual è la prima cosa che ti colpisce?

FF: Oggigiorno un buon romanzo deve avere alcune caratteristiche fondamentali, per interessare a un editore. Deve avere un’idea forte, capace di colpire; deve essere scritto con criterio; deve sapersi incanalare in un filone specifico (il noir, il thriller, lo storico, l’horror e così via); e soprattutto deve essere mirato alla collana per cui va inviato in visione. Non c’è niente di più irritante, per esempio, che ricevere un horror per la collana dei Gialli Mondadori. Come potrei mai pubblicarlo? Eppure me ne arrivano tutti i giorni sulla scrivania…

NI: Che musica ascolti mentre scrivi?

FF: Dipende dai periodi. E sempre con diversità e varietà sconcertanti. Adesso, per esempio, ho in sottofondo i Verve, ma fra poco arriveranno i Negrita.

NI: Per un autore esordiente sarebbe meglio farsi notare attraverso qualche concorso, prima di proporre le proprie opere alle case editrici?

FF: Direi proprio di sì. Anzi, ormai molti editori pubblicano italiani solo attraverso i concorsi. Faccio un esempio pratico che mi riguarda. Io sono il direttore editoriale delle collane edicola Mondadori, e quindi i Gialli Mondadori, Segretissimo e Urania. Tutte queste collane hanno dei premi letterari per romanzi (a parte Segretissimo, al momento) oppure, in partnership con festival letterari o con organizzazioni di vario tipo, dei premi per racconti brevi. Chi vince viene senz’altro pubblicato dalle mie collane, con tempi rapidi e stabiliti dal regolamento dei premi. Per di più, vincere il Premio Tedeschi per il giallo o il Premio Urania per la fantascienza, significa ottenere un riconoscimento di prestigio, e poi, una volta pubblicati, una grande attenzione da parte di pubblico e critica, il che può dare una spinta notevole agli autori vincitori. Per chi volesse conoscere tutti i premi che organizziamo come Mondadori, e a cui tutti possono partecipare, consiglio di andare sul blog del Giallo Mondadori (www.giallomondadori.it) e guardare nel menu sulla destra la voce Concorsi e premi. Segnalo poi una importante iniziativa per gli esordienti che sto portando avanti con la Writers Magazine Italia, che seleziona racconti da pubblicare su queste collane Mondadori. Sono già 13 gli autori selezionati e messi sotto contratto dal colosso di Segrate, quindi una concreta dimostrazione che anche gli esordienti, se capaci, possono diventare scrittori professionisti. Tutte le informazioni su questa iniziativa sono qui: http://www.writersmagazine.it/forum/viewtopic.php?t=10414

NI: Il luogo migliore per ambientare un noir?

FF: Quello che ci fa rabbrividire solo a immaginarlo.

NI: Un noir storico richiede un’importante documentazione. Tu come affronti la cosa?

FF: Cercando documenti, razziando le biblioteche, comprando e studiando decine di libri, saccheggiando (ma con grande cautela) Internet, soprattutto a caccia di spunti da verificare con documentazione attendibile. Molto lavoro, molta fatica, ma anche molta soddisfazione, quando poi il risultato di questi studi prende forma in un romanzo.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir.

FF: So come farti parlare, come farti sputare tutte le informazioni che mi servono. Vedi quella massa spugnosa e gocciolante? E’ una vera birraia, preparata come si faceva nel 1500. Ingoiane un boccone e rimetterai anche l’anima, non solo quello che mi serve per tornare a mettermi in caccia del nostro comune amico…

A richiesta dell’autore pubblichiamo volentieri altri contributi:

Il segno dell’untore

Chi è Niccolò Taverna?

Lettura brano 1

Lettura brano 2

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