Un bicchierino con: Novelli & Zarini


“From Savona with noir”. Questa potrebbe essere la presentazione del duo di scrittori noir Novelli&Zarini, che ho avuto il piacere di conoscere. Autori prolifici, hanno alle spalle tre romanzi e parecchi racconti. Sono anche il primo duo che intervisto e la cosa non può non farmi piacere. Conoscere persone che lavorano gomito a gomito in un’esperienza così intima come la scrittura non è cosa da tutti i giorni!

Noir Italiano: Ciao a entrambi e benvenuti. Date le vostre origini liguri, regione che io amo particolarmente, mi concedo un bicchierino di Sciacchetrà, anche se costa un occhio della testa. Voi?

Novelli e Zarini: Innanzitutto, grazie per averci ospitato. Ma non limitiamoci al bere. Accompagniamo con un tre porzioni di trofie al pesto.

NI: Cominciamo: come vi siete conosciuti ed è nata la vostra collaborazione?

N&Z: Ci siamo conosciuti sui campi da tennis dell’allora glorioso dopolavoro Italsider di Savona, ormai più di vent’anni fa. Tra un set e l’altro, un dritto e un rovescio, una schiacciata e una volèe, abbiamo scoperto di avere passioni comuni. La lettura, con preferenza per il genere “giallo” per semplificare la categoria.  E naturalmente il cinema. La collaborazione è nata proprio su quei campi. Prima è stata soltanto un’idea, anche piuttosto bizzarra, poi si è concretizzata in una volontà di quantomeno provarci, di non lasciare nulla di intentato.

NI: Cosa significa per voi noir?

N&Z: Noir significa introspezione, effetto ambiente, storie circoscritte non soltanto nei luoghi, ma anche nelle anime dei protagonisti di tali storie. Sono indagini che riguardano cose non dette, cose che si vogliono dimenticare, o si teme di raccontare. Nel noir non è importante tanto l’azione quanto lo sviluppo dell’indagine. Si uniscono pagina dopo pagina tanti segmenti che alla fine indicheranno la strada corretta da percorrere per scoprire la verità. Nel noir il lettore fa da spalla all’investigatore, segue, vive l’indagine con lui, ha i suoi stessi indizi, le sue stesse possibilità e mezzi per arrivare alla soluzione. Il noir è una forma antica di interattività tra scrittore e lettore.

NI: Il luogo migliore per ambientare un noir?

N&Z:  Probabilmente i luoghi che si conoscono, che si vivono. Il noir vive del dettaglio, della quotidianità. Sarebbe difficile ambientarlo in location che non si respirano, che non si percorrono, che non si scoprono, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Il noir è completamente differente dal thriller dove l’elemento fondamentale deve rispondere alla domanda: perché?, più ancora del: chi?, che invece è prerogativa del giallo, dove l’intera architettura porta a svelare un nome.

NI: Cosa rende la Liguria, regione che vive dello stereotipo del pensionato che va a svernare e della colonia estiva dell’oratorio, un luogo noir?

N&Z: Conosci bene la regione! Questi due elementi sono praticamente indissolubili in un’ipotetica cartolina della nostra terra. Di noir, in realtà, non c’è molto. Parlando di Savona, la città che ci riguarda, si conduce una vita abbastanza piatta. L’evento del giorno sulla testata locale può essere il gatto salvato dai vigili del fuoco. A parte gli scherzi, pensiamo che ogni città, ogni paese potrebbe essere adatto a un noir. Dove ci sono uomini, ci sono anche i loro lati oscuri e deviati. E l’ambiente si impregna di queste ombre.

NI: Come organizzate la scrittura? Vi date dei compiti o sviluppate tutto insieme?

N&Z: Ricorriamo a qualcosa di molto simile a ciò che viene usato dagli sceneggiatori americani, il metodo della scaletta. Una volta provvisti della traccia principale della storia (ricavata dopo un lungo processo di brainstorming) procediamo appunto con la scaletta.
In pratica, viene stilato un elenco di punti fondamentali, capitolo per capitolo, dall’inizio, fino all’epilogo, che andranno a costituire l’ossatura della trama del libro. Una volta in possesso dello scheletro della storia, procediamo con una prima verifica dal punto di vista cronologico, di costruzione, di tenuta della suspense. In pratica analizziamo gli snodi narrativi del plot. In questo stadio della costruzione andiamo a sistemare quei punti che crediamo più “deboli” o meno efficaci, anche se raramente finiamo col modificarli del tutto. Questo perché siamo convinti della bontà dell’ossatura iniziale e quindi procediamo più che altro ad un lavoro di limatura e perfezionamento. Superata questa fase, iniziamo a sviluppare tutti questi punti-chiave, a definire le parti di raccordo fino ad ottenere la storia nella sua integrità, quella che, in definitiva, seguiremo passo dopo passo quando inizieremo a scriverla.
Quando la trama è completa in ogni sua parte, rifacciamo un secondo controllo cronologico e sistematico di tutti gli eventi, per vedere se tutto funziona al meglio. A questo punto, avviene l’inserimento dei personaggi nel contesto, che nel frattempo abbiamo strutturato a parte dal punto di vista psicologico, fisico e caratteriale. Li inseriamo scena per scena, cercando di dare a ciascuno la giusta collocazione nel rispetto dello spartito della storia. Terminata anche questa fase, si procede con la raccolta del materiale. Internet in questo caso, rappresenta un complemento utile alla memoria. Cerchiamo sempre di visitare le location che useremo nel libro, ma capita che non ci si rammenti bene una via, un particolare luogo di quella data città, quindi Internet ci viene in soccorso, in particolare con Google Earth e Street View. Inoltre, usiamo la rete per le ricerche in biblioteche on line, nei rari casi in cui siamo impossibilitati ad avvalerci di esperti di settore. Questa ultima fase ci porta via parecchi mesi. Soltanto dopo esserci documentati a dovere, ci sentiamo veramente pronti a procedere con la parte più gratificante, cioè la stesura del romanzo. E qui, dividendoci le parti di ogni capitolo, oppure occupandoci di un intero capitolo a testa, a seconda delle sensazioni, del tempo a disposizione di ognuno, possiamo dare alla storia quella connotazione emozionale che si può conferire soltanto in direttissima, mentre le dita corrono veloci sulla tastiera.

NI: Penso a un duo di scrittori noir e mi viene in mente Fruttero e Lucentini. Non vi pesa il paragone?

N&Z: Più che pesarci, ci fa toccare ferro (e altro…) anche perché, Dio li abbia in gloria, sono morti entrambi. A parte le facezie, il paragone non ci pesa semplicemente perché non si può fare nemmeno lontanamente un confronto con due maestri della letteratura italiana. Inoltre il genere in cui proviamo a cimentarci è molto differente da quello che Fruttero e Lucentini hanno prodotto con grande successo per tanti anni.

NI: Il lavoro in coppia è indubbiamente una fonte di grande creatività ma anche di dissidi. Ne avete mentre scrivete? Come li appianate?

N&Z: Ai tempi del primo romanzo, “Soluzione finale” – parliamo ormai del lontano 2005, senza contare che la prima stesura risaliva al 1999 – avevamo deciso di dipanare le “controversie” con dei match di tennis. Chi vinceva, aveva per così dire, l’ultima parola, il verdetto finale. Ma gli anni passano, gli acciacchi si manifestano. Così, già ai tempi del secondo romanzo – “Per esclusione” –  abbiamo cercato di non avere dissidi, per evitare una sfida all’ultimo sangue che sarebbe potuta essere anche fatale. Arrivati al 2011, con “Il paziente zero”, abbiamo optato per più comode disfide alla Playstation! A parte la gag, visto il metodo di lavoro per creare il romanzo, è difficile che ci troviamo ad affrontare dissidi importanti. Ci troviamo a volte a doverci confrontare su piccoli dettagli che non richiedono il guanto di sfida e conseguente scudisciata sul volto.

NI: Vi ringrazio. Regalateci una frase noir.

N&Z:  “La testa girò prima a destra, poi a sinistra, velocemente. Crack! L’uomo alle spalle mollò la presa. Chi era appena entrato in casa non sarebbe più uscito, se non in un sacco da morto.”
Anche se è più thriller che noir, va bene uguale?

Se l’argomento t’interessa allora dai un’occhiata a:

Recensione de “Il paziente zero”

Recensione de “Acque torbide per l’investigatore Astengo”

L’hard boiled secondo Novelli&Zarini

Recensione de “Per esclusione”

On the rocks (il noir ai tempi di twitter secondo N&Z)

Intervista a Carlo Frilli della Fratelli Frilli editori

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