Gli scrittori noir (non) sono seri


Ho avuto, in questo primo mese di attività febbrile del blog, occasione di contattare, chiacchierare e conoscere numerosi autori che si cimentano con il noir. Devo dire che non esiste una figura simbolo che descrivi l’autore di testi polizieschi. Tra quelli che ho intervistato c’è chi fa il medico, chi studia, chi lavora come giornalista, chi ha creato un blog con un alter-ego virtuale, chi scrive per passione e chi per occupare il tempo. C’è chi ama le ambientazioni metropolitane, chi quelle della provincia sonnacchiosa, chi crea indagini nelle corti medioevali, chi ama descrivere i lati oscuri della città in cui vive.
Gli scrittori noir sono eterogenei, creativi e disponibili. Non sono nerd ingobbiti sul pc, che passano le ore a battere sui tasti, mangiando male e vivendo peggio. Anzi, sono tutte persone aperte al dialogo e alle nuove esperienze, come può essere quella di un’intervista su un blog (ancora) sconosciuto come il mio.

In realtà la storia insegna che lo scrittore noir è molto diverso dall’uomo che è quotidianamente. Manchette amava il jazz e suonava nei locali di Parigi mentre Scerbanenco era un gran ballerino, solo per fare due esempi.

Quindi, a parte qualche caso di autore che se la tira (nonostante non abbia pubblicato niente, sia chiaro) e non ha risposto alle mail o lo ha fatto con tono supponente, posso dire che gli scrittori di noir italiani (non) sono seri, bensì sono persone che amano ciò che fanno e continuano a scrivere nonostante si sappia che nel nostro caro e bel paese il mestiere dello scrittore non dia da mangiare.

A tutti loro e a chi verrà va il mio ringraziamento più sentito, per aver permesso a lettori e appassionati di scoprire chi sta dietro alle storie nere che tanto amiamo leggere.

Omar Gatti

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4 risposte a “Gli scrittori noir (non) sono seri

  1. Grazie Omar.
    E grazie, da questo tuo sito, a tutte quelle persone che offrono asilo a chi scrive storie cattive. E’ una cosa rara, oramai l’ho capito, sebbene molti di noi siano rimasti bambini. Più da parco giochi che da asilo, quindi, ma questo è un altro discorso.

  2. Io sono quello che si trastulla con gli omicidi nelle corti medievali… grazie di cuore Omar per l’impegno che ci stai mettendo e per questo luogo virtuale in cui noi amanti del noir ci sentiamo un po’ a casa nostra! Luca

  3. Credo che lo scrittore per definizione non possa essere una persona seria.
    Chi scrive gioca continuamente con le parole, le forgia per il suo scopo e le dà una forma nuova ogni volta.

    Scrivere è una passione, pensiamo solo a questo: che ogni frase trasudi tutta la nostra passione di scrittori.

  4. Tutto ciò che vive dentro una bottiglia d’acol è goliardico, truce e oscuro. Un lampione, nel pieno centro di una città notturna, non illumina mai tutto il corso, ma solo ciò per cui è orientato a illuminare. La sua natura è quella, e quello per cui è nato fa.
    Credo che uno scrittore (noir o meno) si focalizzi sulla storia e sulla voglia di raccontare qualcosa che non appartenga al tutto, ma che faccia parte di un insieme. Vedi qualcosa, non vedi niente. Hai l’insieme di tutto e cerchi di defilarti sul particolare. Uno scrittore noir è quello che non solo ama la sua collezione di vinili, ma che accende il suo giradischi per farli suonare. E’ quello che vede che una mela rossa ha anche i suoi gialli e i suoi bordeaux. Quello che se anche non c’è la mela, te ne giustifica l’assenza.

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