Una birretta con: Luca Filippi


Medico appassionato di scrittura, Luca Filippi è uno scrittore noir atipico. Nel senso che i suoi romanzi non sviscerano problemi attuali o si svolgono lungo inquinate metropoli bensì sono ambientati tra intrighi e misteri cinquecenteschi. Tiberio, protagonista dei romanzi, è un investigatore attento e capace, che utilizza il raziocinio per arrivare alla conclusione delle sue indagini. Una sorta di Maigret medioevale. Conosciamo meglio chi si cela dietro le avventure di Tiberio.

Noir Italiano: Ciao Luca e benvenuto. Io prendo una buona Guinness, tu?

Luca Filippi:  per me una birra chiara di frumento. Tipo quelle che fanno i frati nelle abbazie, per intenderci.

NI: Cosa significa per te noir?

LF: Il “noir” è una connotazione cupa, scevra da aspetti consolatori, che dovrebbe rappresentare una sorta di vena sotterranea in grado di percorrere tutta la storia.

NI: Ricreare l’atmosfera in un noir storico richiede un lavoro di studio e documentazione non indifferente. Come affronti la cosa?

LF: Un calvario. Tutte le volte mi dico: “questa volta scrivo qualcosa di moderno”. E sempre, invece, la passione per la storia mi prende la mano e mi fa convogliare le energie per la ricostruzione dell’ambientazione storica. Per “Sangue giudeo”, che si svolge a Roma nel Cinquencento, ho attinto a saggi storici, alcuni dei quali per fortuna reperibili mediante Google Books. Ma sono ricorso anche a vere e proprie consulenze via mail con “esperti”, come nel caso di una Storica della Farmacia particolarmente edotta su Caterina Sforza. Per mia fortuna, mi sono sempre imbattuto in persone gentili e disponibili.

NI: Il luogo migliore per ambientare un noir?

LF: Io sono un nostalgico, per cui il luogo deve avere una grande forza evocativa. Al momento direi che un posto perfetto per ambientare un noir è Trieste (e infatti è la città dei libri del bravissimo Veit Heinichen). Sospesa tra cielo e mare, Trieste è un crocevia culturale, un non-luogo in cui tutto sembra già antico nel momento stesso in cui sta per accadere. Ho abitato a Trieste per tre anni e ogni tanto immagino di scrivere un poliziesco all’ombra del castello di Miramare.

NI: Un romanzo storico può essere noir? Quali sono le caratteristiche peculiari del genere?

LF:  Certamente un romanzo storico può essere noir. Anche i miei romanzi sono ufficialmente presentati come “noir” storici. In realtà, li definirei più propriamente dei gialli storici, perché alla fine il protagonista riesce sempre a rintracciare l’autore degli omicidi (o dell’omicidio). E già la soluzione del mistero ha di per sé un risvolto consolatorio. Cosa che, come ho detto, non si iscrive nella mia concezione di genere “noir”.

NI: La tua musica per scrivere?

FL: Il silenzio. In realtà la musica mi distrae, mi prende e vengo catturato dal ritmo. Per cui cerco di concentrarmi sulla pagina bianca, senza troppe distrazioni (sono noioso, lo so!).

NI: Come nascono i personaggi e le ambientazioni dei tuoi romanzi?

FL: Bella domanda! Direi che sono i personaggi a venirmi incontro. In particolare, i “cattivi” mi affascinano sempre più dei buoni. A volte prendo spunto dalle persone che conosco e che hanno delle caratteristiche che uso (spesso estremizzandole) per “creare” gli attori delle mie storie.

NI: La tua occupazione di medico influisce sulla tua scrittura?

FL: Purtroppo direi che la mia professione, ma ancor più la mia formazione umana e professionale, ha un peso specifico non indifferente nella mia produzione. Tiberio, il protagonista de “L’arcano della papessa” e “Sangue giudeo”, è per molti versi un mio alter ego cinquecentesco. Mi riconosco soprattutto nella dicotomia tra la propensione per il razionale e la fascinazione per l’imponderabile.  Tiberio cerca di risolvere i crimini usando le sue nozioni scientifiche ma  poi, inevitabilmente, viene sedotto e guidato dall’elemento irrazionale.

NI: Ti ringrazio. Regalaci una frase noir.

FL:  Grazie a te per l’opportunità.  La frase non è mia ma del poeta Novalis: “di tutti i veleni l’anima è il più forte”. Che cosa infatti ci può essere di più potente e distruttivo delle passioni che

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