Un bicchiere con: Alberto Minnella


Alberto Minnella, classe 1985 (la mia, tra le altre cose), siciliano di Siracusa, articolista di giorno e scrittore noir di notte. Appassionato di musica, collabora con varie testate isolane. Ha dato vita a un blog nel quale ha preso forma il personaggio di Hanky, alter ego dell’autore e figura perfetta per un noir ambientato in una Siracusa sconosciuta. L’idea di un blog nel quale non è l’autore a parlare bensì il suo personaggio mi è parsa stravagante e originale. Per questo ho deciso di chiedere spiegazioni al suo creatore.

Noir Italiano: Ciao Alberto e benvenuto. Dato che sei siciliano, prendo un bel Malvasia trapanese, che fa anche intellettuale. Tu?

Alberto Minnella: Preferisco il mio solito Jameson liscio, per cominciare.

NI: Com’è nata l’idea di un blog dedicato a un personaggio?

AM: Dopo aver superato una fase personale piuttosto strana ed eccessivamente adulta (forse anche adultera) ho iniziato a scrivere piccoli racconti su una vecchia Moleskine nera, quelle con l’elastico in spalla e le pagine prive di qualsiasi guida, acquistata in tempi non sospetti. Scrivevo sempre in prima persona, ma ad un certo punto non ero più io il protagonista. Piano piano Hanky è uscito fuori con prepotenza, mi ha tolto di mano la penna e ha iniziato a scriversi da solo i racconti.

NI: Chi è Hanky?

AM: Hanky è un trentenne d’altri tempi. O meglio, è una persona molto matura rispetto ai suoi coetanei. Beve molto, ma detesta le sbronze. Fuma Winston rosse morbide e guida una vecchia Alfa Duetto nera. E’ un giornalista, ma si rifiuta di far parte dell’ordine dei giornalisti. Una sorta di ripudio all’idea di far parte di un ordine, soprattutto se di retaggio fascista. Vive quasi esclusivamente di notte, se non fosse per l’ingrata mansione di dover coprire il cronista di nera al “Gazzettino Del Giorno”. Inoltre, è un ghostwriter di professione, cosa che lui detesta. Ama vestirsi in giacca e camicia (a volte indossa anche una cravatta di tipo tieskin) ed è un amate della cucina siciliana.

NI: Un blog deve essere indirizzato ai lettori, diventare la palestra di un autore o entrambe?

AM: Un blog è un diario, personale o meno. E’ una forma di libera espressione, divincolata dalla morsa degli editori. Non si ha un padrone e non si hanno dipendenti. Non è neanche un social-network, quindi è difficile crearsi una fetta di lettori. Proprio per questo, scrivere su un blog è un atto di puro egoismo. Se non piace, non è un problema. Io non sono un blogger e non ho alcun interesse a farmi largo a gomitate nella rete. Scrivo perché mi diverte, perché Hanky mi tiene compagnia quando rientro la notte in casa e ho bisogno di rendere spettacolare una serata passata al bancone. Il più delle volte noiosa.

NI: Hanky si muove per una Siracusa oscura e notturna. Cosa rende la città un set noir?

AM: Hanky vive in una Siracusa parallela alla mia, ma in fin dei conti molto simile. Questa città ha il pregio di essere molto tranquilla e silenziosa. I suoi abitati sembrano fantasmi. A volte credo lo siano davvero. Tutto tace e nulla si muove. Quando passeggi per le vie di Ortiga di notte e senti il rimbombo dei tuoi passi, speri sempre che succeda qualcosa. Una volante che insegue un ladruncolo, un consigliere comunale che urla ubriaco, una coppia che amoreggia o sentire uno sparo dall’altro lato dell’isolotto. Allora levo le manette alla fantasia e lascio che i volti degli amici, delle amanti e le strade umide si intreccino e creino un bel noir, pieno di alcol, di storie assurde e di femme fatale del sud. Ho incrementato così tanto la mia creatività che ho deciso di scrivere un romanzo con Hanky come protagonista, nella sua Siracusa virtuale, con i suoi banconi sempre bagnati dall’alcol e la sua gente che vaga come zombie per la città. Ignari del mondo reale. Vagabondi in una vita non loro.

NI: A volte i personaggi acquistano maggiore visibilità degli autori che li hanno creati. Non hai questa paura?

AM: Questo capita soltanto a chi è riuscito a creare un personaggio talmente tridimensionale da rubare la vita stessa dell’autore o a un cafone che spaccia per suo un personaggio creato dal ghostwriter. Se Hanky dovesse rubarmi la vita, spero solo abbia la decenza di non rubarmi la ragazza.

NI: Quanto ha inciso la tua passione per la musica nella creazione di Hanky e nella tua scrittura in generale?

AM: La musica è subentrata dopo. Ho vissuto e vivo tutt’ora l’amore per la musica e questo da più di tredici anni. Credo sia inevitabile inserire degli aspetti autobiografici al proprio personaggio, specialmente per il modo con cui è nato Hanky.

NI: Cosa significa per te noir?

AM: Per me il noir è soprattutto un profonda sensazione di disagio. Come un tossire sabbia dai polmoni  in un posto dove il resto del mondo respira aria di montagna.

NI: Ti ringrazio. Lasciaci con una frase noir.

AM: Hanky direbbe: “Un altro fottuto whisky era quello di cui avevo bisogno”. Grazie a te e spero a presto.

Una risposta a “Un bicchiere con: Alberto Minnella

  1. Leggo spesso il blog di Hanky, con molto piacere. Mi piace immergermi nelle sue storie, forse un tantino pulp, anche solo 10 minuti di sera, magari in compagnia di un buon bicchiere.
    Spesso sei odioso, prevedibile, noioso e depresso, mio caro Hanky. A volte mi fai pure incazzare con le tue paranoie…
    Ma, non importa. So già che non è tuo intento piacere. Per me resti comunque vero. Tu e i tuoi bicchieri incollati al bancone, una sigaretta accesa, chiacchiere disinteressate e pensieri parlanti. Alcolico e senza pretese… :-)

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